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Consiglio regionale sulla sanità, bagarre in aula. Le minoranze: “Fallimento su tutti i fronti” fotogallery video

"Alisa carrozzone, aumentano le liste d'attesa, flop privatizzazione e drammatica carenza di personale". Le repliche di Toti e Ardenti

Liguria. Bagarre e scontro questa mattina in Consiglio regionale sulla seduta monotematica dedicata alla sanità ligure, con la minoranza protagonista di numerosi ordini del giorno: privatizzazione ospedali, cancellazione di Alisa, organico e personale, sperimentazione farmaci e piano sanitario, quest’ultimo legato a riorganizzazione della rete ospedaliera, liste di attesa, integrazione ospedale-territorio e contenimento della spesa.

Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Piana ha aperto il dibattito annunciando che la conferenza dei capigruppo aveva deciso di permettere ad una delegazione di operatori della sanità, medici, infermieri e operatori sociosanitari, di intervenire in aula.

Giovanni Lunardon (Pd) ha illustrato le motivazioni che hanno spinto i gruppi di minoranza a chiedere la seduta monotematica sulla sanità in Liguria. “Sono passati 4 anni e mezzo e le scelte fatte dalla giunta sono fallite. La giunta, dunque, deve assumersi le proprie responsabilità. Il piano sociosanitario che era stato presentato 4 anni fa non esiste ed è evidente il suo fallimento”. Lunardon ha sottolineato la progressiva carenza di personale, la crescita delle liste di attesa e aggiunto: “Dopo 4 anni è mezzo siamo all’annullamento della gara per costruire il nuovo ospedale del Felettino e anche su Erzelli siamo punto a capo, mentre anche il grande ospedale dell’imperiese non è mai nato. Il progetto della casa della salute in Valpolcevera – ha aggiunto – e ancora fermo alla gara per lo studio di fattibilità”. Secondo il consigliere “occorre riaprire una discussione che coinvolga Consiglio e sindacati per fare un passo in avanti tutti insieme”.

“Questa mattina, grazie anche agli interventi in aula dei rappresentati sindacali, dei lavoratori e dei pazienti liguri, abbiamo toccato con mano il fallimento della Giunta regionale Toti-Viale nella sanità della nostra regione, alla faccia dei loro proclami e degli spot fatti nei convegni. Il piano sociosanitario della Giunta Toti, nata sulla scorta del Libro Bianco voluto dall’assessore Viale, è da rifare: bisogna voltare pagina, riaprire una discussione sui territori e rivedere radicalmente le strategie della nostra regione sui temi della salute, affrontando i tanti nodi irrisolti della Liguria. Dalle fughe sanitarie alla scarsità di personale, della liste d’attesa alle privatizzazioni, dal disavanzo ai servizi per anziani e disabili” rincara il gruppo Pd in Regione.

“La situazione della sanità ligure è al collasso – spiegano i consiglieri regionali del Partito Democratico – In questi 4 anni e mezzo di governo regionale la Giunta Toti-Viale ha fallito su tutti i fronti. La riorganizzazione della rete ospedaliera non è mai stata attuata: i lavori per l’ospedale Felettino, finanziato e appaltato dalla Giunta di centrosinistra, non sono mai iniziati, anzi poche settimane fa il centrodestra ha annullato la gara e adesso bisogna ricominciare da capo. La privatizzazione degli ospedali del ponente ligure, che è stata bocciata dal Tar, va azzerata. Bisogna ripensare completamente il ruolo di quei presidi sanitari: a Cairo va attribuiti il ruolo di ospedale di area disagiata e Albenga e Bordighera devono arginare le fughe. Un altro fallimento è il bando per l’ospedale del Ponente agli Erzelli andato deserto. La Giunta Toti, inoltre, non ha realizzato neppure una Casa della Salute e si è limitata a inaugurare quelle avviate da chi l’ha preceduta. La nostra regione è sempre meno attrattiva per i pazienti dei territori limitrofi ed è molto più alto il numero dei liguri che vanno a farsi curare in Emilia, Toscana, Piemonte e Lombardia, anche a causa delle lunghe liste d’attesa (per certi esami occorrono sei mesi o addirittura un anno). La mobilità passiva è costata alle casse liguri 53,6 milioni di euro nel 2018, il doppio rispetto al 2017. Un dato che fa il paio con il mancato azzeramento del disavanzo sanitario (51,5 milioni di euro), anche se Toti aveva promesso di farlo nel 2020. Un’altra bugia”.

