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Sinner, il futuro è tutto tuo! Napoli e CR7, le situazioni si fanno incandescenti sull’asse Napoli-Torino foto

L’altoatesino ha trionfato nelle Next Gen Atp Finals, mentre i partenopei e il fenomeno portoghese stanno vivendo dei momenti difficili

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Grande campione. Jannik Sinner è un tennista italiano, nato a San Candido il 16 agosto 2001. Se non avete mai sentito nominare questo ragazzo andrete sicuramente a cercare su “Wikipedia” per conoscerlo e, come descrizione, troverete la medesima. Chissà se tra qualche anno anche la grande enciclopedia di internet elogerà l’altoatesino per le sue immense qualità, che quest’anno gli hanno permesso di essere elogiato da mostri sacri di questo sport come Roger Federer e Novak Djokovic.

Un 2019 da sogno quello vissuto dal tennista allenato da Riccardo Piatti e Andrea Volpini. Davvero incredibili sono stati infatti i progressi fatti da Jannik durante questa stagione, che lo ha consacrato come uno dei talenti più puri in circolazione.

A inizio anno quasi nessuno lo conosceva e, adesso, il giovane tennista dai capelli rossi è sulla bocca di tutti. È interessante anche sapere che Sinner avrebbe potuto scegliere di praticare un altro sport. A 13 anni infatti svolgeva le gare di slalom gigante nello sci (con modesti risultati), prima di trovare la sua vera vocazione (quella tennistica).

A febbraio grazie a una wild card è iniziata la favola dell’altoatesino, che ha vinto il Challenger di Bergamo facendo parlare di sé per la prima volta e scalando niente meno che 200 posizioni del ranking Atp.

Ad aprile poi ha vinto anche la prima partita in un torneo Atp 250, dimostrando una crescita esponenziale in soli due mesi. Successivamente ha partecipato per la prima volta ad un Masters 1000 (Internazionali d’Italia), vincendo il suo primo incontro in assoluto contro l’allora numero 59 del mondo Johnson (estromesso poi al turno successivo da Tsitsipas).

Sinner, il futuro è tutto tuo! Napoli e CR7, le situazioni si fanno incandescenti sull’asse Napoli-Torino

Il 22 luglio poi l’ascesa è stata confermata dal raggiungimento della top 200, dato che Jannik è arrivato a ricoprire la posizione numero 199 del ranking.

Ad agosto poi è arrivata l’ennesima grande soddisfazione di una stagione praticamente perfetta, che gli è valsa l’etichetta di “grande promessa”. L’altoatesino è riuscito infatti a qualificarsi allo Us Open dopo aver superato le qualificazioni, accedendo per la prima volta in carriera nel tabellone principale di un Grande Slam. L’esordio su quel palcoscenico contro Wawrinka era piuttosto proibitivo, ma nonostante ciò il tennista nostrano non si è arreso, dando filo da torcere e guadagnando un set contro un avversario di caratura maggiore.

Il 16 settembre ecco la svolta: gli organizzatori delle Netx Gen Atp Finals annunciano che Sinner potrà disputare quel torneo, che si svolgerà a Milano, grazie ad una wild card.

Ad ottobre poi è arrivato un altro acuto, che ha fatto ben sperare in vista dell’impegno sopraccitato. Nell’Atp 250 di Anversa Sinner ha infatti raggiunto la semifinale. Questa era la prima volta in carriera che l’altoatesino si spingeva così avanti in una manifestazione di quel livello e, ad impedirgli di arrivare in fondo, ci ha pensato ancora una volta Stan Wawrinka, suo giustiziere stagionale.

Dopo questo risultato però anche il ranking lo ha premiato, dato che è diventato l’italiano più giovane di sempre riuscito ad entrare nella top 100 mondiale (attualmente è 93esimo). Ecco poi arrivare le Netx Gen Finals ad incoronamento di una stagione per lui memorabile.

Un vero campione però non si accontenta mai e così il tennista altoatesino ha stupito tutti, disputando delle partite da incorniciare davanti al pubblico milanese. Prima la vittoria in rimonta su Tiafoe, poi quella su Ymer e la sconfitta indolore contro Humbert. Successivamente ecco le semifinali, con Jannik che vince ancora in rimonta contro Kecmanovic, regalandosi una finale da sogno contro il numero 18 del mondo De Minaur.

I pronostici non davano il nostro tennista come favorito, ma se c’è una cosa che abbiamo imparato è che le previsioni spesso e volentieri vengono fatte per essere smentite. A Milano infatti, nell’ultimo atto delle Netx Gen Finals, c’è stato solo un giocatore in campo ed esso, era Sinner!

Sinner, il futuro è tutto tuo! Napoli e CR7, le situazioni si fanno incandescenti sull’asse Napoli-Torino

Una vittoria schiacciante, un 3 a 0 rifilato all’australiano, che si è arreso con il punteggio di 2-4, 1-4, 2-4. Da segnalare anche che è la prima volta che un italiano vince questa manifestazione.

Sabato è quindi nata una nuova stella, che anche Djokovic non ha avuto paura di definire tale. Secondo lui infatti, l’altoatesino sarà uno dei protagonisti del futuro, giocatore contro il quale magari dovrà vendere cara la pelle per passare il turno di uno Slam.

