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Torino, che soddisfazione! Ecco le ATP Finals; ultimate frisbee: conosci questo sport? foto

Dal 2021 uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario tennistico verrà ospitato in Italia, mentre vi spieghiamo cos'è l'ultimate frisbee, una disciplina praticata anche nella nostra regione a Genova

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Immensa soddisfazione. Djokovic, Nadal, Federer, Zverev e Thiem, ecco i primi cinque del ranking ATP che, se fossimo nel 2021, potremmo veder giocare a Torino, in scontri stremanti e appassionanti fino all’ultimo punto.

Penserete voi: “Davvero l’Italia ha deciso di investire sul tennis, uno sport così poco considerato nella nostra nazione?” Ebbene sì, non avete letto male e, per vostra fortuna, la visita oculistica può attendere ancora qualche anno! Scherzi a parte, il 24 aprile verrà ricordato come una giornata storica perché è stata comunicata una sorprendente decisione: le ATP Finals 2021-2025 saranno ospitate da Torino.

L’umore alle stelle da parte della sindaca Chiara Appendino e i titoloni sui giornali, di fatto, hanno accompagnato questa notizia che, una volta per tutte, ha rilanciato il nostro Paese anche in ambito tennistico. Il calcio infatti, ormai si sa, ha una visibilità maggiore. Lo sport sopracitato però, vanta anch’esso un ottimo seguito e, per certi versi, risulta essere affascinante come l’onnipresente football.

Sicuramente questo annuncio farà piacere agli appassionati di tennis italiani che, nei prossimi anni, potranno evitare di volare per andare a vedere i propri beniamini (le Finals infatti, fino al 2020, verranno disputate a Londra). E in particolare per gli amanti di tennis liguri, che a due ore di treno potranno ammirare i tennisti migliori al mondo.

Una bella vittoria anche per il capoluogo piemontese, ma soprattutto per la nostra nazione che, finalmente, grazie a un’ottima sinergia e a una proficua unione d’intenti, è riuscita a sbaragliare superpotenze come Tokyo, Singapore e Manchester.

Torino, che soddisfazione: ecco le ATP Finals; ultimate frisbee, vi presentiamo questo nuovo sport emergente

Ma ora passiamo al Pala Alpitour di Torino. Chissà che i potenti del tennis, oltre al progetto ambizioso, non abbiano premiato l’Italia sperando in un atleta azzurro nella top 8 al momento dell’esordio della competizione al Pala Alpitour di Torino, impianto nuovo ed efficiente che vanta la bellezza di 14700 posti.

Tutti voi però sapete che cosa sono le ATP Finals? Prima di procedere con la discussione è giusto dedicare alcune righe anche per i meno ferrati in materia. I primi otto atleti del ranking, a fine stagione, si incontrano per affrontarsi nelle tanto sbandierate Finals, che incoronano alla fine del torneo il più forte dell’annata. Esse iniziano con due gironi all’italiana da quattro, nel quale vengono divisi i tennisti. I primi due classificati si scontreranno successivamente nelle semifinali e, chi avrà la forza e la bravura per arrivarci, potrà accedere all’ambita finale per conquistare il trofeo. Questo torneo è il più importante della stagione dopo le quattro prove del Grande Slam e il vincitore, infatti, acquisisce 1500 punti.

Detto ciò, è bene sottolineare un altro dei possibili motivi per il quale Torino potrebbe essere stata scelta. Avere venti giocatori italiani nelle prime 200 posizioni della classifica ATP non è da tutti, ma lo spirito del tricolore sembra aver contagiato i nostri tennisti che, ultimamente, stanno ottenendo grandissimi risultati.

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Vogliamo parlare di Matteo Berrettini? La vittoria di Fabio Fognini a Montecarlo, quella di Matteo Berrettini a Budapest e gli ottimi risultati ottenuti da Cecchinato (arrivato in semifinale a Monaco) e da Matteo stesso (arrivato in finale anche lui a Monaco) certificano la crescita del nostro movimento. Con Sinner in costante ascesa (il classe 2001 nei Challenger spesso fa la voce grossa) oltretutto, la strada intrapresa sembra essere quella giusta e adesso, resta da fare solamente una cosa: tifare per i nostri azzurri.

L’obiettivo dei prossimi anni infatti è quello di far entrare un nostro tennista nella top 8, in modo che possa partecipare alle finals in Italia. Impresa che riuscì per ultimo ad un certo Panatta (numero 4) nel 1975. La strada sarà ripida e impervia, ma la speranza adesso arde nei cuori dei tifosi che, d’ora in avanti, dovranno sostenere come non mai i propri beniamini.

Quindi ragazzi dateci dentro perché, tutti noi, siamo con voi!

