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Uno Spezia da favolA, la salvezza del Pescara e il pericolo scampato da Valentino Rossi: chiacchieriamo?

I liguri hanno vinto i playoff approdando per la prima volta in Serie A, mentre “il Dottore” ha rischiato molto nel Gp d’Austria

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Prima volta. Dopo una stagione caotica e per certi versi infinita, conclusasi quasi un anno dopo il suo inizio, non c’è niente di più bello rispetto al festeggiare una meritata promozione. È questo quello che è accaduto allo Spezia allenato da Vincenzo Italiano, partito a fari spenti e arrivato grazie ad una cavalcata trionfale a meritare la promozione nella nostra massima serie.

La squadra del presidente Gabriele Volpi era da anni che tentava di concretizzare questo tipo d’impresa e, nell’anno più difficile, è riuscita nel suo intento. Bel gioco, individualità interessanti e un tecnico determinato, sono questi i segreti di una formazione che ha reso orgogliosi gli oltre novantatremila abitanti della cittadina che rappresenta. Dopo il terzo posto ottenuto nella stagione regolare si sono spalancate le porte dei playoff per i bianconeri, determinati a far bene per non vanificare gli sforzi sostenuti in precedenza.

Dopo la sconfitta patita a Verona contro il Chievo molti davano già per spacciati gli spezzini, senza però considerare la loro vocazione al sacrificio e al non arrendersi. È così che Maggiore e compagni sono riusciti a rimontare conquistando la finale, dove ad aspettarli vi era il Frosinone allenato da Alessandro Nesta.

I ciociari puntavano a tornare in Serie A dopo un solo anno di purgatorio, ma non avevano ancora fatto i conti con il solido Spezia. In realtà la stagione dei gialloazzurri non era stata molto positiva. I frusinati partivano con il chiaro obiettivo di ritrovare immediatamente la massima serie, ma partita dopo partita è sembrato che mancasse qualcosa a Ciano e compagni.

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Nesta e i suoi hanno infatti acciuffato solamente all’ultimo respiro l’ottava posizione, valida per l’accesso ai playoff. Dopo aver eliminato Cittadella e Pordenone tutto sembrava andare per il meglio per i ciociari, ripiombati però nell’incubo dopo la mancata conquista della Serie A. A nulla sono servite le innumerevoli occasioni avute al Picco, il Frosinone non è riuscito ad ottenere la promozione gettando diverse ombre sull’operato del proprio allenatore.

A dirla tutta i gialloblù sono riusciti ad uscire vittoriosi dal campo dello Spezia (0-1 il risultato finale), ma la sconfitta patita al Benito Stirpe per 0-1 ha condannato ad un altro anno di purgatorio Ciofani e compagni dato che, in caso di parità, il regolamento premia la miglior classificata durante la stagione regolare.

È grazie a questa regola che hanno quindi potuto festeggiare gli spezzini, radunatosi fuori dallo stadio per celebrare lo storico traguardo raggiunto dalla loro squadra del cuore. Ora la società dovrà essere brava a rinforzare la rosa senza cedere i giocatori di maggior talento, magari rinnovando anche il contratto del tecnico a cui è riuscita l’impresa della sensazionale promozione.

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Spostiamo ora l’attenzione sull’incandescente spareggio per la salvezza, che ha visto scontrarsi lo stoico Pescara e il solido Perugia. Le due formazioni, dopo un’annata difficile, si sono affrontate a viso aperto, dando vita ad una sfida spettacolare, ricca di colpi di scena e con sprazzi di ottimo calcio.

Alla fine a spuntarla sono stati gli abruzzesi, anche se la formazione di Oddo non ha mai demeritato. Purtroppo però una delle due compagini doveva per forza perdere la categoria: la gara andata in scena ha infatti dato l’impressione che gli umbri avrebbero meritato maggiore fortuna durante la stagione regolare, per non ritrovarsi a doversi giocare la salvezza all’ultimo respiro.

