IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Una non vedente sul Cammino di Santiago: la storia di Dajana e del suo labrador Camilla foto

La giovane ha compiuto i 116 km grazie al fedele cane guida, accompagnata dal Lions finalese Ildebrando Gambarelli

Finale Ligure. Un’autentica avventura: una ragazza non vedente e un cane guida a piedi sul Cammino che, in Spagna, porta a Santiago di Compostela. I protagonisti sono: Dajana Gioffrè, studentessa di 23 anni, torinese, e il suo labrador Camilla, cane guida addestrato nel Centro di addestramento Cani Guida dei Lions. In cinque giorni, e altrettante tappe, il gruppo ha percorso i 116 chilometri, che separano la località di Sarria da Santiago di Compostela.

Per la studentessa di psicologia, cieca dall’ètà di tredici anni, “è la realizzazione di un sogno”. “E’ stato preziosissimo l’aiuto di Camilla – ha affermato la ragazza che, prima di partire per la Spagna, ha spiegato per sommi capi la sua storia – La mia vita è molto cambiata da quando Camilla è con me. Non vedere è una condizione spiacevole, ma sono profondamente convinta che se si trovino la forza e soprattutto gli strumenti per affrontare questa condizione”.

dajana santiago

“Camilla è una labrador dal carattere dolce e affettuoso – ha aggiunto Dajana – sa essere testarda ma alle volte dimostra di sapere ragionare non solo per la sua incolumità, ma soprattutto per la mia. Questo suo essere così speciale e il suo essere diventata parte integrante della mia vita mi hanno portata a pensare che probabilmente, muovendoci con i nostri sei piedi, potremmo esplorare il mondo intero. Così ho iniziato a pensare a Santiago. Sono sempre stata affascinata da questa esperienza, ma da quando ho Camilla con me sento anche di poterla vivere. Per questo ringrazio con tutto il cuore i Lions che mi stanno dando questa possibilità”.

A organizzare il viaggio è stato il Servizio cani guida dei Lions, che a Limbiate, in Lombardia (provincia di Monza – Brianza), fa nascere, svezza, seleziona e addestra cani che poi vengono messi a disposizione di persone non vedenti. Camilla segue come un’ombra e protegge Dajana da circa un anno e mezzo. La spedizione in terra spagnola è stata chiamata ‘Buen camino’; la partenza è avvenuta il 29 maggio, l’arrivo alla Cattedrale di Santiago è stato venerdì 3 giugno; domenica 5 il rientro in Italia.

dajana santiago

Il gruppo di Pellegrini, oltre a Dajana e Camilla, era composto dal Presidente del Centro Cani Guida Giovanni Fossati, dalla moglie Daniela, dal socio del Lions Club Finale Ligure Host Avv. Ildebrando Gambarelli e da sua moglie Patrizia Balocco, biellese di origine e ideatrice dell’iniziativa. I Pellegrini erano affiancati da un istruttore del Centro. Mille mani, durante il pellegrinaggio, hanno accarezzato Camilla, fedele cane guida, e mille persone di diverse nazionalità hanno potuto “toccare con mano” e “avvicinarsi” a questa disabilità.

La magia del cammino permette a tutti i pellegrini di comprendersi con un unico linguaggio: “Buen Camino”. “Quando le persone iniziano a fare, un po’ per caso un po’ per momenti di crisi, una rassegna di quelle che sono state le esperienze più importanti della loro vita spesso ci sono i viaggi. Il viaggio come esperienza di vita, dunque, quelle cose che permangono nella mente e non si riesce di buttarle via. Santiago per me è stato questo. Camminare sempre avanti, con una sola meta con un nome, dei chilometri scolpiti sulla pietra e il marciare di persone giunte là per i più disparati motivi. Ho incontrato madri che hanno perso i loro figli. Gruppi di giovani alla ricerca di qualche senso in quella pazza vita. Ciclisti veloci che, probabilmente, volevano correre anche nella vita. Ho incontrato volti che avevano subito i problemi politici di paesi lontani; persone che volevano dimostrarsi qualcosa, qualcosa che spesso non aveva nemmeno un nome. Ho camminato sotto il sole al margine di larghe strade; sotto boschi fitti, cercando di non cascare per il tremendo fango che c’era”.

“Ho scoperto, ancora una volta, la dolcezza e la sensibilità del mio cane – racconta – E quando, nella cattedrale di Santiago, una perfetta sconosciuta nel solo vedere Camilla è scoppiata in lacrime ho capito che forse le cose più belle ci passano inosservate sotto agli occhi e servono giornate di fatica per farcele vedere. Non so realmente a cosa serva un’esperienza simile. A me è servita soprattutto per capire che se si vuole raggiungere una meta, con pazienza e energia allora la si può raggiungere. Grazie Santiago dunque. Grazie alle persone che hanno reso possibile tutto questo e che con una parola gentile e gesti delicati mi hanno dato modo di vivere a pieno quest’esperienza. Grazie ai “Buen camino!” esclamati passando da parte di perfetti sconosciuti. Grazie al caso che mi ha fatto incontrare Domenico ed il Signor Libero; e alla Spagna, piena della sua musica e la sua vitalità. E grazie ai Lions che hanno fatto in modo di rendere quest’esperienza realmente completa, grazie alla presenza della mia Camilla. Grazie vita, semplicemente”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.