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Si riprende a esultare, ecco le emozioni che ci hanno regalato la Formula 1 e il calcio in giro per l’Europa

Uno splendido Leclerc ha conquistato la seconda posizione al termine di un gran premio elettrizzante, mentre Liverpool e Bayern si sono laureati campioni

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Semaforo verde, si parte. È questa la classica frase pronunciata da cronisti e tifosi di tutto il mondo all’inizio di ogni Gran Premio. Sicuramente anche questa domenica sarà stata utilizzata questa citazione, dandole però un sapore diverso. La gara andata in scena rappresentava infatti la tanto attesa ripartenza, convertendosi quindi in un simbolo di rinascita non solo per team e piloti, ma anche e soprattutto per gli appassionati.

Il Gran Premio d’Austria è stato il primo disputatosi dopo l’interminabile lockdown (attuato per contenere il terribile covid-19), con la vigilia che è stata contraddistinta da mascherine, incognite e perplessità. Alla fine però, come fortunatamente spesso accade, ha vinto lo sport, con i piloti che sono riusciti a dar vita a una gara straordinaria per intensità e colpi di scena.

Ha davvero dell’incredibile quello che si è verificato a Spielberg, con solamente undici sfidanti riusciti ad arrivare al traguardo di una pazza ed elettrizzante gara. Pronti via e la Mercedes di Bottas era già al comando, con un nervoso Hamilton a inseguire per colpa di una penalizzazione che lo ha costretto a partire dalla quinta posizione.

Secondo si trovava un concreto Max Verstappen, mentre Lando Norris aveva perso la posizione proprio nei confronti del campione inglese delle frecce d’argento, subito apparso agguerrito e alla ricerca della grande rimonta. Le Ferrari stavano invece confermando le grandi difficoltà accusate in qualifica e durante le prove libere, con Leclerc e Vettel che non stavano riuscendo a impensierire gli avversari.

Formula 1, che bellezza!  Calcio estero, quante emozioni in giro per l’Europa

Dopo alcuni giri è poi arrivato il primo colpo di scena: Verstappen si è fermato, la sua monoposto non sprintava più! Duro colpo per la scuderia austriaca, che sognava di piazzare il tris (dopo le due vittorie ottenute negli anni precedenti proprio dall’olandese) su questo tracciato.

Nel frattempo sono passati i minuti e l’asfalto si è fatto rovente, con i piloti che, in accordo con i team, hanno provato a cambiare le gomme per tentare di recuperare qualche posizione. Diverse vetture hanno successivamente accusato problemi alla power unit, con la safety car che è stata costretta agli straordinari. Questo ha aiutato (e non poco) le nostre rosse, apparse davvero in grossa difficoltà per tutta la gara.

Spielberg però è stato il primo esame stagionale per tutti, fatto che non è passato inosservato: persino le Mercedes hanno infatti accusato alcuni problemi di surriscaldamento, tanto è vero che i tecnici hanno esortato durante la gara i due piloti a non premere più del necessario sull’acceleratore.

A circa una quindicina di giri dalla fine sono successe poi due cose impensabili: Hamilton ha urtato Albon, il quale stava tentando il sorpasso ai suoi danni, mandandolo fuori pista, mentre il povero Raikkonen è stato costretto al ritiro a causa dello sfilamento di uno pneumatico fissato male.

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A questo punto della gara è stata ancora protagonista la safety car, con Leclerc che ha iniziato a sperare di riuscire a recuperare qualche posizione nonostante la poca velocità nei rettilinei della sua monoposto. Una volta scese le bandiere gialle il campioncino monegasco ha ricordato a tutti noi perché la Ferrari ha deciso di puntare su di lui.

Due sorpassi da brividi gli sono valsi la terza posizione, che è poi diventata un inaspettato secondo posto a causa della penalità di cinque secondi inflitta ad Hamilton (che ricopriva appunto la seconda piazza).

Le emozioni però non erano ancora terminate, con Lando Norris che all’ultimo respiro si è regalato il primo podio in carriera grazie a un ultimo giro da paura. La classifica finale ha visto quindi Bottas primo, con Leclerc e appunto il pilota Mclaren a seguire.

Vi starete chiedendo che fine abbia fatto Sebastian Vettel: gara anonima e da dimenticare per lui. Il tedesco sempre nelle retrovie, è riuscito a portare a casa un misero punticino piazzandosi in decima posizione. Troppo poco per un pilota del suo calibro!

Da segnalare invece le prove convincenti dell’italiano Antonio Giovinazzi e di Carlos Sainz su Mclaren, quest’ultimo promesso sposo della Ferrari per la prossima stagione.

