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Tokyo, sta arrivando l’italvolley rosa! Cutrone e Kean: una valigia piena di sogni (e di rimpianti) foto

Le Olimpiadi 2020 vedranno protagoniste le “ragazze terribili”, mentre per l’ennesima volta dei giovani italiani sono stati venduti all’estero

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Grandi ragazze! L’italvolley femminile si è qualificata all’edizione 2020 delle Olimpiadi che si disputeranno a Tokyo. Avete letto bene e, se siete appassionati di pallavolo, il nostro consiglio è quello di acquistare subito un biglietto, perché queste ragazze sanno come far divertire il pubblico.

Lo scorso anno si sono guadagnate argento (quasi oro) ai Mondiali, mentre quest’anno, al primo tentativo hanno ottenuto final six e qualificazione. Ecco a voi il bottino incredibile ottenuto dal nostro movimento di volley rosa, che adesso si appresta a preparare al meglio l’Europeo.

Concentriamoci però sulla tre giorni della squadra allenata da Davide Mazzanti, che per certi versi ha compiuto una vera e propria impresa sportiva. Per chi non lo sapesse, dal 2 al 4 agosto le nostre ragazze hanno disputato il torneo preolimpico, che le vedeva opposte al modesto Kenya e alle quotate Belgio e Olanda. Al Palacatania, quindi, in un palazzetto gremito di spettatori, le giocatrici italiane hanno tentato di centrare l’obiettivo al primo tentativo, senza doversi giocare il tutto per tutto nel girone europeo di gennaio.

Paola Egonu e compagne, che hanno svolto la preparazione al grande evento disputando tre test match proprio nella nostra provincia (ad Alassio per la precisione) hanno esordito contro la formazione africana del Kenya. Le avversarie si sono subito dimostrate inferiori ma, nel primo set, sono comunque riuscite a strappare 17 punti alla nazionale. Dal secondo in poi però, l’Italia ha saputo far valere la sua superiorità, lasciando alle keniote solamente le briciole. Il risultato finale ha quindi recitato un ottimo 3-0 per le nostre, che hanno iniziato al meglio il torneo.

Tokyo, sta arrivando l’italvolley rosa! Cutrone e Kean: una valigia piena di sogni (e di rimpianti)

Sabato poi è toccato alle giocatrici belghe, che hanno tentato di impensierire le nostre ragazze. Le atlete di mister Mazzanti non hanno lasciato scampo alle avversarie, demolendole con i parziali di 25-17, 25-16, 25-16, per un 3-0 complessivo mai messo in discussione durante il match.

Ecco dunque arrivare l’Olanda, la vera e propria bestia nera per la nostra nazionale, per una domenica di grande volley e super spettacolo nella cittadina siciliana. Le atlete oranje erano reduci da tre vittorie di fila nei confronti dell’Italia, che aveva però altri piani per quella serata. Le ragazze sono subito apparse molto concentrate e, già nel primo set, hanno iniziato a macinare punti e azioni stupende, andando sul parziale di 10-4. Le olandesi, dopo un inizio shock, hanno cominciato a macinare punti, arrivando a giocarsi punto a punto il parziale. La carica dei tifosi italiani ha però trascinato le nostre, che hanno vinto il primo set con il risultato di 25-23.

Tokyo, sta arrivando l’italvolley rosa! Cutrone e Kean: una valigia piena di sogni (e di rimpianti)

Nel secondo parziale la nazionale italiana ha messo le ali, strapazzando le avversarie per 25-17. Nel terzo set poi guerra e nervi tesi per entrambe le formazioni, ma a raggiungere l’obiettivo sono state le ragazze “terribili”, che con un ultimo punto al cardiopalma sono riuscite a strappare il pass olimpico!

Tokyo 2020 quindi avrà Paola Egonu e le sue compagne come protagoniste, con l’Italia del volley femminile che andrà alla ricerca di un podio che manca da troppo tempo. Proprio la nostra opposta è stata la giocatrice chiave per il successo delle nostre, con 27 punti realizzati in soli 3 parziali.

Grande festa dunque per le ragazze di Mazzanti, che adesso sperano che anche Zaytsev e compagni riescano nell’impresa di battere la Serbia e ottenere l’ennesimo pass per un’Olimpiade (non manchiamo da Montreal 1976).

Per la nazionale di Blengini battere la Serbia sarà una missione che si preannuncia proibitiva, ma il PalaFlorio di Bari non vede l’ora di tentare di trascinare i ragazzi oltre l’imponente ostacolo.

Per un’Italia che prenota il biglietto per il Giappone ce n’è un’altra (quella maschile) che sogna. Questa sarà la settimana decisiva, con il torneo preolimpico che prenderà il via il 9 agosto. Siete pronti a sostenere i nostri beniamini?

Tokyo, sta arrivando l’italvolley rosa! Cutrone e Kean: una valigia piena di sogni (e di rimpianti)

No al Made Italy. Patrick Cutrone e Moise Kean: due giovani calciatori italiani diversi sotto tanti punti di vista, in particolare nel percorso di vita e nella carriera calcistica, la settimana scorsa sono stati accomunati da un destino comune, l’espatrio in terra inglese.

Come tutti saprete, l’ex attaccante del Milan ha lasciato i rossoneri per accasarsi al Wolverhampton, mentre il classe 2000 è passato dalla Juve all’Everton. Due delle notizie principali del calciomercato estivo italiano. Due trasferimenti che lasciano perplessi e molto rammaricati.