Tra i punti cruciali del disastro sanitario del centrodestra ligure spicca il taglio sul personale. “Negli ultimi 10 anni la sanità della Liguria ha perso 170 posti di lavoro – precisano i consiglieri del Partito Democratico – di cui 1300 negli ultimi 4 anni. Mancano medici, infermieri e oss, ma i concorsi non vengono banditi”. Il Pd punta anche il dito contro la cancellazione della distribuzione diretta dei farmaci salvavita: “una buona pratica avviata dalla Giunta ligure di centrosinistra, che aveva raccolto l’apprezzamento della Corte dei Conti, di medici e pazienti e che il centrodestra ha cancellato, aumentando i costi della sanità”.

Al centro di questo disastro, concludono i consiglieri regionali del Partito Democratico, “c’è Alisa, che – sottolinea il Pd – era nata per migliorare l’offerta di servizi e l’assistenza sanitaria, ma si è rivelata soltanto un costo in più per le casse regionali. Una sesta Asl con 46 dirigenti su 175 addetti e un commissario straordinario, che viene continuamente prorogato dalla maggioranza perché non ha i requisiti per guidarla. In uno dei 18 ordini del giorno chiediamo che, a fronte degli insuccessi di Alisa, si proceda alla sua cancellazione”.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) è intervenuta per chiedere di procedere, come aveva già annunciato il presidente Piana, con l’ascolto degli operatori della sanità, presenti in aula.

I numerosi rappresentanti sindacali e di lavoratori che hanno preso la parola hanno segnalato alcune criticità: la mancanza di comunicazione e di dialogo, in particolare con Alisa, la necessità di una minore burocrazia e di una riorganizzazione dell’amministrazione e di un utilizzo più efficiente delle apparecchiature. Altro tema segnalato è il potenziamento di posti letto nell’ospedale di Cairo, in Val Bormida. La carenza di medici in tutta la rete e, in particolare, nei reparti di specialità è stato uno dei problemi sollevati legato anche alla difficoltà dei giovani medici di poter accedere, dopo la laurea, ai corsi di specializzazione.

Nel mirino anche la carenza di servizi e di accessibilità agli stessi per i disabili e, in particolare, i non vedenti, ed è stata sottolineata la necessità di potenziare la rete ambulatoriale sul territorio. Alcuni operatori , infine, hanno chiesto che la politica socio sanitaria tenga conto maggiormente delle esigenze dei malati cronici e degli anziani, in forte incremento in Liguria. Forti critiche sono state espresse sulla privatizzazione di alcuni servizi.

Dopo gli interventi della delegazione di operatori della sanità è ripreso il dibattito.

“Il Consiglio regionale straordinario sulla Sanità doveva essere un’occasione di confronto, un momento di discussione seria per risolvere alcune fra le più evidenti criticità della Sanità ligure. Purtroppo, fin dalle prime battute, abbiamo dovuto fare i conti con la mancanza di serietà da parte della Giunta e della maggioranza” ha detto Alice Salvatore.

“Assenti oggi, come tante altre volte, Toti, Giampedrone, Cavo e anche Lauro. La maggioranza ha scelto dunque di non presenziare compatta a questo importante Consiglio. E non ci vengano a dire che la loro assenza è dovuta a motivi ‘istituzionali. Cosa c’è di più importante della Sanità ligure? Quando anziani, giovani, donne, bambini vengono schiacciati dalla burocrazia e il malgoverno”.

