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Coronavirus, Italia Viva: “Alti livelli di stress e malfunzionamento nel sistema sanitario ligure”

"Non si possono fare tamponi a tutti perché non ci sono laboratori, personale, strumenti, reagenti"

Liguria. “In questi giorni, purtroppo, verifichiamo, sul campo, che il sistema sanitario ligure – si badi bene, parliamo di ‘sistema’ e non di ‘servizio’, quello è altamente qualitativo – mostra alti livelli di stress e di malfunzionamento. Non ci sono mascherine, non si possono fare tamponi a tutti perché non ci sono laboratori, personale, strumenti, reagenti”. A dichiararlo Barbara Pasquali, capogruppo di Italia Viva in consiglio comunale a Savona e i coordinatori territoriali di Italia Viva in Liguria.

“Non ci sono i test sierologici perché non si riescono ad importare e a reperire, perché tutto il mondo, nello stesso momento, sta chiedendo questi strumenti – continuano dal partito – Non c’è coordinamento tra i medici di base e le Asl; non c’è più personale medico sufficiente negli Uffici di Igiene”.

“Vi è, poi, un grande problema in merito alla raccolta dei dati reali dei contagi: le direzioni sanitarie faticano ad ottenere tutti i dati. Colpa della gran mole di informazioni da registrare a fronte della penuria di personale. Non vengono effettuati i tamponi e, laddove vengono fatti, si attendono molti giorni per conoscerne gli esiti e, di conseguenza, non si riesce a gestire un protocollo medico adeguato” aggiungono da Italia Viva.

“Per non parlare di come vengono gestiti (o, meglio, di come non vengono gestiti) e curati i malati sintomatici da casa. Sono lasciati a loro stessi, con l’unico ausilio telefonico del medico di base, che fa quello che può. Ma senza aver verificato con l’esame del tampone se la persona con sintomi da covid-19 è realmente affetta dal virus, va da sé che nessun protocollo può essere applicabile” considerano gli esponenti del partito.

Poi concludono: “Qui non si tratta di fare polemica, ma si chiede che, a condizioni date, si cerchi quantomeno di mettere in campo protocolli adeguati, cure domiciliari tempestive ed accudenti e di individuare, facendo i tamponi, quantomeno ai soggetti sintomatici, l’area degli eventuali contagiati per approntare le dovute misure, anche in vista di una graduale riapertura che, altrimenti, sarà sempre più lontana. Queste misure vanno messe in campo subito, adesso. Domani è già tardi”.

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