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Borghetto, un albero malato e abbattuto trasformato in opera d’arte dallo scultore Simone Finotti fotogallery

Oggi in municipio l'inaugurazione di "Spirito intelligente" ispirato al lavoro dell'artista cetarese Ugo Marano

Borghetto Santo Spirito. Nulla si distrugge, tutto si trasforma. E’ questo l’assioma, mutuato dal famoso scienziato Antoine-Laurent Lavoisier, che ha guidato l’artista Simone Finotti nella realizzazione della sua opera “Spirito Intelligente”. La cerimonia di scopertura della scultura linea, collocata nell’atrio del municipio di piazza Italia, è avvenuta questa mattina alla presenza dei membri dell’amministrazione del sindaco Giancarlo Canepa, del vice presidente della provincia Franco Bonasera e di tanti amministratori dei Comuni del circondario, da Garlenda ad Albenga a Loano a Ceriale, e gli alunni delle scuole.

Borghetto, un albero malato e abbattuto trasformato in opera d'arte

Come spiegato dallo stesso Finotti, l’opera si ispira al lavoro di Ugo Marano, celebre artista di Cetara (in provincia di Salerno) che ha esportato la propria creatività in tutto il mondo. La cittadina, tra l’altro, è gemellata con la vicina Ceriale e proprio per questo stamattina il sindaco Luigi Romano ha partecipato alla cerimonia di scopertura della scultura ed ha accolto la delegazione cetarese.

Finotti ha realizzato la propria opera partendo dal tronco di un cedro del Libano che, in origine, si trovava all’interno del parco Anderson. La pianta, malata, è stata abbattuta qualche mese fa ed il suo tronco affidato alle “cure” dell’artista di origine vercellese: “Gli alberi sono le memorie storiche del nostro paese, di tutti i paesi. Comprendo i motivi che hanno portato all’eliminazione della pianta malata, ma ugualmente mi dispiace vedere un albero abbattuto, cippato o bruciato. Perciò quando ho saputo di questo cedro del Libano ho deciso di fare qualcosa per cercare di farlo ‘sopravvivere’ nell’arte”.

Mentre lavorava all’opera, qualcuno ha fatto presente a Finotti come il suo stile fosse assai simile a quello di Marano, artista cetarese apprezzato dallo stesso scultore borghettino. La scelta di ispirarsi in maniera esplicita a Marano e alla sua terra d’origine è stata una logica conseguenza: “Il tronco è arrivato nel mio laboratorio circa un anno fa. Presentava i segni di diverse malattie, specialmente nella parte superiore. Perciò ho deciso di girarlo sottosopra e di creare un’opera che si alzasse da terra verso l’alto, proprio come fanno gli alberi. L’opera presenta alcuni inserti di plexiglass colorato con i toni del gonfalone di Cetara, quindi verde, giallo, blu e rosso. In cima c’è una sfocatura realizzata con oro 24 carati”.

Borghetto, un albero malato e abbattuto trasformato in opera d'arte

L’auspicio di Finotti è quello di “replicare” l’operazione anche altrove: “Mi rivolgo ai sindaci dei comuni del territorio: qualora, per qualche motivo, vi ritroviate a dover fare a meno di un albero secolare, con una storia unica, contattatemi. Sono disponibile a lavorarlo e trasformarlo in qualcosa di nuovo. E chissà che prima o poi non si possa creare un ‘museo degli alberi secolari’ del nostro comprensorio”.

Il risultato è un omaggio a Marano e a Cetara, paese d’origine di molte famiglie che tutto’oggi vivono a Borghetto Santo Spirito: “Venire in Liguria e a Borghetto Santo Spirito e Ceriale è sempre un grande piacere – ha detto il vice sindaco della cittadina salernitana Luigi Carobbene – La nostra comunità conta 2.300 abitanti, ma considerando i tanti cetaresi che, negli anni, hanno lasciato la loro città d’origine arriviamo a 15 mila circa. Tanti sono proprio qui a Borghetto e Ceriale. Quella di oggi, poi, è un’occasione unica ed irripetibile grazie al fatto che Simone Finotti ha deciso di dedicare una sua opera di straordinaria bellezza al nostro grande concittadino Ugo Marano”.

Per l’assessore alla cultura, Mariacarla Calcaterra, l’opera realizzata da Finotti raggiunge un triplice obiettivo: “Finotti ha realizzato un’operazione straordinaria. Partendo dalla morte di un albero si è innescato un meccanismo virtuoso che ha centrato tre bersagli: conferma il fatto che nulla si butta e tutto è riciclabile; rende la morte di un’albero, un monumento della natura, un’opera d’arte che tutti possono apprezzare e che va ad arricchire un palazzo comunale; ispirandosi a Marano crea un collegamento tra la nostra città e quella di Cetara, collegamento che pure esisteva già (considerando i tanti cetaresi qui residenti da anni) ma che oggi diventa ancora più forte”.

Il gemellaggio tra Cetara e Ceriale è iniziato il 4 ottobre del 2014: il sodalizio era nato grazie al progetto “Cetara nel cuore”, ideato da alcune famiglie di origine cetarese che a partire dagli anni trenta si sono trasferite in Liguria e nel ponente savonese. Il protocollo di intesa istitutivo del gemellaggio prevede scambi di attività culturali e visite reciproche tra i due paesi.

“Una bella cerimonia e ringrazio il sindaco Canepa e l’amministrazione di Borghetto per l’invito e l’organizzazione dell’evento che ci ha permesso di incontrare ancora i nostri ‘gemellati’ di Cetara – afferma il sindaco di Ceriale Luigi Romano – Sicuramente, l’inaugurazione di oggi è stata un momento importante per consolidare il nostro legame con Cetara e avviare ancora altre iniziative congiunte nei prossimi mesi. Come amministrazione comunale stiamo lavorando per una programmazione di eventi e visite che possano coinvolgere la comunità di Cetara e gli abitanti cerialesi originari della località costiera salernitana”.

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