“Se i cittadini ricevono le cure gli spettano, dobbiamo ringraziare mille volte i medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari, tutti i lavoratori che si spendono oltre ogni misura per aiutare”.

“In aula presenti numerosissimi i lavoratori, le rappresentanze sindacali e le associazioni del comparto sanitario regionale, che hanno fatto interventi puntuali a cui abbiamo il dovere di dare risposte concrete. Un Consiglio straordinario che sta rendendo chiara la volontà della Giunta a trazione leghista di non dare ascolto al cittadino ma di continuare a privatizzare, svuotando la Sanità per motivi esclusivamente economici”.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha poi denunciato alcune criticità del sistema sanitario ligure: “La carenza di organico è ormai strutturale, ma le risposte della giunta sono stati solo alcuni tentativi maldestri di privatizzare gli ospedali pubblici”. Il consigliere ha definito ALiSa “l’ennesimo, inutile carrozzone”. Rispetto alla programmazione sanitaria “non è stata accolta l’idea di un vero confronto – ha aggiunto – con la cittadinanza”. Secondo Salvatore la giunta avrebbe dimostrato una “forte incapacità amministrativa e, così, ci troviamo la Val Bormida senza un ospedale e un pronto soccorso proprio a causa di questo tentativo di privatizzazione”.

“Occorre investire nel personale e non sprecare denaro – ha detto – in questi progetti di privatizzazione. Con i nostri emendamenti e nostri ordini del giorno presenteremo quella che è, invece, la nostra idea di sanità pubblica”.

Gianni Pastorino (Linea Condivisa), sulla gestione più complessiva della sanità in Liguria, ha aggiunto: “Dagli interventi di oggi in aula emerge un quadro sconfortante, il mondo reale è quello di chi aspetta mesi per un esame” e ha elencato nel dettaglio alcune delle liste di attesa. Pastorino ha ribadito “la supremazia della qualità del sistema pubblico rispetto a quella del privato” e, secondo il consigliere, “la giunta non ha fatto nessuna vera operazione sulla governance sanitaria per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie, per operare risparmi e migliorare le condizioni di lavoro degli operatori”.

Pastorino ha rilevato, infine, che buona parte delle promesse dell’assessore alla sanità non sarebbero state realizzate e ha citato, fra gli altri, il calo della mobilità passiva, gli investimenti sul personale e l’acquisto di nuove apparecchiature.

Juri Michelucci (Italia Viva) ha dichiarato: “Dopo avere ascoltato gli interventi di oggi in aula si può dire che è caduto il mito relativo alle colpe che erano semptre a carico di quello che è venuto prima, perché, in realtà, oggi manca una vera programmazione sanitaria e il libro bianco è rimasto bianco”. Secondo Michelucci il servizio sanitario ligure “si regge solo grazie a tutti gli operatori che stanno garantendo l’efficienza dei servizi, nonostante le scelte della giunta”. Il consigliere ha aggiunto: “In questi ultimi quattro anni il fabbisogno di personale è cresciuto dell’80%, a cui si rischiano di aggiungere anche gli operatori sociosanitari della Asl5”. Michelucci ha annunciato la presentazione, rispetto a questo caso specifico, di un ordine del giorno di cui ha auspicato l’approvazione in aula. “A pochi mesi dalle elezioni – ha concluso – la giunta ha fallito la sua missione sul tema della sanità e lo hanno ripetuto oggi in aula tutti gli operatori del settore”.