Cutrone è cresciuto nelle giovanili del Milan e ha esordito tra i professionisti con quella maglia, ma soprattutto ha iniziato a segnare presto con quei colori per cui tifa da sempre. In poco tempo è entrato nei cuori dei tifosi milanisti, esordendo a 19 anni e segnando 27 gol nelle due stagioni con i rossoneri, in 90 presenze complessive, di cui tante subentrando a gara in corso.

Numeri buoni che però non bastano per descrivere questo ragazzo, un attaccante atipico, molto simile al vero numero 9 di una volta: la tecnica non eccelsa è compensata dalla grande abilità nel farsi trovare sempre pronto in area avversaria e da una buona capacità nel gioco aereo, ma soprattutto da quella grinta e quella cattiveria agonistica che ha fatto letteralmente innamorare i tifosi del diavolo.

Insomma, si tratta di uno dei pochi calciatori del football moderno che esce dal campo sempre con la maglietta veramente sudata, uno alla Filippo Inzaghi, per intenderci, Pippo che peraltro, alla stessa età di Cutrone, doveva ancora esordire in serie A. Tempi lontani, penserete voi, ma non così distanti.

Tokyo, sta arrivando l’italvolley rosa! Cutrone e Kean: una valigia piena di sogni (e di rimpianti)

Ma allora perché il Milan ha deciso di vendere un giocatore di ventun’anni per una cifra neanche troppo alta (18 milioni) per il calcio di oggi? Bella domanda, a cui non siamo riusciti a trovare una risposta valida e plausibile. Forse la necessità del Milan di fare cassa, considerando le regole del Fair play finanziario che hanno portato i rossoneri fuori dall’Europa League. Forse l’incongruenza del giocatore con gli schemi del nuovo mister Giampaolo. Chi lo sa… tuttavia il mistero rimane, come la tristezza dei tifosi milanisti e dello stesso Patrick, apparso visibilmente dispiaciuto alla partenza per raggiungere l’Inghilterra e la Premier League.

Tokyo, sta arrivando l’italvolley rosa! Cutrone e Kean: una valigia piena di sogni (e di rimpianti)

Discorso analogo per Moise Kean, la nuova stella del calcio italiano e speranza futura (e presente) della nazionale italiana di Roberto Mancini. Kean, nato a Vercelli da genitori ivoriani, ha bruciato le tappe della carriera. Passato per le giovanili di Asti e Torino, a 10 anni approda alla Juventus con la quale esordisce a soli sedici anni, sia in campionato che in Champions League.

Un anno in prestito al Verona e poi il ritorno alla Juve quest’anno, dove nella seconda parte di stagione ha fatto vedere davvero cose interessanti, sia con i bianconeri che con l’Italia maggiore, di cui è già diventato punto fermo. Il secondo marcatore più giovane nella storia della Serie A e della nazionale italiana, il classe 2000 è un attaccante velocissimo e molto abile nel dribbling, una prima o seconda punta che può far male anche partendo dall’esterno.

Sembrava dunque potesse essere uno degli uomini chiave da affiancare a Ronaldo per poter provare l’assalto alla tanto agognata Champions League, ma Sarri e la dirigenza bianconera hanno pensato diversamente dal sottoscritto. Forse c’è da considerare anche una possibile richiesta del giocatore che la società non avrebbe potuto garantirgli, ovvero un posto da titolare che gli permettesse di giocare con continuità.

Fatto sta che la Juventus ha ceduto il giocatore all’Everton a titolo definitivo, per una cifra intorno ai 27 milioni di euro più 2 di bonus. La cosa che ha fatto più discutere è stato proprio il mancato inserimento del diritto di ricomprare il giocatore al termine della prossima stagione, un’opzione molto utilizzata negli ultimi anni. Ciò significa che la Juventus, nel caso volesse riacquistare Kean, dovrà lottare con le altre concorrenti senza avere un vantaggio nella trattativa. E chissà a quale cifra se Moise continuerà a crescere come sta facendo.

Tokyo, sta arrivando l’italvolley rosa! Cutrone e Kean: una valigia piena di sogni (e di rimpianti)

Tanti i dubbi e le perplessità su queste scelte di mercato. Da parte nostra solo rabbia e tristezza per aver perso due talenti così forti per il nostro campionato. Dispiace vedere andar via due giovani italiani in rampa di lancio, due dei miglior prospetti per l’Italia nel reparto offensivo. In particolare Kean, visto quello che ha già dimostrato alla tenera età di diciannove anni.

Si parla spesso (anche noi lo abbiamo fatto qui) della necessità di valorizzare i giovani calciatori italiani in ottica nazionale, al fine di riportare il movimento calcistico nostrano all’apice, dov’era fino a una decina di anni fa. Ma cosa devono fare i nostri giovani per essere messi al centro dei progetti delle squadre di Serie A?

In un campionato dove circa il 56% dei giocatori è di nazionalità straniera (dato allarmante), le opportunità per i ragazzi italiani si assottigliano, anche per coloro che hanno già ampiamente dimostrato il loro valore. Venderli all’estero è la soluzione? Noi non lo crediamo, e rimaniamo dell’idea che bisognerebbe puntare maggiormente sui nostri talenti, troppe volte messi in panchina a vantaggio dei loro coetanei sudamericani piuttosto che europei.

Pensieri personali, con la speranza e l’augurio che Cutrone e Kean possano esplodere definitivamente nel campionato più bello del mondo: la Premier League.

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