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Speciale Europee 2019

Sono quasi le più grandi elezioni del mondo e, infatti, andranno a incidere sul nostro "mondo" di riferimento: l'UE.

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Tra il 23 ed il 26 maggio circa 400 milioni di cittadini dell’Unione Europea potranno recarsi alle urne per eleggere i propri rappresentanti nazionali al Parlamento Europeo (PE). Si tratta, dopo quelle indiane, delle più grandi elezioni al mondo.

Ad ogni paese membro spetterà un numero di seggi calcolato in base alla sua popolosità: l’Italia ne avrà 73 su 751 (76 su 705 se il Regno Unito dovesse riuscire a superare la sua crisi politico-esistenziale interna e concretizzare la Brexit entro la data elettorale).

Nel caso italiano il territorio è stato diviso in 5 circoscrizioni: nord-ovest, nord-est, centro, sud, isole. Ogni circoscrizione avrà i suoi candidati e garantirà una parte dei 73 seggi italiani. La soglia di sbarramento sarà del 4%, mentre sulla scheda elettorale dovrà essere contrassegnato il simbolo della lista (o partito) per il quale si vorrà votare con la possibilità di esprimere 3 preferenze, purché di genere diverso.

Il PE è l’unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini, tuttavia approva o respinge le nomine dei vari membri della Commissione Europea, che quindi viene “approvata” dai parlamentari scelti dai cittadini. Il PE detiene il potere legislativo (insieme al Consiglio dell’Unione Europea), ma non quello di iniziativa legislativa che spetta invece proprio alla Commissione Europea. Inoltre è l’organo preposto al controllo del bilancio europeo.

Al suo interno è sostanzialmente organizzato come un “normale” parlamento nazionale nel quale, però, i partiti nazionali si aggregano in gruppi parlamentari basati, teoricamente, su affinità ideologiche. Ad esempio, il Partito Democratico fa tipicamente parte del gruppo dei Socialisti & Democratici (S&D); Forza Italia dei Popolari Europei (PPE); mentre il discorso invece si complica per Lega e Movimento 5 Stelle che stanno tentando di creare nuovi tipi di gruppi parlamentari.

Va inoltre tenuto a mente che il PE è una delle più importanti istituzioni dell’Unione Europea, entità sovranazionale che rappresenta sostanzialmente il più grande sforzo di cooperazione politica sovranazionale mai realizzato dall’umanità. Si tratta di nazioni che sono uscite devastate dal secondo conflitto mondiale e che hanno deciso di cooperare anziché competere. I risultati sono stati molteplici: dalle libertà di commercio e spostamento, agli avanzamenti in termini di diritti umani ed il mantenimento della pace.

Ma sono anche evidenti limiti e problematiche: dalla struttura interna che favorisce sistemi di lungaggini decisionali (si pensi all’ostruzionismo del gruppo di Visegrad), al non completamento dell’unione politica ed economica. Votare consapevolmente questa volta sarà quindi molto importante. Non dovrà essere un metro di misura delle forze di governo e opposizione, ma l’occasione per andare a incidere concretamente su quell’enorme meccanismo socio-politico del quale si fa parte come nazione e come cittadini. In palio ci sono le direzioni future che verranno prese dal nostro sistema-continente.

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