Le premesse ci sono tutte e non possiamo fare altro che ammirare e sostenere l’immenso talento di questo diciottenne: forza Jannik, siamo tutti con te!

P.S. Ci permettiamo di fare i complimenti anche a Matteo Berrettini, che dopo una stagione magnifica ha raggiunto le Atp Finals (terzo italiano di sempre a riuscirci), dalle quali però è già stato estromesso.

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C’era una volta il rispetto dei superiori. Quella legge non scritta per cui quando si riceveva un ordine, lo si eseguiva. Senza battere ciglio o aprire bocca, accettando la decisione qualunque essa fosse. Senza se e senza ma, la gerarchia veniva rispettata (che fosse giusta o sbagliata): niente polemiche o disubbidienze. Troppa la paura reverenziale nei confronti delle figure superiori, che potevano essere il padre in famiglia o il capo in ambito lavorativo. Il maestro a scuola e l’allenatore o presidente nello sport.

Oggi si sa, i rapporti gerarchici tra le persone sono cambiati e le forme di rispetto sono venute meno. “Mala tempora currunt” direbbero alcuni, e hanno ragione. E due episodi che si sono verificati questa settimana nel nostro calcio, dimostrano in modo esaustivo questo cambiamento. Calcio che spesso si riflette sulla realtà. Purtroppo.

Partiamo dal più recente. Nel corso della partita di domenica sera tra Juventus e Milan, l’attaccante juventino Cristiano Ronaldo è stato sostituito al minuto numero 55, lasciando il posto al suo compagno Dybala. Il portoghese invece di andare a stringere la mano al suo allenatore e sedersi in panchina per vedere il finale di partita con i suoi compagni, è andato dritto negli spogliatoi. L’inviato di Sky a bordo campo ha segnalato inoltre che CR7 nell’uscire dal manto di gioco non abbia pronunciato belle parole verso il proprio mister. Terminato il match si è scoperto che Cristiano Ronaldo aveva abbandonato lo stadio addirittura prima che finisse la partita.

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È vero che Ronaldo non è abituato a essere sostituito, per di più in modo così prematuro (solo dieci volte in carriera prima del minuto 60) e con il risultato ancora in bilico (la Juve stava pareggiando 0-0). È vero che CR7 non sta attraversando un buon momento di forma, solo 1 gol (su rigore) nelle ultime cinque partite giocate, e quindi vuole ritrovare a tutti i costi la rete e il rendimento che gli compete. Tuttavia questo atteggiamento non è rispettoso nei confronti del suo allenatore, dei suoi compagni, ma soprattutto della maglia che indossa e della sua tifoseria. Perché in uno sport di squadra l’interesse del gruppo (e di conseguenza del team) e il rispetto dei propri colori dovrebbero essere sempre posti davanti a tutto. E il portoghese ha sbagliato, facendo riemergere quell’egoismo da lui già mostrato. Chissà ora se arriverà una punizione, come in teoria dovrebbe succedere in questi casi (così non sembra). La Juve avrà il coraggio di ristabilire le gerarchie?

Sinner, il futuro è tutto tuo! Napoli e CR7, le situazioni si fanno incandescenti sull’asse Napoli-Torino

Ancor più clamoroso forse quanto successo a Napoli. I partenopei sono in crisi di risultati (4 pareggi e 1 sconfitta nelle ultime cinque), a -13 dalla Juventus e in difficoltà in Champions League. Proprio dopo la sconfitta di sabato scorso contro la Roma il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha mandato la squadra in ritiro. Ancelotti martedì ha affermato di non essere d’accordo con la società in merito alla scelta del ritiro, ma che l’allenatore e i giocatori devono rispettare il volere del club. Mercoledì sera, terminato il match contro il Salisburgo (finito 1-1), i giocatori speravano di poter tornare a casa vista la buona prestazione effettuata sul campo. Ma dopo un presunto confronto con De Laurentiis (non gradito dai calciatori), hanno capito che il ritiro era confermato.

Come hanno reagito? Ammutinamento e ritiro interrotto, tornando ognuno nelle rispettive abitazioni e addirittura contattando i propri legali, per provare la non regolarità dell’imposizione del ritiro. Il solo mister Ancelotti e il suo staff hanno ripreso la via di Castel Volturno, sede degli allenamenti. Ovviamente De Laurentiis non ha accettato il fatto che i suoi calciatori non abbiano obbedito alle sue decisioni, e sta studiando vie legali per colpire chi gli ha voltato le spalle.

Prepariamoci quindi a una vera e propria battaglia legale ed economica tra presidente e giocatori, mentre i tifosi protestano (al grido di “mercenari” e chiedendo rispetto della maglia) contro la squadra, con i risultati che continuano a essere mediocri.

Rimane incredibile il comportamento dei giocatori del Napoli, che non hanno ottemperato a degli obblighi e a delle imposizioni venute dai piani alti, dal loro “datore” di lavoro. Un fatto del quale non ricordo precedenti nel nostro calcio. Una perdita di valori e di rispetto.

“Ah come ci mancano i vecchi valori dello sport”…

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