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“Underworld”: la recensione

Colpi di scena, suspense e molto altro...

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Nato nel 2003 come unico film, diretto da Len Wiseman negli USA, della durata media di 120 minuti, “Underworld” è una saga cinematografica di genere action, fantascienza e horror.

Campione di incassi ma anche odiato dalla critica, esso conta cinque film, oltre a un sesto che deve ancora uscire nei cinema, e diventare  una futura serie televisiva. L’ambientazione è moderna, in uno stile dark, ambientata in un mondo dove vampiri e licantropi, si fronteggiano da tempo immemore. Non si usano artigli o armi medievali, bensì pistole, mitraglie, proiettili contenenti argento o raggi ultravioletti.

L’aspetto horror del film si riscontra nelle battaglie, negli omicidi e nelle trasformazioni dei cosiddetti “lycan”, molto crudi ma anche veritieri. La grandezza della serie di film va sicuramente ritrovata negli effetti speciali e nelle  battaglie epiche, che rappresentano  la parte più importante della pellicola. Nonostante ciò, l’intreccio narrativo non è banale, classico o noioso, al contrario affascina e “incolla allo schermo”.

La serie va divisa in tre parti: i primi due film, il terzo e per finire gli ultimi due. Nei primi, che sono praticamente gialli noir, la vampira cacciatrice di morte Selene, una sterminatrice di lycan, si innamora di un ibrido, Michael, ultimo discendente Corvinus, famiglia capostipite delle stirpi rivali.

Insieme affronteranno vampiri e licantropi, scopriranno vampiri traditori per scelta o per costrizione, giungeranno a scovare un esercito di lycan che si riorganizza sotto la guida del leader Lucian, tutt’altro che defunto. Nel corso dei film, uccideranno i fondatori delle due stirpi; il capo dei vampiri Victor e lo stesso Lucian sveleranno il segreto dietro la morte dei genitori di Selene, rimarranno coinvolti in una guerra nel covo segreto dei licantropi e la protagonista diverrà resistente alla luce del sole.

Seppure i film portino a vedere la coppia di protagonisti come unici buoni in mezzo a due stirpi malvagie, “Underworld” è innegabilmente a favore dei vampiri. Selene, difatti, è una succhia-sangue.

Il romanticismo della coppia non manca, naturalmente, ma viene trattenuto, lasciato da parte, proprio perché risulta poco importante ai fini della storia. La notte d’amore tra i due, la passione che li unisce, viene percepito bene e senza eccessi, lasciando il giusto spazio all’azione.

Il terzo film merita una menzione a parte. Si tratta di un prequel, in cui fin dall’inizio si sa come andrà a finire (il primo film è esplicativo di questo). Una bella storia, piena di azione e passione, meritevole di lodi, se non fosse che risulta completamente fuori dal contesto. Il film racconta di come è iniziata la ribellione lycan; tuttavia, si utilizzano armi medievali per combattere e i buoni diventano i licantropi, in special modo Lucian, il protagonista del film, l’eroe che libera i suoi simili dalla schiavitù. Totalmente opposto alla serie, i lycan sono buoni e i vampiri cattivi oppressori, ci si combatte con le spade, l’amore diventa fin troppo importante, si sa già come finirà la rivolta e che fine avranno i protagonisti.

Il quarto e quinto film ritornano sulle note originali, si torna al mondo moderno, ai vampiri come buoni e a Selene come protagonista. Nel quarto film, Michael è scomparso e Selene, assistita dal vampiro David, incontrato per caso, si trova a dover fronteggiare un nuovo nemico, l’antigen.

Inizialmente sembra un istituto di ricerca degli umani che, come il film spiega, sono venuti a conoscenza delle stirpi della notte e vogliono eliminarle. In seguito, si scopre essere un covo di lycan, i quali si stanno nascondendo e riorganizzando, intenzionati a creare un siero per diventare invulnerabili all’argento. Ciò che può renderli Super-lycan è il sangue di una bambina, Eve, proprio la figlia di Selene e Michael. L’intero film si incentra su tre battaglie spettacolari e la trama risulta meno importante, in quanto salvare la bambina dagli esperimenti dei mannari è l’unico argomento di cui si, in effetti, parla. L’amore cambia paradigma, diventa materno e si percepisce in ogni secondo della pellicola.

Il quinto film, sulle tracce del quarto, abbandona ulteriormente la trama, incentrandosi interamente sulle battaglie. Fuga dai lycan e protezione dell’ultima fortezza dei vampiri, questi gli unici punti dell’intreccio narrativo. Nuovamente gli effetti speciali entrano in gioco, creando una serie di scontri indimenticabili tra le due stirpi, senza contare il nuovo antagonista, Marius, che viene sconfitto dopo aver quasi ucciso Selene.

Sono presenti, inoltre, molti colpi di scena: la scoperta della morte di Michael a opera di Marius (di grande valore) e la resurrezione di Selene grazie alle acque magiche della fortezza innevata (quasi fastidiosa in una saga priva di una magia di questo genere fino al quinto film). Punti a sfavore, l’assenza di Eve nella storia. Sul suo destino non si sa nulla, se non il fatto che sia viva e nascosta.

Quarto e quinto film ricopiano fortemente la trama del primo, i lycan che non sono estinti e si stanno riorganizzando, vampiri traditori alleati coi capi dei mannari, come se non ci fossero altre idee utilizzabili. In tutto questo, due meriti speciali devono essere riconosciuti alla saga. In primo luogo, è la prima volta in cui queste creature, di cui molto si narra in libri e film, utilizzano armi da fuoco. In secondo luogo, i mannari possono trasformarsi quando vogliono e la loro forma non è quella banale di un grosso lupo, bensì quella più tradizionale di un essere a metà tra l’uomo e la bestia. Come punti a sfavore, bisogna citare gli errori della trama. Sviluppi narrativi spesso già visti, classici, non adatti alla storia.

Il terzo film non fa avanzare la storia e racconta un antefatto più che prevedibile; mentre il quarto film vede Selene, praticamente da sola, affrontare e vincere un intero covo di lycan, mentre nella battaglia precedente (dello stesso film) un attacco lycan ha devastato una comunità di vampiri. Infine, il quinto film inserisce, senza approfondire l’argomento, la magia delle acque del luogo più a nord esistente.

Tra critiche ed effetti speciali ad hoc, “Underworld” merita certamente un riconoscimento tra le più famose saghe cinematografiche. Analizzando interamente i film, difatti, non si può negare che si tratti di una delle migliori storie fantasy mai create per il mondo del cinema, il quale vive sulla spettacolarizzazione.

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