Sergio Rossetti (Pd) ha dichiarato: “Oggi siamo qui a valutare, dopo 4 anni e mezzo, quali sono i risultati sulla sanità, a fronte di una serie di promesse che erano state fatte dalla giunta. Il dato vero è che sia sui dati organizzativi e economici sia sugli aspetti specifici delle persone che hanno bisogno del nostro sistema – ha aggiunto – la situazione in questo 4 anni è di fatto peggiorata”. Il consigliere ha aggiunto: “La giunta voleva azzerare il disavanzo ma utilizzare la voce del personale come un costo da ridurre, a fronte semmai di una necessaria riorganizzazione dei presidi, ha determinato carenze nei servizi e l’aumento delle fughe. Così, grazie alle fughe sanitarie fuori regione che costano il doppio, scopriamo che il disavanzo non è stato azzerato mentre è stato messo in difficoltà il personale e, contemporaneamente, non abbiamo migliorato i servizi”. Forti critiche sono state espresse sul percorso di privatizzazione dei tre ospedali del ponente.

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha dichiarato: “Questi temi sono stati ripetuti dai rappresentanti dei lavoratori nel tempo e quindi vuol dire che qualcosa non ha funzionato. Tutte le obiezioni – ha aggiunto – che avevamo sottolineato nella nostra relazione di minoranza sul piano socio sanitario si è rivelato vero, come la prevista riduzione dei costi legati al personale”. Secondo il consigliere il progetto di privatizzazione dei tre ospedali del ponente, non ha previsto un piano alternativo in caso di fallimento del primo percorso: “Nulla di quello che era stato proposto su questo tema come cavallo di battaglia – ha detto – ha trovato compimento”.

Melis ha, infine, illustrato nel dettaglio i tempi delle liste di attesa che favoriscono le strutture private. “In in Asl 2 infatti insistono le criticità che, permanendo, incidono sulle scelte del cittadino che, per accelerare l’iter, si trova spesso costretto ad andare a curarsi o fare visite altrove”.

“Scorrendo i dati di settembre 2019 relativi a prestazioni di priorità D (prima visita, da eseguirsi entro 30 giorni, secondo i tempi di attesa prescritti dal Piano Regionale di Governo delle Liste di Attesa-PRGLA) abbiamo potuto evidenziare che: su 244 prestazioni ortopediche i tempi sono stati rispetti solo per il 35,7% dei casi; su 201 prestazioni cardiologiche, solo per il 47,8% è stato possibile rispettare i tempi; su 318 prestazioni dermatologiche, i tempi sono stati rispetti solo per il 49,4% dei casi; su 69 prestazioni pneumologiche, solo per il 44,9% dei casi è stato possibile rispettare i tempi; su n. 93 prestazioni fisiatriche, i tempi sono stati rispetti solo per il 54,8% dei casi; e ancora, su 25 prestazioni gastroenterologiche, solo per il 48% dei casi è stato possibile rispettare i tempi prescritti dal PRGLA”.

“Se aggiungiamo a questi elementi l’assenza di vere politiche mirate al potenziamento della Sanità sul territorio, come le reti ambulatoriali o i consultori, che hanno lo scopo di ridurre realmente l’accesso agli ospedali e accompagnarne l’uscita, il quadro è desolante e conferma che si deve e si può ripartire per una vera riforma della Sanità ligure, quella pubblica, dei cittadini”.

“Tutti i temi fondanti di come dovrebbe funzionare il sistema sanitario regionale – ha concluso – non hanno trovato una risposta”.

E sulla sua assenza nella seduta odierna il presidente Toti afferma: “Rispetto alla seduta odierna del consiglio regionale, spiace lo stillicidio di polemiche pretestuose delle opposizioni regionali che, invece di collaborare e spronare i Ministeri che guidano a Roma per aiutare la Liguria sul fronte delle numerose emergenze dovute al maltempo, non mancano occasione per alimentare assurdi dibattiti. Questa non è politica, è rancore verso una regione che non li vuole più”.

“Sono certo – dice Toti che le nostre esigenze saranno riconosciute, come l’anno scorso per la grande mareggiata”.

“Per quanto riguarda quanto accaduto oggi in consiglio regionale – conclude Toti – riconosciamo a Cisl e Uil di non essersi prestati a strumentalizzazioni politiche e assicuriamo che il confronto su tutti i temi continuerà costruttivamente nei tavoli già convocati e da convocare”.

