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Il viaggio d’istruzione più atteso in cinque anni: un sogno che si avvera fotogallery

Le emozioni dei ragazzi di due classi quinte del liceo Bruno, che si sono recate in Grecia per il viaggio d’istruzione

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Durante la seconda settimana di marzo, una classe quinta del Classico ed una dell’Artistico del Liceo Giordano Bruno di Albenga si sono recate in Grecia per il viaggio d’istruzione: ecco le emozioni a caldo di alcuni dei ragazzi.

Due le giornate di navigazione, una di andata ed una di ritorno, partendo da Ancona in direzione Patrasso e viceversa.

“Sono stati quattro giorni faticosi, di infinite ore in pullman passati cantando tutti assieme e osservando il paesaggio sorprendendoci del fatto che finalmente fossimo lì, in Grecia”, così commenta Arianna, della classe 5AC.

Io, personalmente, quando ho messo il piede a terra mi sentivo ancora dentro il traghetto, ma finalmente ero in Grecia.

Il primo momento di visita è stato la serata del secondo giorno, quando abbiamo potuto visitare la città di Olimpia in veste notturna. Nel centro della città è possibile trovare numerosi negozi di souvenir con i cerchi olimpici, questo perché la città è la sede dell’amministrazione dei Giochi.

La prima cena in Grecia, all’interno dell’hotel, è stata particolarmente gradita per i particolari condimenti utilizzati ricchi di gusti.

Il giorno seguente è avvenuta la corsa nello stadio di Olimpia. I miei compagni si sono posizionati sulle linee di partenza, c’erano anche i nostri professori. Noi ragazze ci siamo messe a dare il via e loro sono partiti. Una scena indimenticabile.

A seguire c’è stata la visita al sito archeologico. All’interno del sito la guida ha spiegato che quello che noi attualmente chiamiamo doping, esiste fin dall’antichità. Già dalle prime olimpiadi esisteva il doping, ma era composto da una mistura di erbe che un tempo si davano ai cavalli per farli correre più velocemente.

Per i Greci l’importante non era partecipare, bensì vincere. Lo stesso Pindaro scrisse che un atleta perdente provava grande vergogna nel tornare a casa. Per questo atleti e allenatori utilizzavano i metodi più disparati per ottenere l’alloro, si pensa addirittura che venissero assunti specialisti “dietologi” affinchè preparassero misture allucinogene.

Dopo un pranzo al sacco, ci siamo recati al sito archeologico di Epidauro. Questo momento era atteso da cinque anni. Bisognava sentire la moneta cadere, assolutamente.

Così siamo saliti in cima al teatro e il professore si è posizionato al centro dell’orchestra, ha lasciato cadere la moneta e strappato un foglio di carta. Incredibile ma vero, funziona. Si sente fin dall’ultimo gradino!

Il viaggio d’istruzione più atteso in cinque anni: un sogno che si avvera

Finita la visita, è il turno di Rafina, sede del secondo hotel di pernottamento. Sveglia alle sette e si parte per Atene. “Questa quarta giornata è stata la più lunga e sfiancante ma anche la più divertente ed emozionante. Il mattino è stato interamente dedicato al Museo Archeologico, in cui non era possibile fare foto. La visita al museo è durata circa quattro ore, dopo le quali ci siamo precipitati a pranzare, alle quattro del pomeriggio”.

Altri ragazzi hanno apprezzato il museo nonostante l’attesa del pranzo. “Il museo era pieno di opere che prima di quel momento avevamo visto solo in foto, inoltre la guida ha spiegato molte cose che non si possono trovare sui libri di testo”. Infatti il museo archeologico di Atene, oltre ad essere il più grande di tutta la Grecia, è anche il più ricco del mondo per quanto concerne l’arte ellenica. Tra le opere principali possiamo segnalare la Kore Phrasikleia, la Venus Pudica e la Macchina di Anticitera.

Infine abbiamo camminato per la città greca e comprato alcuni souvenir per amici e parenti, finchè è arrivato il momento della cena. Durante tutta la serata abbiamo potuto passeggiare per Atene e osservare l’Acropoli illuminata, la cosa più bella che io abbia mai visto. Solo dopo ho scoperto che anche in Italia, esattamente ad Agrigento, vi è una struttura simile all’Acropoli di Atene.

Il giorno seguente ci siamo recati a Delfi. “Con tutte le volte che ho sentito nominare il tempio di Apollo, non vedevo l’ora di vederlo”. Delfi è infatti la sede dell’oracolo del Dio Apollo. Tra i vari miti legati a questa città ricordiamo quello secondo cui vennero seppelliti lì i resti di Zagreo, il figlio di Persefone e Zeus che venne fatto a pezzi dai Titani.

Nella parte più alta di questo sito si trova lo stadio di Delfi, uno degli stadi meglio conservati della Grecia. Inoltre all’interno del Museo sono raccolte le opere ritrovate negli scavi, come la Sfinge dei Nassi, la statua dell’auriga di Delfi, la statua di Antinoo e la statua del pugile Agias.

Terminata la visita al Museo è arrivato il momento dell’imbarco e del viaggio di ritorno, ma, come ha detto il mio professore, il nostro cuore è rimasto in Grecia.

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