Arlan Giunta trasforma l’angoscia del lockdown in opere d’arte

Albenga. Anni vissuti all’estero, a Londra e Berlino, e un mestiere impegnativo come manager nel campo della ristorazione, ma con anche un lato artistico non coltivato che covava sotto le ceneri. E poi il lockdown, il ritorno in Italia, ad Albenga, a casa dalla mamma. Ed è in questo tempo sospeso dove in Arlan Giunta all’improvviso è scattato qualcosa. “Ho vissuto per un lungo periodo a Londra, dove ero manager nel settore della ristorazione, poi durante i miei soggiorni a Berlino sono stato spinto a riprendere in mano un pennello. Rientrato in Italia sono rimasto bloccato per il lock down non potendo proseguire la mia attività lavorativa e ho avuto molto tempo per riprendere la mia passione per la pittura. È iniziato tutto come una sorta di terapia. Dipingere sin dall’inizio mi è stato utile per lavorare su me stesso perché mi provocava un senso di quiete e calma, oltre che di felicità. Da questa riscoperta artistica mi è arrivato uno stimolo verso questa forma di espressione, portandomi alla produzione di numerose opere artistiche. Vivo costantemente con immagini impresse nella mia mente e ho un’urgenza: non vedo l’ora di metterle su tela. Quindi corro a casa e dipingo finendo spesso per perdere anche il senso del tempo”.

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