“Cgil non pensa ai lavoratori, ma fa solo la stampella del Pd per le prossime elezioni regionali. La sinistra sulla sanità ha dimostrato, ancora una volta, di avere perso credibilità” ha dichiarato stamane il vice capogruppo regionale Paolo Ardenti (Lega).

“Oggi – ha aggiunto Ardenti – il consiglio straordinario monotematico, convocato dall’opposizione, è stato un flop perché in pochi hanno risposto alla ‘chiamata alle armi’ dei compagni e in aula abbiamo assistito ad alcuni interventi ‘telecomandati’ da parte dei rappresentanti della Cgil. Mentre moltissimi lavoratori della sanità ligure avrebbero invece bisogno di interventi concreti da parte del Governo”.

Pertanto, la Lega ha presentato quattro nuovi ordini del giorno, che riguardano le problematiche di tutte le Asl e i cittadini della Liguria, senza privilegiare questo o quell’altro territorio come invece hanno fatto loro: “Con questi documenti abbiamo voluto aprire gli occhi al Pd e ai gruppi di opposizione (i quali finora hanno portato in aula solo interventi che hanno soluzione a livello nazionale) impegnando la giunta regionale a intervenire presso il Governo affinché assuma decisioni urgenti per salvare la sanità pubblica dopo la disastrosa riforma della sinistra”.

“In particolare, abbiamo voluto impegnare la giunta regionale per chiedere che si superino i vincoli normativi per l’edilizia locale sanitaria (codice appalti) al fine di ristrutturare le vetuste strutture ospedaliere sul territorio; venga garantito il supporto normativo nazionale per superare l’emergenza specialistica (assunzioni di medici e specializzandi soprattutto nell’area dell’emergenza come richiesto dalle sigle sindacali); vengano maggiormente supportati economicamente i fabbisogni, in materia di sanità, di Regione Liguria, che vista l’alta percentuale di popolazione anziana necessita di maggiori risorse; si intervenga subito presso Aifa per anticipare il più possibile la trattazione, anche in Liguria, del nuovo farmaco ‘Symkevi’ per la fibrosi cistica”.

“Oggi in Consiglio regionale sono arrivati, per assistere e partecipare attivamente alla seduta straordinaria sulla sanità, rappresentanti sindacali, lavoratori e associazioni di malati, che da tempo chiedono di essere ascoltati dalla Regione. Il consigliere regionale della Lega Paolo Ardenti, come purtroppo è suo costume, ha preferito buttarla in polemica politica, inviando un comunicato stampa che parla di flop di partecipazione, insinuando che tutti coloro che oggi hanno speso alcune ore del proprio tempo per ascoltare un dibattito importante come quello odierno siano stati telecomandati dal Pd e dalle opposizioni – ha risposto il gruppo Pd in Regione -. Parole cariche di arroganza, che non meriterebbero neppure di essere commentate. Ardenti abbia più rispetto dei cittadini e della sofferenza di alcuni di loro: si scusi immediatamente. L’unico flop è quello della politica sanitaria della sua maggioranza”.

Il dibattito è continuato nel pomeriggio.

Mauro Righello (Pd) ha analizzato il Piano sociosanitario regionale, approvato nel 2017, in relazione alla realtà savonese, in particolare sui tempi di attesa per accertamenti sanitari e, secondo il consigliere, i disagi sono dovuti alla carenza di personale. Sempre la carenza di personale, secondo Righello, impedisce il potenziamento dell’assistenza domiciliare. Il consigliere ha proposto di trasformare l’ospedale di Cairo un ospedale di area disagiata.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha ribadito l’importanza che la rete sanitaria regionale resti pubblica senza esternalizzazione dei servizi e ha sostenuto che il Piano sanitario debba essere rivisto. Forti critiche sono state espresse sulla creazione di ALiSa e ha auspicato una riqualificazione dell’edilizia sanitaria. De Ferrari ha definito “paradossale” la vicenda legata al progetto di insediamento, a Erzelli, dell’ospedale del ponente genovese e ha invitato a potenziare gli interventi di prevenzione contro tutti i tipi di dipendenza.

