IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

“Trono di spade”: la saga dei pro e contro

Per essere un fantasy, parla troppo di politica e sesso

Più informazioni su

Dai romanzi di Martin arriva sugli schermi una serie fantasy di otto stagioni intitolata “Il trono di spade”, nome storpiato nella traduzione, come spesso succede. “Gioco di Troni” era l’originale.

Una storia molto lunga, sia come trama che come episodi, ricca di personaggi, eventi, luoghi, misteri e concetti. Una storia piena di belle idee e di gravi errori.

Innanzi tutto parliamo della politica e del sesso. Per le prime stagioni, e in maniera ridotta anche per le successive, la storia sembra non saper trattare di altro. Discorsi politici, orge, accordi politici, alleanze, sesso, discordie: non si vede nulla di quello che il fantasy è. Se al posto di Grande Inverno e Approdo del Re ci fossero Francia e Germania, la storia non sarebbe nemmeno un fantasy.

Perché? Perché questa serie deve scaldarsi. La storia ha bisogno di diverse conoscenze, come luoghi, personaggi, rapporti, passioni e debolezze, per cui deve prendere piede con calma, avanzare lentamente, per poi regalare emozioni.

Eccezione per gli dei, che vengono nominati in generale ma mai raccontati in singolo; di mostri ce ne sono tanti e tutti loro sono veri e propri mostri, non creature sagge o da proteggere. I draghi e i giganti sono dei mostri, se attaccano nulla può fermarli. I morti, gli estranei, sono portatori di morte e vogliono solo quello, distruggere tutto. Sulla magia, c’è differenza: la strega, l’unica che si vede, ha i suoi obiettivi, ma lei è un caso isolato.

Le battaglie sono degli spettacoli, perfettamente strutturate: muoiono da ambo i lati secondo giuste dinamiche. Contro il drago bruci, contro il gigante muori. Alcuni scontri sono irreali, ma davvero pochi.

Come alcuni prendono il potere, come altri sopravvivono, tutto molto bello, ma ci vuole tempo, un tempo che pare infinito. Da subito si parla di mostri e battaglie, ma per vedere qualcosa si attende, così tanto “da dormire”. Inoltre ci sono certi fatti che non hanno senso. Il credo che prende potere e il re che non ha la forza di liberare sua madre, cose prive di logica.

Altre seguono la volontà della sceneggiatura. Se in episodio 3 si può uccidere, nel 4 serve una vittoria e quindi prima gli arcieri centrano sempre il bersaglio, dopo non riescono a colpire nemmeno un bersaglio immobile. Una nota positiva sono i colpi di scena. Eventi, morti e alleanze che mai uno spettatore avrebbe immaginato.

Nota negativa, l’avventura del giovane Stark verso il Corvo con tre occhi, la grande conoscenza minacciata dalla morte. Una storia solo filosofica, lunga e noiosa. Nota negativa sul finale di stagione. Dopo un grande colpo di scena, si uccide il personaggio più amato e si lascia il trono a chi non lo merita. Insomma, una storia abbastanza godibile, piacevole specie per le battaglie, che però va stoppata ad un episodio dalla fine.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.