L’equilibrio del quale vi sto parlando si è ovviamente palesato in campo, dato che non sono bastati 180 minuti per decretare chi meritasse la permanenza in Serie B. I playout 2019/2020 sono così terminati ai calci di rigore, premiando la freddezza degli uomini di Sottil che, anche grazie alle splendide parate di Fiorillo, alla fine hanno potuto esultare.

Enorme delusione invece per Iemmello e compagni, costretti a retrocedere in Serie C dopo diversi anni trascorsi nella serie cadetta. Con questi ultimi verdetti si è così concluso l’interminabile campionato di Serie B 19/20, che come ogni anno ha saputo farci divertire.

C’è ora grande attesa per quella che sarà la prossima stagione: il ritorno di Monza, Reggiana e Reggina ha già infiammato il campionato, che già si preannuncia spettacolare e ricco di sorprese.

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Che spavento! È questa l’esclamazione che deve essere balenata nella testa degli appassionati che, domenica 26 agosto, erano davanti al televisore per seguire l’appassionante Gran premio d’Austria.

Al nono giro infatti il pilota francese Johann Zarco ha tentato uno scellerato sorpasso ai danni di Franco Morbidelli, causando un incidente davvero spaventoso per i due centauri coinvolti, ma non solo. I due hanno addirittura perso il controllo delle loro moto che hanno rischiato di colpire in pieno Valentino Rossi e Maverick Viñales.

Per fortuna solo tanta paura per l’italiano e per lo spagnolo, usciti illesi da quello che “il Dottore” ha definito “il momento più brutto della sua carriera”. Dopotutto il pilota di Tavullia è stato sfiorato per centimetri da quelli che sembravano dei veri e propri missili, una situazione davvero sgradevole e inusuale per Valentino.

Arriviamo ora ai protagonisti del sinistro, cioè Zarco ed il nostro Morbidelli. Per entrambi non si sono fortunatamente verificate conseguenze, facendo quindi tirare un sospiro di sollievo a tutti gli appassionati. Ovviamente dopo l’incidente è stata sventolata la bandiera rossa per sincerarsi delle condizioni dei due piloti e per ripulire la pista dai detriti, situazione che ha completamente sconvolto gli equilibri della gara.

Alla fine a Spielberg è riuscito a gioire Andrea Dovizioso, salito sul gradito più alto del podio dopo un ottimo Gran premio che gli ha anche permesso di avvicinarsi alla testa della classifica mondiale. Chissà che ora in Ducati non si stiano pentendo per averlo già scaricato, magari scegliendo di dare un’altra chance al loro pilota di punta fino a questa stagione.

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Colui che sta deludendo dopo l’exploit di inizio anno è invece Fabio Quartararo, pilota del team Petronas che, dopo le vittorie ottenute nelle prime due gare stagionali, in Austria ha racimolato un misero ottavo posto. Non è andata meglio neanche nel successivo Gp di Stiria, dove il francese è addirittura franato in tredicesima posizione.

Un calo di rendimento inspiegabile, che mette ora a rischio anche la sua leardership nel Mondiale. Dovizioso infatti, nonostante non stia riuscendo ad offrire una buona continuità prestazionale, è secondo, a soli tre punti proprio da Quartararo. Questa classifica è merito anche del buon quinto posto ottenuto domenica scorsa a Spielberg, considerando che il pilota Ducati scattava dall’ottava piazza.

Anche nello scorso weekend abbiamo sentito un brivido. Questa volta nessun incidente, ma una spettacolare caduta di Maverick Viñales che, a forte velocità, si è lanciato dalla sua moto a causa di un malfunzionamento dei freni.

A vincere il Gp di Stiria è stato invece Oliveira, confermando la grande crescita del team KTM, sempre più protagonista di questa stagione di Motogp. Adesso per i piloti vi sarà una piccola ma strameritata pausa, prima di riprendere a sprintare dal 13 settembre sul circuito di Misano (che ospiterà due gare).

Il Mondiale è aperto e le gare continuano ad essere spettacolari regalando anche notevoli colpi di scena: che vinca il migliore!

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