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Enpa contro i fuochi artificiali tradizionali: “Uccidono la fauna selvatica, meglio quelli moderni e silenziosi”

Nel frattempo la Protezione Animali pubblica un decalogo con i consigli per affrontare i "botti"

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Provincia. “Si sono tenuti a ferragosto numerosi spettacoli di fuochi artificiali ‘tradizionali’, con polveri da sparo e conseguenti scoppi fragorosi, organizzati da molti comuni della provincia, soprattutto in Riviera; e continueranno oggi a Finale Ligure e Ceriale e, nei prossimo giorni, a Bergeggi, Spotorno e Noli. La Protezione Animali savonese rivolge un vivo appello ai sindaci affinchè optino per sistemi moderni, quali droni e fontane luminose accompagnati da musiche, già utilizzati in diversi comuni con uguale successo e senza disturbare persone malate e animali domestici e selvatici”. E’ l’appello della sezione savonese della Protezione Animali.

In attesa “di un ripensamento da parte dei comuni” Enpa pubblica un decalogo “per affrontare l’emergenza al meglio per gli animali di casa”; suggerisce fondamentalmente di trascorrere la serata con loro e, se possibile, portarseli assieme, in modo da poterli tranquillizzare quando scoppieranno i fuochi; viceversa tenerli ben chiusi e sotto controllo (soprattutto i gatti di casa abituati alla passeggiata giornaliera), lasciandoli in compagnia di un indumento o un oggetto che riporti l’odore o il ricordo dell’amato proprietario e, per minimizzare l’impatto dei botti, accendere radio o tivù; nei casi più gravi consultarsi col veterinario di fiducia.

“Nulla invece esiste per ridurre o evitare danni alla fauna selvatica che sempre più numerosa vive nelle città” è l’allarme dei volontari dell’Enpa che trovano decine di uccelli morti o ne soccorrono altrettanti ancora vivi, dopo la fuga precipitosa dai posatoi notturni a seguito degli scoppi: sono tortore, passeri, cardellini, storni ma anche gabbiani, colombi, gazze e rapaci diurni e notturni. L’auspicio dell’Enpa è quindi non quello di vietare i fuochi artificiali bensì quello di consentire solo quelli “moderni”, sempre luminosi ma meno impattanti e più silenziosi; e ricorda che “con l’abbandono dei sistemi tradizionali a polvere da sparo finiranno anche le numerose morti di lavoratori durante la loro fabbricazione, un obiettivo non trascurabile”.

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