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Al diavolo il 2020: tra il lutto di Pablito Rossi e l’annus horribilis della Ferrari

Portati via diversi affetti che non dimenticheremo, ma a Maranello è tempo di valutazioni dopo la deludente stagione disputata

Sconforto. Quante volte ci è capitato di sentirci affranti e sopraffatti, definendo quella sensazione con il termine appena citato? Questo purtroppo è successo a più riprese soprattutto nel tremendo anno da poco conclusosi il quale, oltre alla pandemia da Coronavirus, ha causato anche diversi lutti rilevanti.

Eroe del Mondiale vinto nel 1982, Paolo Rossi era quell’esempio da cui ogni bambino voleva prendere spunto. Gentile ed educato, Pablito era per noi un modello di vita e di riscatto, diventato simbolo della storica vittoria del “Mundial” che riconsegnò all’Italia dopo tanto il tempo il titolo di squadra campione del mondo.

Un idolo per grandi e piccini, una persona appunto dalla quale prendere spunto per condurre una vita davvero volta all’aiutare e a sostenere il prossimo. Purtroppo però i brutti mali non guardano in faccia nessuno, colpendo quando meno ce lo si aspetta. Sarà probabilmente stato colto proprio da una grande sensazione di sconforto il nostro Paolo quando gli venne comunicato che la sua vita era in pericolo, eppure lui non lo raccontò mai a nessuno se non ai suoi familiari e agli amici più cari.

C’è però di più. Nonostante la malattia Pablito è sempre riuscito a mantenere il sorriso, elemento caratterizzante di un uomo davvero squisito che mancherà davvero a chiunque. Il 9 dicembre 2020 non è infatti deceduto un semplice uomo ma un vero e proprio idolo, un’icona che, probabilmente, avrebbe meritato qualche riconoscimento in più.

Lui però, grazie alla consueta gentilezza, non ha mai fatto pesare la sua genialità e anzi, con umiltà aveva confidato al suo commissario tecnico, l’indimenticabile Enzo Bearzot, di non sentirsi adeguato per il ruolo di attaccante titolare nell’undici della nostra selezione scelto per quel Mondiale. Per fortuna il nostro allenatore non si fece condizionare, puntando su un giocatore dal rendimento assicurato, un vero e proprio rapace d’aria di rigore.

Al diavolo il 2020, quanto ci mancherai Pablito Rossi! Ferrari, l’annus horribilis è finalmente terminato: ora è tempo di rinascere

Fu così che divenne storica la sua tripletta ai danni del favoritissimo Brasile allenato da Santana, estromesso dalla competizione proprio per colpa degli azzurri poi vincitori del torneo. La semifinale di quel glorioso Mondiale venne infatti superata grazie ad una doppietta proprio di Rossi, che segnò anche nella celeberrima finale dominata contro la Germania Ovest.

“Non ci prendono più” disse Pertini in tribuna dopo il terzo gol azzurro e così fu: l’Italia ce l’aveva fatta, per la terza volta la nostra squadra era riuscita a laurearsi Campione del Mondo.

Dalla felicità di quei momenti alla tristezza di un mese fa, quando i fantastici “ragazzi dell’82” si sono ritrovati a trasportare una bara con all’interno quell’amico e attaccante che, grazie ai suoi gol, ha fatto sognare un’intera nazione.

Addio Paolo, addio Pablito, iniziare il 2021 senza di te è stata una vera e propria pugnalata al cuore.

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Ferrari disastrosa.  È invece finalmente terminato l’anno più buio per la scuderia di Maranello. Il rosso Ferrari quest’anno è stato spesso sinonimo di nervosismo e delusione: una vettura presentata per la lotta al titolo e terminata quasi sempre nelle retrovie, è davvero normale che si verifichi una situazione simile?

Poca coesione all’interno del team, un pilota svogliato perché già certo dell’addio alla fine della stagione ed un altro dimostratosi ancora poco maturo nell’effettuare alcune scelte cruciali. È questo il riassunto di un’annata davvero tremenda per il Cavallino Rampante.

Una scuderia storica e gloriosa costretta ad inseguire e a sperare in un piazzamento nella zona punti della griglia: dobbiamo davvero rassegnarci ad una Ferrari così? Stando alle dichiarazioni del team principal Mattia Binotto già dalla prossima stagione si tornerà a lottare per il podio anche se, per il momento, le sue parole lasciano il tempo che trovano.

L’impressione è che serviranno tempo, lavoro e fatica alla scuderia di Maranello per tornare ad essere effettivamente competitiva, ma ovviamente ci si augura che questo possa verificarsi già a partire dal prossimo anno.

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Uno degli interpreti più deludenti del 2020 è stato sostituito con il promettente Carlos Sainz, ormai ex pilota della Mclaren ingaggiato dopo aver stupito. Basterà questo a far risorgere dalle ceneri un intero team?

Staremo a vedere, anche se le sensazioni attualmente non sono certo delle migliori. L’augurio è che i tifosi della Rossa possano al più presto tornare a disquisire in merito ad una gara vinta o persa al fotofinish, senza quindi dover dibattere sul decadimento del proprio team prediletto. È proprio per questo che adesso sarà necessario stringere i denti, sostenendo anche in questo periodo di difficoltà il nostro amato Cavallino Rampante.

Oggi più che mai diciamolo tutti insieme: “Forza Ferrari!”

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