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La monoposto arancione (che è appunto la Mclaren per chi non lo sapesse) ha impressionato in positivo per competitività e tenuta, mentre le scuderie che hanno deluso sono ancora una volta la Williams e, in parte, l’Alpha Tauri (ex Toro Rosso).

Meritano un capitolo a parte le vetture del Cavallino Rampante. Le Rosse non sono riuscite a convincere, dimostrando evidenti limiti solo in parte nascosti dalla prestazione maiuscola di Charles Leclerc.

La sensazione è che uno come il monegasco potrebbe davvero giocarsi il Mondiale, ma con una monoposto con così poca spinta il rischio di vivere un altro anno all’inseguimento delle Mercedes (e forse anche delle Red Bull) è più che concreto.

La speranza è che i tecnici riescano a operare le necessarie modifiche alla vettura, augurando a Charles ogni fortuna possibile. Per quanto riguarda la Mercedes, anche quest’anno sembra che non possa esserci competizione, con Bottas e Hamilton che potrebbero giocarsi l’ambito titolo di campione del mondo “in casa”, come successe nel 2016 tra Rosberg e appunto il pilota inglese.

Prepariamoci ora, questa domenica si correrà ancora in Austria e lo spettacolo sarà assicurato!

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Calcio estero. Apriamo ora un capitolo sul calcio oltre confine. Come sapete Francia, Olanda , Scozia e Belgio hanno deciso di fermarsi, con transalpini, belgi e scozzesi che hanno scelto di assegnare il titolo alla formazione che ricopriva la prima posizione della classifica al momento della sospensione del campionato (bloccatosi a causa dell’ormai arcinoto covid-19).

Gli olandesi hanno invece deciso di non assegnare il titolo, con l’Ajax di Ten Hag che non ha quindi potuto festeggiare la sua seconda affermazione di fila (la squadra di Amsterdam era prima al momento dello stop dell’Eredivisie).

In quasi tutto il resto d’Europa però, come vi ho raccontato in questi mesi, si è deciso di ripartire, soprattutto per dare un segnale di normalità e rinascita dopo la dura battaglia combattuta nei mesi precedenti contro il nuovo coronavirus.

La nostra amata Serie A ha ancora la bellezza di sette giornate da disputare, in altre nazioni però alcuni campionati sono già terminati, mentre in altre ancora alcune formazioni hanno già la certezza aritmetica della vittoria finale.

Stiamo per esempio parlando di Bayern Monaco e Liverpool, prime trionfatrici del post covid alle quali, pochi giorni fa, si è aggiunto lo Zenit.

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Per la squadra allenata da Hans-Dieter Flick è la nona affermazione consecutiva, simbolo di un dominio incontrastato che va avanti ormai da quasi un decennio. Il Borussia Dortmund ha provato a vendere cara la pelle, ma anche quest’anno è capitolato sotto i colpi di Lewandowski e compagni.

La Bundesliga è terminata con anche altri verdetti da raccontare, come per esempio la qualificazione in Champions del Borussia Monchengladbach, ottenuta ai danni di un Leverkusen che sarà costretto a giocarsi l’Europa League.

A quest’ultima competizione si sono qualificate anche Hoffenheim e Wolsburg, mentre per quanto riguarda la zona retrocessione, anche se con qualche patema di troppo, è riuscito a salvarsi il Werder Brema.

Passiamo ora al campionato più bello del mondo, ovvero la Premier League. In realtà oltremanica i giochi erano decisi da tempo, con il Liverpool di Jurgen Klopp che aveva accumulato un rassicurante bottino di punti già prima della sospensione del campionato.

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Sembrava che il fato non volesse far celebrare la prima affermazione dopo trent’anni dei Reds, invece alla fine Salah e compagni sono riusciti a laurearsi campioni con diverse giornate di anticipo, scatenando la gioia (incosciente) dei tifosi, che si sono riversati per le strade di Liverpool.

“You’ll never walk alone” hanno cantato i supporter, coro storico della curva “rossa” che può essere considerato emblematico per questo momento storico dato che, attualmente, nessun tifoso può sostenere i propri beniamini dagli spalti di uno stadio.

In Spagna e in Italia invece il discorso scudetto è ancora aperto, anche se Real Madrid e Juventus sembrano avere il controllo della situazione. Entrambe le squadre sono padrone del proprio destino, ma c’è una differenza. I bianconeri infatti hanno vinto il tricolore per otto anni di fila, mentre i Blancos non festeggiano dalla stagione 2016-2017.

Vedremo che verdetti ci riserverà il campo, godendoci nel frattempo lo spettacolo del calcio, con ogni partita che dopo il lockdown sembra essere sempre la più bella e la più spettacolare. Voi che ne pensate? Chi alzerà lo scudetto in Italia e Spagna? Vi lascio lo spazio per i commenti.

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