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Sanità, la protesta dei sindacati in Consiglio regionale: “Privatizzazione errore madornale, pagheranno i cittadini” fotogallery

Seduta monotematica, attese risposte dall'assessore Viale. La Cgil: "Mancano mille persone negli ospedali"

Liguria. “La sanità in Liguria non funziona. Chiediamo alla Regione di cambiare in fretta prima che le risorse finiscano e prima che la sanità pubblica vada allo sfascio”. È la protesta di Cgil e pensionati in presidio presidio davanti alla Regione nel giorno del consiglio monotematico in cui l’assessore Sonia Viale dovrà rispondere sui temi più caldi: liste d’attesa, fughe di pazienti e privatizzazione degli ospedali. Una delegazione è poi entrata in aula dove si sono levati cori “Vergogna, vergogna” e sono stati appesi striscioni. I sindacati verranno ricevuti dall’assemblea dei capigruppo.

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“La sanità che racconta la giunta regionale non è quella che vivono tutti i giorni i cittadini liguri: code al pronto soccorso, disagi nelle corsie, lunghissime liste d’attesa, la situazione è complicata e la responsabilità è di una giunta che in questi anni non ha fatto quello che ha scritto sul piano sanitario regionale – attacca Federico Vesigna, segretario generale della Cgil ligure -. L’unica cosa fatta è Alisa, la sesta Asl, che ha comportato solo maggiori costi di gestione, un accentramento delle decisioni poco trasparente. L’assessore Viale ci ha raccontato che è un diritto dei cittadini quello di avere ospedali vicino a casa e ha promesso ospedali e pronto soccorso nuovi in tutta la regione. Di tutto questo non c’è traccia. E nel frattempo non si è investito nella sanità pubblica che sta andando in malora”.

I sindacati chiedono alla Regione di aprire un confronto, anche sul tema degli organici, che secondo la Cgil registrano una carenza di mille persone tra medici, infermieri e operatori sanitari: “La scelta di smantellare il sistema pubblico ha la sua diretta conseguenza. Quella che non si fanno assunzioni necessarie. Si spendono 122 milioni meno di quello che si potrebbe spendere rispetto ai tetti imposti dal blocco del turnover a livello statale, lo si fa altrimenti la sanità va in deficit. L’unico obiettivo sono le privatizzazioni”, dice ancora Vesigna.

“Siamo i più anziani d’Italia, i più longevi, quelli con più malati cronici – spiega Carla Mastrantonio, segretario ligure dello Spi Cgil – Rispetto a tutti questi temi non abbiamo ancora avuto risposte, non abbiamo avuto notizie del piano sulle cronicità, il fondo per la non autosufficienza non è stato implementato da risorse regionali, le famiglie sono sole ad affrontare questo dramma. Le risposte sono frammentarie e vengono coinvolti solo i privati. L’emergenza più grave è la sanità sul territorio”. A chiedere un incontro con l’assessore Sonia Viale anche Cisl e Uil, che però non hanno partecipato al presidio.

Nel merito della situazione savonese: “Per non smantellare presidi vitali come gli ospedali di Cairo Montenotte – ancor di più per ciò che il nostro territorio e soprattutto la Val Bormida sta attraversando dopo il crollo del viadotto della A6 e le tante , troppe frane che stanno isolando la nostra Provincia dal resto del Paese e della Liguria- ed Albenga” afferma il segretario provinciale della Cgil Andrea Pasa.

“L’ospedale di Cairo è fondamentale per l’intera Valbormida. Svenderlo ai privati e depotenziarlo è profondamente sbagliato. Lo diciamo da tempo oggi con la tragedia che ha interessato il nostro territorio e l’isolamento che hanno comportato le numerose frane è ancora più necessario. Investire, potenziare la struttura di Cairo e più in generale la sanità pubblica savonese e ligure”.

“Oggi si può dire con estrema chiarezza che le scelte politiche di destrutturare la sanità pubblica ligure e la decisione di smantellare gli ospedali sono un errore clamoroso sulla pelle dei cittadini savonesi” conclude Pasa.

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