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Nuovo anno scolastico, cosa succederà? I ragazzi attendono risposte! foto

Abbiamo avuto la conferma che se qualcosa non contribuisce a far girare l’economia nel nostro Paese diventa un argomento di serie B

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Indignazione. È questa la sensazione che prova uno studente appassionato quando guarda il calendario e si rende conto che, a meno di due settimane dal suono della prima campanella, l’unica certezza è che noi ragazzi siederemo su dei “banchi con le rotelle”. Purtroppo avete letto bene. Alcuni edifici scolastici cadono letteralmente a pezzi, ma il nostro ministro dell’istruzione si è occupato di indire una gara per la realizzazione di milioni di nuove postazioni dove si accomoderanno gli italiani del futuro.

A quanto pare, secondo Lucia Azzolina, è questa la miglior soluzione per mantenere il corretto distanziamento sociale in classe. Dopo la proposta del plexiglas per dividere i ragazzi (con conseguente negazione dell’idea) ecco quindi la trovata dalla ministra, che secondo i calcoli dell’opposizione spenderà circa 300 euro per ogni banco. Mentre fate i conti muniti di calcolatrice vi propongo un interrogativo: sapete altro sull’anno scolastico che verrà? Per ora si è molto discusso in merito a dove siederanno gli alunni, ma forse soltanto adesso si sta iniziando a porre l’attenzione sui contenuti.

I dubbi però restano ancora molti, dato che le indiscrezioni trapelate non hanno ancora riscontrato le attese ufficialità. Sarà quindi obbligatorio o meno l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale? Come ci si comporterà se verrà trovato un ragazzo positivo al covid in una classe? Che ne sarà degli studenti che Azzolina vuole portare “fuori dagli istituti” per abolire le famigerate “classi pollaio”?

Domande alle quali purtroppo, forse nemmeno chi si sta occupando di studiare un nuovo protocollo ha ancora trovato delle risposte esaustive e confortanti. Bisogna aggiungere che, se fossimo a giugno, questa situazione sarebbe forse comprensibile. Il fatto che la scuola inizi tra poco aggrava però ulteriormente la posizione del MIUR, che sta cercando “alla disperata” di recuperare il tempo perso probabilmente a causa della mancanza di idee.

Non dobbiamo poi dimenticarci delle vittime di questo incredibile caos: i ragazzi, i quali esasperati da questa situazione, stanno iniziando a sperare che si continui con il metodo delle videolezioni. Addio alle relazioni sociali e alla routine quotidiana, spazio ad assenze strategiche e connessioni ballerine alla chiamata in causa durante un’interrogazione. È davvero questa la scuola che vogliamo? Assolutamente no, ed è soprattutto per questo che sto esponendo questa riflessione.

Spero che possa essere letta dalle istituzioni locali e nazionali, perché si impegnino a garantire a noi studenti un rientro a scuola in totale sicurezza, senza però dare vita a veri e propri paradossi. Alcuni studenti si stanno infatti già preparando ad entrare in classe per provare l’ebbrezza di sedersi in un banco che gli potrebbe permettere di fare l’autoscontro con il compagno.

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Uno stato serio può permettersi che i giovani studino in strutture a volte poco spaziose, con sistemi di riscaldamento mal funzionanti e spesso senza carta igienica nei servizi, sfrecciando però nei corridoi dove dovrebbero stare seduti?

Non credo, anche perché penso che solo l’idea faccia venire i brividi. La speranza è che l’esecutivo possa trovare una soluzione, magari condividendola anche con le opposizioni. Dopotutto dopo la scelta scellerata di spostare le elezioni regionali la settimana successiva rispetto all’inizio dell’anno scolastico (causando quindi la chiusura degli istituti per almeno altri due giorni) un po’ di collaborazione non guasterebbe, anche per dare un senso di unità al nostro Paese.

Nel frattempo ogni giorno sui giornali continuano a circolare le più svariate ipotesi, con medici ed esperti che stanno facendo a gara per dire la loro. Sì al distanziamento ma senza mascherine, no alle mascherine se vi sarà il necessario distanziamento. Opinioni contrastanti e vedute differenti, mentre lo scatenato Matteo Bassetti continua a spiazzare tutti con le sue accese e combattive prese di posizione.

Allo stato attuale la ripresa delle attività scolastiche non sembra essere a rischio, nella speranza che i contagi si mantengano stabili e che venga organizzato al meglio anche il trasporto pubblico, così che si possano evitare assembramenti. Continua però ad esserci troppa incertezza nell’aria, sentimento come spesso accade negativo e sintomo di un totale disinteressamento nei mesi scorsi da parte delle persone competenti.

Dobbiamo davvero rassegnarci all’idea che la formazione degli italiani del futuro possa passare in secondo piano solo perché non risulta essere redditizia in termini economici per lo stato? Spero e credo di no, con l’auspicio che il ministero riesca entro la fine della settimana ad ufficializzare quelle che dovranno essere le linee guida per quello che si prospetta un anomalo anno scolastico.

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Prima di concludere è anche giusto sottolineare che alcuni istituti hanno già riaperto per poter permettere lo svolgimento ai loro studenti dei corsi di recupero, dedicati a coloro i quali si trovano nella condizione di avere una preparazione insufficiente in una o più materie. Il piacere della conoscenza deve però riprendere per tutti, così come la socialità ed il rapporto tra i ragazzi e gli insegnanti. L’argomento non è più trascurabile e merita chiarezza!

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