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Assiolo soccorso dall’Enpa sul Beigua: “Era nella zona del parco ma dobbiamo farlo noi”

L'associazione animalista contro le norme che non sono chiare in tema di soccorso della fauna selvatica: "Grave lacuna normativa"

Sassello. Un assiolo, piccolo uccello rapace notturno, è stato soccorso dai volontari della Protezione Animali savonese a Sassello, in zona parco del Beigua. Il volatile, con una grave emorragia interna, è stato subito sottoposto a cure veterinarie ma purtroppo è morto dopo poche ore.

“I nostri volontari devono accorrere spesso, da Savona, nelle aree del parco per recuperarvi animali selvatici feriti, malati o in difficoltà perché il gestore, il geoparco del Beigua, non intende prendersene cura; un comportamento identico viene tenuto dall’area marina e terrestre di Bergeggi e dalle altre aree protette della provincia, come la riserva dell’Adelasia del comune di Cairo Montenotte” dicono dall’associazione animalista.

“In effetti le attuali leggi, nazionale e regionali che disciplinano le aree protette, nulla prevedono sul soccorso della fauna selvatica ma è evidente che si tratta di una grave lacuna legislativa che denota la diffusa insensibilità dei parlamentari verso il mondo animale; consci del vuoto normativo ma anche dell’accresciuta sensibilità della gente, alcuni parchi nazionali e regionali hanno aperto o sostengono centri di recupero; nulla di tutto ciò accade ancora in Liguria, dove soprattutto i turisti, italiani e stranieri, si meravigliano che i selvatici in difficoltà all’interno di parchi e riserve naturali siano soccorsi solo dai volontari dell’Enpa, associazione privata che non ha mai avuto aiuti dallo stato, invece che dai gestori, che ricevono finanziamenti statali e regionali (anche se ridotti in questi anni) per il loro funzionamento” attaccano dalla Protezione Animali Savonese.

“Particolarmente pesante la situazione nel parco del Beigua; per arrivare e tornare dalla zona, i volontari dell’Enpa si spendono solo di benzina almeno 15 euro, a cui poi vanno aggiunte le spese per le cure, la riabilitazione e la liberazione, spesso decisamente più alte; come quelle di diverse centinaia di euro anni addietro per un biancone, simbolo del parco ed oggetto di manifestazioni e convegni ma senza ‘mutua’” concludono dall’Enpa di Savona.

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