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Lettere al direttore

Il dubbio dei Verdi: “Verso l’alleanza Pd-M5S anche a Savona?”

di Danilo Bruno

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In questi giorni il nuovo governo “Mazinga” (Di Maio-Zingaretti) si è appena insediato e noi Verdi vorremmo cogliere un particolare aspetto aldilà del fatto che non viene considerata strategica la lotta al cambiamento climatico e che molte ricette proposte nei punti di programma indicati sembrano piu’ un elenco della spesa senza alcuna prospettiva di reale alternativa in un paese in grave crisi morale, sociale ed economica.

Evidentemente peraltro consideriamo in modo assolutamente positivo la cacciata del precedente governo di estrema destra imploso per le proprie contraddizioni.

Tornando al discorso iniziale, fa specie il ritorno di Franceshcini al Ministero della Cultura poiche’ i cinque stelle per tutta la scorsa legislatura hanno passato il tempo a dare spazio a chi piu’ o meno giustamente criticava anche pesantemente l’azione del Ministro.

A questo punto noi siamo giunti ad una considerazione: la cultura in Italia non conta assolutamente nulla se non come mezzo per procurarsi denaro invece di costituire il fondamento stesso del nostro essere comunità ed un paese europeo.

Se portiamo queste considerazioni molto tristi a livello locale, dovremmo dedurne che a PD e ai cinquestelle non interessa assolutamente nulla della cultura in città e le critiche verso il centrodestra devono ritenenrsi assolutamente strumentali per cui, dato che noi Verdi, abbiamo posto il rilancio culturale cittadino tra gli elementi decisivi di una alternativa di programma ai danni provocati dal locale centrodestra possiamo misurare da qui la distanza che ci separa dai sostenitori del “governo Mazinga”.

Noi Verdi crediamo infatti che tutto il settore culturale debba essere urgentemente rilanciato con adeguati investimenti e, giusto per elencarne alcuni:
a) immediato sostegno finanziario al Museo Archeologico a cui occorrerà aggiungere una seria valutazione della costruzione di un partenariato scientifico con l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, che preveda pure l’apertura del museo Pertini-Cuneo e della cella di Mazzini, ove nacque la Giovine Italia;
b) avvio della realizzazione dell’apertura al pubblico dell’area archeologica dell’antica cattedrale sul Priamar;
c) bloccare i progetti in atto di privatizzazione del Museo della Ceramica attraverso la concessione di spazi ai giovani e alle giovani oggi al lavoro senza però intervenire nella gestione;
d) apertura tramite anche mostre tematiche del museo di storia naturale;
e) progettazione dell’utilizzo anche parziale dell’ex edificio delle Funivie a scopo di incubatore di imprese culturali su modello di molte realizzazioni effettuate in Italia e all’estero;
f) valutazione dell’acquisizione di collezioni d’arte dai burattini Gambarutti (a proposito la sindaca sarà andata a vederli????) a quella di Stelio Rescio, che costituiscono importanti parti della storia cittadine e che rischiano di essere irrimediabilmente perdute per l’ignavia di una amministrazione di centrodestra dannosa e pericolosa con il cemento, che vi alligna, per la città.

Su questi pochi ci piacerebbe conoscere il parere delle formazione componenti il governo “Mazinga” per capire se rimangano spazi di azione politica comune.

Danilo Bruno

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