Torino, che soddisfazione: ecco le ATP Finals; ultimate frisbee, vi presentiamo questo nuovo sport emergente

Ultimate frisbee. Domenica sera mi sono seduto a tavola per cenare e, come tutte le sere a quell’ora, sulla televisione di casa mia il TGR della Liguria la faceva da padrone. Dopo aver parlato di Sampdoria, Genoa e della promozione della Virtus Entella in Serie B, un servizio sportivo mi ha lasciato a bocca aperta (con la forchetta davanti).

Vi starete chiedendo che cosa avranno fatto vedere di così strano al telegiornale della Liguria. Il servizio trattava dell’ultimate frisbee. In particolare della partita di Serie C tra Genova Ultimate e Oldonkey e Double D Milano. Ma che cos’è l’ultimate? Non ci crederete, proprio come me, incredulo ieri sera davanti alla tv, ma l’ultimate frisbee è quella disciplina che ha costruito intorno al frisbee (il famoso oggetto di forma rotonda che viene lanciato, una sorta di disco volante) un vero e proprio sport. Per un malato di sport del mio calibro, venire alla conoscenza di una disciplina di cui non sapevo nemmeno l’esistenza è stato un mezzo shock. Per questo ho cercato subito di porre rimedio e mi sono informato meglio per capire realmente come si giocasse a ultimate.

Torino, che soddisfazione: ecco le ATP Finals; ultimate frisbee, vi presentiamo questo nuovo sport emergente

Questa disciplina è uno sport di squadra. Ogni team è composto da 7 giocatori. Le regole sono simili a quelle del football americano: per fare punto bisogna ricevere il frisbee al volo nell’area avversaria (larga 18 metri). L’atleta in possesso del frisbee non può muoversi: se riceve il disco volante da fermo, dovrà passarlo senza fare un solo passo; se riceve la palla in movimento, può svolgere ancora un numero di passi, non predeterminato, entro quale fermarsi. Si hanno 10 secondi per passare il frisbee, altrimenti si commette infrazione e il disco volante va alla squadra avversaria.

Non è concesso il contatto fisico, perciò per rubare il frisbee è necessario difendere la linea di passaggio e intercettare il lancio dell’atleta nemico. Una cosa che mi ha sconvolto mentre sentivo incuriosito il servizio in televisione, è stata la dimensione del terreno di gioco: le misure corrispondono esattamente a quelle di un campo da calcio. Ma a ultimate si gioca in 7. Sì, 4 atleti in meno rispetto al calcio e al football americano: si fanno “un bel mazzo” i giocatori di ultimate, per dirla in parole povere. Anche se, guardando qualche highlights su Youtube, si può notare come facciano viaggiare molto di più il disco, lanciando spesso il frisbee direttamente dalla propria area a quella avversaria, cercando un compagno che possa ricevere al volo il disco e segnare il punto. Vince la prima squadra che arriva a 15.

Aspetti che rendono ancora più interessante questa disciplina sono lo spirito del gioco e l’autoarbitraggio. A ogni livello, le partite di ultimate non prevedono la presenza di un arbitro che diriga la gara. Tutti i giocatori si impegnano a rispettare le regole del gioco. Qualora infrangano il regolamento ogni giocatore ammette la propria infrazione. In caso di chiamata di fallo dubbio i giocatori si fermano nella posizione in cui si trovano e non si spostano finché non si trova una soluzione alla situazione di gioco. Ogni disputa o decisione viene comunque discussa e risolta solo dagli atleti delle squadre.

Per tale motivo per poter praticare questo sport è necessario rispettare lo spirito di gioco, caratterizzato dal piacere nel giocare a questa disciplina e soprattutto nel rispetto degli avversari e del regolamento. Riassunto in una parola, sportività.

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Nato negli anni sessanta negli Stati Uniti si è sviluppato poi in tutto il mondo. Oggi sono 62 i paesi presenti nella WFDF (World Flyng Disk Federation), federazione che organizza i Mondiali cadenzati ogni quattro anni. Gli Stati Uniti e il Canada sono le nazioni in cui questa disciplina è più diffusa. Uno sport riconosciuto a tutti gli effetti anche dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale). In Italia la FIDF (Federazione Italiana Flying Disk) conta più di 40 squadre e gestisce i tre campionati esistenti (Serie A, B e C), che si svolgono su diverse tappe. Lo scorso anno fu la Fotta Read, squadra di Bologna, ad aggiudicarsi lo scudetto.

L’ultimate frisbee è uno sport veloce, dispendioso, spettacolare. Fatto di tecnica (la precisione del passaggio/lancio del frisbee) e di tanta corsa. E caratterizzato da una sportività e da una correttezza reciproca. Davvero una bella scoperta. Tu lo conoscevi prima di oggi? Cosa ne pensi della disciplina derivata dall’uso del frisbee?

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