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Youngle_is, ecco l’interessante iniziativa di Asl2 che ti ascolta

Un gruppo di adolescenti pronto a dare conforto ai propri coetanei

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Savona. Negli ultimi mesi, si sa, il covid-19 ha occupato le cronache di tutto il mondo, ma volete ancora leggere approfondimenti in merito a questo nuovo terribile virus? Personalmente preferisco parlare di altro, lasciando alle testate nazionali il compito di informarci su tutti i risvolti della pandemia che stiamo vivendo.

Essa, come sappiamo, ci ha impedito per quasi due mesi di uscire di casa per divertirci, ma anche di vedere i nostri affetti più cari. Parlare con qualcuno era diventato possibile solo tramite le nuove tecnologie che, per fortuna, possediamo, ma per sfogarsi in modo anonimo (anche adesso ovviamente) quale poteva essere la soluzione?

Cari lettori, la risposta al mio quesito è rappresentata dalla pagina Instagram “Youngle_is”, disponibile tutti i giorni a qualsiasi orario per scambiare due chiacchiere con chi sceglie di fidarsi di questo ambizioso progetto. Questo si premura di offrire una valvola di sfogo o un sostegno a chi vorrebbe raccontare qualcosa di sé, però magari preferisce non farlo con amici o parenti.

Dopotutto si sa, l’adolescenza è un periodo complicato e non sempre si è pronti a fidarsi ciecamente delle persone a noi più care. I mesi di lockdown hanno oltretutto sicuramente lasciato il segno, ma anche adesso che i contagi stanno tornando ad aumentare in modo spaventoso sfogarsi potrebbe essere un ottimo modo per vivere più serenamente il giorno successivo.

È per questo che il dipartimento di salute mentale e dipendenze dell’Asl 2 savonese ha scelto di investire dei fondi in un ambizioso progetto che, grazie ad un team di psicologi esperti, aiuta alcuni ragazzi selezionati nelle scuole superiori ad imparare certi metodi di comunicazione per poter successivamente interagire al meglio con chi chiede aiuto, o più semplicemente cerca solo l’ascolto di qualche coetaneo.

La formazione dei peer (così vengono chiamati i giovani incaricati di rapportarsi con i loro coetanei in cerca di qualcuno), dopo un incontro preliminare, sarebbe dovuta continuare in presenza con degli incontri, ma il covid ha provato a mettere i bastoni tra le ruote anche a questo progetto.

Per fortuna esiste però la tecnologia, che durante il periodo della quarantena ha permesso a tutti noi di non impazzire continuando a rapportarci con i nostri amici e con i nostri parenti. Questo è stato possibile grazie alle videochiamate, metodo utilizzato anche da Youngle per tenersi in contatto e continuare la formazione.

È così che l’attività ha potuto continuare e diventare a tutti gli effetti operativa, con i giovani che, grazie ad alcune prove definite “chat simulate”, hanno appreso come poter dare una mano a chi (principalmente della loro età) vive un momento di sconforto. Difficoltà legate alla famiglia, alla sfera sentimentale, alle dipendenze, all’alimentazione o magari alla sessualità: sono questi alcuni degli argomenti che i “peer” sono pronti ad affrontare garantendo il totale anonimato.

Esatto, avete letto bene. L’iniziativa tiene in modo particolare alla privacy e, per questo, uno dei capisaldi è proprio quello di non svelare mai il nome della persona con la quale si sta parlando (a meno che l’interlocutore non lo richieda). Inoltre ovviamente ogni discorso rimane gelosamente custodito tra chi scrive e chi risponde, senza mai divulgare le storie o le faccende altrui. Un progetto davvero serio ed interessante quindi, che trova riscontro addirittura in quasi tutta Italia.

Anche in altre regioni italiane esistono infatti degli “youngle”, pronti ad aiutare i ragazzi desiderosi di un consiglio con empatia e passione. I nostri volenterosi giovani savonesi sono riusciti a mettersi in contatto con molti di questi progetti di ascolto, promettendo un aiuto reciproco ed instaurando anche un proficuo rapporto di amicizia (in alcuni casi).

È poi interessante, come si raccontava all’inizio, visitare la pagina Instagram “Youngle_is”, dove i peer postano immagini con l’intento di sensibilizzare in merito ad alcuni temi di attualità. Ogni mese infatti, tramite stories o appunto post, i ragazzi scelgono di parlare di un argomento che, secondo loro, merita un approfondimento, rendendo anche educativo il proprio profilo social. Durante il lockdown, su quest’ultimo erano anche stati organizzati dei giochi, utili per intrattenere e “salvare” alcune persone dalla noia.

L’obiettivo del progetto e dei suoi sostenitori è ora quello di farsi conoscere, per poter interagire con sempre più cittadini della provincia di Savona e dintorni. L’auspicio del gruppo è poi quello di potersi incontrare dal vivo a breve, per poter “prestare orecchio” in modi sempre più illuminanti ed interattivi.

Youngle c’è… savonesi, pronti a sfogarvi?

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