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Legittima difesa, la Lega torna all’attacco: “Pronti a riportare la legge in Consiglio regionale”

I consiglieri regionali del Carroccio: "Tale concetto giuridico vige ormai in tutti i Paesi civili in cui i cittadini godono del diritto di difesa"

Liguria. “Chi entra in casa o in negozio per fare una rapina o commettere qualsiasi reato è un delinquente. Chi difende i propri beni, se stesso e la propria famiglia dalle violenze altrui, anche con le armi, è sempre una vittima e mai un pistolero. Pertanto, in questi casi, nessuno andrebbe indagato per eccesso colposo di legittima difesa e la giustizia sommaria non c’entra nulla”.

I consiglieri regionali della Lega Nord Liguria Alessandro Piana (capogruppo), Franco Senarega (vice capogruppo), Stefania Pucciarelli, Alessandro Puggioni e Giovanni De Paoli, oggi hanno annunciato così la loro intenzione di risostenere in Consiglio regionale la norma sul patrocinio legale gratuito, a spese della Regione Liguria, per le vittime di reato indagate nell’ambito di procedimenti penali per eccesso colposo di legittima difesa.

“Tale concetto giuridico vige ormai in tutti i Paesi civili in cui i cittadini godono del diritto di difesa e dove, peraltro, l’incidenza della criminalità diffusa risulta ben inferiore rispetto a quella che si registra attualmente in Italia.
Siamo pronti a presentare e rivotare cento volte la norma sul patrocinio legale gratuito alle vittime (la stessa che peraltro è vigente in Lombardia) anche perché la gente è con noi. Oggi, indipendentemente dalla fede politica, queste cose ce le richiedono ormai 8 cittadini su 10. Il nono vota Pd, il decimo è il delinquente”.

Ieri, infatti, una sentenza della Consulta, su impugnativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri (all’epoca il leader del Pd Matteo Renzi), ha bocciato la Legge regionale sul patrocinio gratuito approvata in Consiglio regionale il 28 giugno e promulgata dalla Regione Liguria il 5 luglio 2016.

“Il Pd, ligure e nazionale, ha esultato perché è riuscito nell’intento di bloccare una buona norma – hanno aggiunto i consiglieri leghisti – ma loro stanno dalla parte di Caino, pensano allo Ius Soli ed a trattare lo scambio dell’invasione dei migranti con una maggiore flessibilità della UE sui conti dell’Italia (un fatto che, se accertato dalla magistratura, sarebbe un evidente atto di ostilità contro lo Stato). Noi, invece, stiamo sempre dalla parte delle vittime. Senza se e senza ma”.

“I contenuti della norma che abbiamo approvato in Liguria erano stati sostanzialmente ripresi da quelli della Legge che non è stata impugnata ed è attualmente vigente in Regione Lombardia. Pertanto, se non si fosse trattato di un atto politico, ma di reali profili di incostituzionalità, la Presidenza del Consiglio avrebbe chiesto ed ottenuto anche la bocciatura della norma già approvata dai colleghi lombardi. In questo caso, è evidente che Renzi e il Pd abbiano voluto colpire Toti e il ‘modello Liguria’ del centrodestra, che funziona ed ha vinto le recenti elezioni amministrative”.

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