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Richiesta danni a Finale Ambiente, la minoranza chiede le dimissioni del CdA: “Amministratori e sindaco incapaci” foto

Durissimo attacco di tutte le forze di opposizione: "Acquisto del nuovo capannone previsto in 6 mesi, non sono stati capaci di completarlo in oltre 2 anni"

Finale Ligure. E’ stato presentato ieri, a nome di tutta la minoranza di Finale Ligure, un ordine del giorno al sindaco Ugo Frascherelli e a Sara Badano, presidente del consiglio comunale, per chiedere le dimissioni del CdA di Finale Ambiente. “La decisione – spiegano i consiglieri firmatari – è stata motivata dal clamoroso contenzioso sull’acquisto del capannone che doveva ospitare la nuova sede, culminato con il ricorso della società venditrice che trascina in tribunale Finale Ambiente chiedendo i danni”.

La vicenda parte a fine agosto 2015, quando la sola maggioranza ha approvato la delibera numero 92 che autorizzava il sindaco di Finale ad esprimere, in sede di assemblea societaria della Finale Ambiente, parere favorevole all’acquisizione di un immobile di proprietà della società San Michele srl, da adibire a nuova sede della partecipata. La bozza di compromesso inviata ai consiglieri comunali prevedeva l’acquisto entro il 31 marzo 2016, mentre il compromesso siglato riportava la data del 30 giugno 2016.

Il 4 agosto 2017 la San Michele srl ha presentato ricorso contro Finale Ambiente per inadempienza dell’acquisto con richiesta danni: la prima udienza è fissata per il prossimo 10 novembre davanti al giudice Valentina Cingano. E come conseguenza del contenzioso, la società non ha ulteriormente permesso l’occupazione del capannone da parte dei mezzi di Finale Ambiente che pertanto sono stati ricoverati in altre zone.

Nella richiesta danni è anche specificato l’obbligo da parte di Finale Ambiente di adempiere all’acquisto dell’immobile, come previsto, ma pare non ci siano le risorse per completare l’operazione. Quindi, in caso di vittoria in Tribunale da parte della San Michele srl, proprietaria dell’immobile, c’è la preoccupazione che per la partecipata finalese possa aprirsi la strada della crisi finanziaria con lo spettro del fallimento.

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L’iter per l’acquisto del capannone è stato fin da subito contestato, nei modi e nelle scelte, dalla minoranza: “La vicenda mostra senza ombra di dubbio l’incapacità realizzativa del CdA di Finale Ambiente e dell’amministrazione Frascherelli. Non si è riusciti a concludere in oltre due anni un acquisto che era previsto nell’arco di 6 mesi. Un’imperizia che i cittadini rischiano di pagare molto cara: l’andamento economico/finanziario della Finale Ambiente spa non può dirsi autonomo e svincolato dal socio – Comune di Finale Ligure, con l’ovvia conseguenze che eventuali perdite e/o indebitamenti della partecipata produrrebbero automatiche ripercussioni sul bilancio comunale”.

“La minoranza di Finale è composta da consiglieri eletti in 4 liste con programmi e obbiettivi differenti, eppure nelle situazioni più critiche la minoranza non ha esitato a compattarsi per il bene del Comune di Finale Ligure – fanno notare i firmatari Marinella Geremia, Simona Simonetti, Davide Badano, Sergio Colombo, Giovanni Ferrari, Lorenzo Operto e Nicola Viassolo – Scoprendo l’incredibile ultimo atto della complessa vicenda ‘Capannone’ non abbiamo esitato a chiedere le dimissioni di questo CdA per imperizia ed incapacità”.

La capogruppo di “Per Finale” Simona Simonetti aggiunge ancora: “La maggioranza di Ugo Frascherelli ha sostenuto testardamente l’acquisto del capannone di proprietà della ditta San Michele dei fratelli Ghigliazza. Il gruppo ‘Per Finale’ e la minoranza avevano sollevato molte eccezioni: in primo luogo sul costo fissato che era stato fissato senza una perizia asseverata, in seconda istanza sull’ubicazione del capannone che è situato in zona rossa esondabile, ed infine sulla scelta di non far comperare la sede della società partecipata al Comune ma alla società Finale Ambiente”.

“L’attuale sede di Finale Ambiente è di proprietà del Comune e sarebbe stato ragionevole far gestire la gara per l’acquisto di una nuova sede dagli uffici comunali: in tal caso la procedura di gara sarebbe stata più trasparente e sicuramente, vista la competenza dei dipendenti Comunali in merito, non saremmo incorsi in un ricorso. Finale Ambiente gestisce i rifiuti, l’area camper, la spiaggia del Malpasso, lo spazzamento, i cimiteri. Alla prova dei fatti caricarla dell’onere dell’acquisto del Capannone è stato un grave errore che non ha garantito i cittadini sulla trasparenza della procedura di gara e non li preserva dai rischi perché i crediti della partecipata ricadono a tutti gli effetti sul Comune”.

“Dal punto di vista politico emerge senza alcun dubbio l’inadeguatezza di questo CdA che non è riuscito a gestire concretamente questa operazione e ha esposto la società e i lavoratori di Finale Ambiente ed i finalesi tutti ai rischi finanziari che una controversia legale comporta”, conclude Simonetti.

“Confidiamo che la maggioranza possa raccogliere il nostro suggerimento – concludono i consiglieri – L’abbiamo fatto in passato ostacolando la condivisione del segretario comunale a Zuccarello che ci sarebbe costato di più per lavorare un giorno in meno per il nostro Comune e non abbiamo esitato a farlo oggi”.

Ora la vicenda di Finale Ambiente e del mancato acquisto del capannone e della nuova sede sarà al centro del prossimo Consiglio comunale finalese: in pochi giorni, dopo il flop dell’Unione dei Comuni, un’altra brutta tegola per l’amministrazione Frascherelli, con il pericolo di gravi conseguenze in termini di servizio rifiuti per la comunità finalese.

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