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ricordato che l’appalto per costruire l’ospedale del Felettino è stato fatto alla vigilia delle precedenti elezioni regionali e che il progetto è diventato una pesante eredità per l’attuale amministrazione in quanto la collocazione presenta forti criticità da un punto di vista idrogeologico. Tutto questo lascia aperti molti interrogativi sull’assistenza ospedaliera nella zona, dove l’ospedale Sant’Andrea richiede una profonda ristrutturazione. De Paoli ha ipotizzato il rinnovamento e il potenziamento del San Bartolomeo di Sarzana.

Luca Garibaldi (Pd) ha dichiarato che la Asl4 sarebbe ritenuta dalla giunta un’Azienda di serie B per quanto riguarda l’offerta sanitaria. Secondo Garibaldi anche nel Tigullio non è stato realizzato nulla di quanto previsto dal Piano sociosanitario. Il consigliere ha lamentato la scarsa condivisione con gli operatori nelle scelte assunte dalla giunta: i direttori di asl e ospedali – ha detto – hanno perso il proprio ruolo rispetto ad Alisa perdendo, conseguentemente, il rapporto con i rispettivi territori.

Claudio Muzio (FI) ha sottolienato il pesante disavanzo finanziario di gestione ereditato dall’attuale amministrazione e ha replicato ai giudizi negativi espressi dai consiglieri di minoranza durante il dibattito sostenendo la politica di riorganizzazione dei servizi adottata dalla giunta attuale. Rispetto ai tempi delle liste di attesa Muzio ha specificato che esistono 4 tipi diversi di liste a seconda dell’urgenza e ha ricordato che la carenza di medici è un’emergenza nazionale. Muzio, infine, ha difeso la qualità dell’assistenza fornita dalla rete sanitaria ligure.

Fabio Tosi (Mov5Stelle) ha ringraziato la delegazione degli operatori intervenuti durante la seduta del mattino per segnalare i problemi della sanità ligure. Tosi ha ricordato di avere segnalato, attraverso un ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio nel 2016, la necessità di una guardia medica pediatrica e che questa richiesta è stata disattesa.

Valter Ferrando (Italia Viva) ha ribadito la necessità di salvaguardare la sanità ligure pubblica, ma ha ritenuto eccessivo il numero di aziende sanitarie presenti sul territorio regionale che, fra l’altro, incrementano – ha detto – i costi della rete. Ferrando ha espresso forti perplessità sulla realizzazione dell’ospedale del ponente genovese a Erzelli perché, secondo il consigliere, determinerebbe la chiusura del vicino ospedale di Villa Scassi e, con la sua vocazione oncologica, Erzelli creerebbe una forte concorrenza con il polo analogo genovese all’IRCCS San Martino.

Angelo Vaccarezza (FI) ha espresso compiacimento per l’approvazione unanime dell’ordine del giorno a favore dei lavoratori della CoopService della asl5. Rispetto alle critiche espresse dai colleghi di minoranza, ha replicato che i tagli maggiori dei servizi sanitari nel savonese sono stati fatti dalla precedente giunta regionale di centro sinistrache, in particolare, ha declassato le funzioni del pronto soccorso di Santa Corona di Pietra Ligure.

Paolo Ardenti (Lega Nord Liguria-Salvini) ha replicato ai consiglieri di minoranza, difendendo l’operato della giunta per quanto riguarda le scelte adottate per l’ospedale di Cairo Montenotte, e ha attaccato dell’amministrazione precedente di centro sinistra perché non avrebbe sviluppato le potenzialità sanitarie. Secondo Ardenti la Liguria ha potenzialità enormi da sviluppare e ha polemizzato in merito alle decisioni assunte oggi dal Parlamento, che ha bocciato l’emendamento presentato dalla senatrice Stefani Pucciarelli (Lega Nord Ligurisa-Salvini) sulla situazione di CoopService.

