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Spaccate nei negozi dell’Albenganese, il padre di Matteo Zappia: “Chiedo scusa per mio figlio” foto

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Albenga. “Chiedo scusa per mio figlio”. Queste le parole su Facebook di Vincenzo Zappia, padre di Matteo, 20 anni, uno dei tre arrestati dai carabinieri per le spaccate ed i furti a danni di negozi albenganesi e del ponente. Il suo intervento è arrivato condividendo l’articolo pubblicato da IVG.it, che ha già diversi commenti.

Poche parole, ma dense di umanità, e nonostante il profondo dolore di padre per quanto commesso dal figlio si è rivolto direttamente alle vittime dei raid messi a segno da Matteo assieme ai suoi due complici, tutti e tre tratti in arresto dai militari nella notte: “Per i furti da lui commessi, io come padre mi sento in dovere di chiedere scusa a tutti coloro che sono stati derubati. Fare il genitore è difficile, ce l’ho messa tutta per seguirlo, aiutarlo e tenerlo fuori dai guai. Ma purtroppo in certe situazioni dipende solamente da loro, se decidere o meno di dare una svolta alla loro vita…” conclude.

Commenti

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  1. quovadisdomine
    Scritto da quovadisdomine

    Non sono quasi mai d’ accordo con Pinuccia ma in questo caso, con le dovute eccezioni , condivido il suo commento al 90%.
    La butterei in politica ma, aggiungo, che se per strada un genitore SCULACCIA il figlio che fa i capricci (che talvolta sono potenzialmente pericolosi per la sua stessa incolumita’) , se gli va bene lo guardano male, qualche stronzo “emancipato” disapprova verbalmente ma potrebbe anche passare guai peggiori.
    Ho premesso con le dovute eccezioni … ovviamente …

  2. Scritto da kenshiro

    sono assolutamente d’accordo con te El Rey.
    @Pinuccia non credo che le sberle senza motivazione fossero educative, o meglio ci sono metodi migliori e più efficaci a lungo termine, perchè si ricordi che dalla violenza si genera solo violenza (e non parlo solo di quella verbale). Non si educa con il terrore che ti arrivi una sberla…..

  3. Scritto da El Rey del Mundo

    Spesso i genitori sono assenti, vuoi per questioni economiche (lavoro) vuoi per questioni sempre più frequenti di crisi coniugali con conseguenti separazioni e divorzi anche con pessimi strascichi…i giovani la “lontananza” dei genitori la percepiscono in modo molto marcato. E poi si da la colpa alla società: cara nonnina @Pinuccia, ha perfettamente ragione @Kenshiro quando afferma che la società siamo noi, sei tu ed è anche lo stesso Vincenzo che si è già “arreso” davanti alle intemperanze del figlio: un gesto onesto ma anche molto dannoso per il ragazzo stesso e per Vincenzo stesso in qualità di padre.

  4. Scritto da Pinuccia

    @Kenshiro: credo che lei appartenga a una generazione giovane se dice quel che dice. Sta’ diventando una “moda” incolpare nonni e bisnonni e parlare senza conoscere minimamente la storia dal dopoguerra in poi delle famiglie e del paese. Appartenesse alla mia saprebbe che si può incolpare solo l’avvento della libertà assoluta e del totale menefreghismo che vige in certe famiglie che a loro volta formano la società. i valori dei nonni e bisnonni sono stati calpestati da tempo nelle famiglie e nelle persone in generale = società. Se sapesse solo la storia sociale di 30 anni fa saprebbe anche che due schiaffoni erano educativi e li si prendeva anche da persone sconosciute se ti vedevano fare qualcosa di sbagliato. Dopo di che ” tutti zitti” se no arrivavano anche dai genitori senza ma nè se!!! Oggi se solo riprendi un ragazzino che passa con il rosso devi stare attento perchè certi genitori sono capaci solo a denunciarti! Questo per me si chiama libertà imposta e concessa ma anche libertà che calpesta l’altrui libertà.
    E usata da adolescenti o poco più che arrivano a gesti come questi o ben peggio, mi fa dire: NO, non è la vecchia società che ha sbagliato, ma quei “vigliacchetti” e non responsabili dei nuovi componenti di questa società. Genitori, figli e perchè no…nipoti!
    Chiaro che non si può generalizzare, ma dire ciò che è agli occhi di tutti ormai, sì.

  5. Scritto da kenshiro

    Signora Pinuccia ma la società di oggi chi la creata? E’ il risultato delle azioni dei nostri genitori, dei nostri nonni e delle nostre azioni o peggio NON azioni… non si può dare la colpa ad un’entità astratta come “la società”, la società è il prodotto di ciò che NOI siamo!!!