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A Finalborgo lo spettacolo “La Strana Malattia”: sensibilizzare il pubblico sull’Alzheimer

Finalborgo. Con il patrocinio della Regione Liguria, in scena a Finalborgo presso l’Auditorium di santa Caterina il giorno 13 aprile alle ore 21.10 ed il giorno 14 di aprile alle ore 17:00, lo spettacolo “La Strana Malattia” per sensibilizzare il pubblico sull’Alzheimer.

La compagnia “Gli Amici di Babouche” ha già ottenuto notevoli successi in provincia, nei precedenti spettacoli a Pietra Ligure presso il teatro Guido Moretti, a Savona, al teatro Chiabrera, a Varazze al teatro Don Bosco, a Borgio Verezzi al teatro Gassman e a Carcare al teatro Santa Rosa, ed è riuscita a sensibilizzare anche numerose persone al problema di questa “Strana Malattia”.

La malattia (o morbo) di Alzheimer è definibile come un processo degenerativo che pregiudica progressivamente le cellule cerebrali, rendendo a poco a poco l’individuo che ne è affetto incapace di una vita normale e provocandone alla fine la morte. In Italia ne soffrono circa 492.000 persone, e 26,6 milioni nel mondo secondo uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, USA, con una netta prevalenza di donne (per via della maggior vita media delle donne rispetto agli uomini). Definita anche “demenza di Alzheimer”, viene appunto catalogata tra le demenze, essendo un deterioramento cognitivo cronico progressivo. Tra tutte le demenze quella di Alzheimer è la più comune, rappresentando, a seconda della casistica, l’80-85% di tutti i casi di demenza. A livello epidemiologico, tranne che in rare forme genetiche familiari “early-onset” (cioè con esordio giovanile), il fattore maggiormente correlato all’incidenza della patologia è l’età. Molto rara sotto i 65 anni, la sua incidenza aumenta progressivamente con l’aumentare dell’età, per raggiungere una diffusione significativa nella popolazione oltre gli 85 anni.

La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, principalmente attribuita alla beta-amiloide, una proteina che, depositandosi tra i neuroni, agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli “neurofibrillari”. La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di un neuro ricettore, ovvero di una molecola fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e dunque per la memoria e ogni altra facoltà intellettiva. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l’impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi, e quindi la morte dello stesso, con conseguente atrofia progressiva del cervello nel suo complesso.

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