Giovanni Barbagallo (Pd), ricordando la sua esperienza di assessore nella precedente giunta, ha rilevato che in quegli anni c’era stato un calo dei trasferimenti statali destinati alla sanità. Il consigliere, ha accusato l’attuale maggioranza di avere fatto promesse che non sono state in buona parte mantenute.

Nel pomeriggio sono nuovamente intervenuti anche Alice Salvatore (Mov5Stelle), Gianni Pastorino (Linea Condivisa) e Juri Michelucci (Italia Viva), che avevano partecipato al dibattito nella seduta del mattino.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha replicato agli interventi della minoranza e ha accusato l’opposizione di avere fatto, durante la seduta, “campagna politica”. L’assessore ha rilevato con orgoglio che, secondo fonti ministeriali, nella classifica sui LEA (Livelli essenziali di assistenza) “per quanto riguarda la qualità delle risposte fornite dalla sanità dalle regioni italiane la Liguria è al sesto posto”.

L’assessore ha quindi ricordato di avere più volte fornito in aula nel dettaglio i dati sulla mobilità passiva “che ha avuto una progressiva riduzione in alcuni settori, rispetto alla precedente amministrazione, questo anche grazie – ha aggiunto – ai dipartimenti interaziendali”. Rispetto alle politiche sul personale l’assessore ha rimarcato che nel precedente ciclo amministrativo erano stati persi mille lavoratori mentre nell’attuale mandato, nonostante le criticità, sono stati persi solo 300 lavoratori, con un saldo positivo di 216 infermieri in più: “Quindi abbiamo fatto – ha detto – un’ottima politica”.

L’assessore ha poi spiegato che il tema della mobilità passiva è un tema che riguarda tante regioni. Rispetto all’organizzazione del sistema Viale ha aggiunto: “Quando ci siamo insediati abbiamo trovato il CUP sfasciato con ben 5 centri di prenotazione e noi abbiamo fatto anche un importante lavoro di comunicazione sul numero verde”. Rispetto alla riforma della sanità regionale l’assessore ha ribadito: “La riforma è stata rispettata in tutte le sue forme e, andando a controllare punto per punto, potete verificare – ha aggiunto rivolgendosi ai consiglieri di minoranza – che abbiamo fatto quasi tutte le cose che sono previste e, su questo aspetto, sono pronta a sfidare chiunque”.

Viale ha, quindi, ripercorso nel dettaglio tutte le iniziative assunte dall’attuale giunta citando, fra le altre, la campagna di vaccinazione, l’introduzione di un’automedica a Busalla, il trasferimento dei trapianti di reni per bambini al Gaslini, l’erogazione presso le farmacie dei medici salvavita e, da gennaio, l’assessore ha annunciato che le stesse farmacie erogheranno anche quelli per diabetici “in modo da migliorare la vita di persone affette da patologie croniche. Altro risultato – ha aggiunto – sono gli infermieri di comunità come l’accordo con i medici di famiglia sulle cronicità. “Il patto sulla salute mentale siglato in questa legislatura dalla Asl3 è diventato – ha sottolineato – un punto di riferimento a livello nazionale italiano.

Per quanto riguarda la carenza dei medici Viale ha rimarcato che si tratta di un tema nazionale che gli ultimi ministri competenti non hanno affrontato. “Ringrazio gli operatori della sanità per tutto quello che hanno fatto in questi anni – ha concluso – in cui la Liguria è stata colpita ancheda tante emergenze e questo vuol dire che il sistema regge e che la Liguria si sta organizzando al meglio. Guardiamo, dunque, fiduciosi andando sempre avanti”.

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