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Si infiammano la lotte salvezza e Champions League in Serie A; sport in tv, a quale prezzo? foto

Sette partite mancanti ed un destino tutto da scoprire per molte squadre del nostro campionato, tutto questo per la gioia delle Pay Tv che, oggi più che mai, monopolizzano il mercato dei diritti televisivi

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Si infiammano la lotte salvezza e Champions League in Serie A; sport, quante piattaforme per vederti

Grande spettacolo. 630 minuti di pura passione e la stagione 2018/2019 emetterà i suoi verdetti. Passione, grinta, carattere e determinazione, questo chiederanno gli allenatori ai propri giocatori che, adesso, non potranno più sbagliare. Sette match per stupire, per dare un senso ad una stagione travagliata o per compiere un’impresa che, all’inizio, sembrava impossibile.

Stiamo parlando degli elettrizzanti scontri per la salvezza e di quelli per la Champions League che, ogni weekend, regalano ai tifosi incredibili colpi di scena. Il Torino e l’Atalanta in lotta per l’Europa dei grandi, il Milan e la Roma in estrema difficoltà e la Lazio che continua a non approfittarne, questa è la prospettiva che ci regala la nostra classifica a così poco dalla fine della stagione.

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Per favore però, smettiamola di pensare solo alla parte sinistra della graduatoria, ampliamo i nostri orizzonti e spostiamo lo sguardo in basso a destra. Lo vedete anche voi? C’è il Chievo che, undici anni dopo l’ultima volta, potrebbe tornare a calcare i campi della Serie B. I Clivensi, che forse inaspettatamente occupano l’ultima piazza, sembrano aver smesso di credere nel miracolo e, la prossima giornata, la formazione di Verona potrebbe essere la prima a salutare la massima serie.

Dello stesso avviso non vuole essere invece il Frosinone che, dopo la clamorosa vittoria a Firenze, crede in una salvezza che sarebbe incredibile. I punti di distacco dal Bologna (sette) non sono pochi, ma come ci insegnò il Crotone due anni fa nulla è impossibile, per questo i Ciociari non dovranno smettere di crederci (fino a quando la matematica glielo consentirà).

Successivamente sei squadre in sei punti, segnale che, l’ormai antica quota salvezza (40 punti che probabilmente verranno superati), è solo un lontano ricordo. Tutte queste compagini dovranno dare il massimo da qui alla fine, per cercare di tirarsi fuori dall’appassionante lotta per evitare il purgatorio di un’annata in Serie B.

Se Parma e Genoa possono stare più tranquille in virtù delle sei lunghezze in più rispetto all’Empoli diciottesimo, lo stesso non possono fare Udinese e Spal che, con soli quattro punti di vantaggio, rischiano di dover soffrire fino alla fine. Il Bologna ed i toscani, infatti, cercheranno di mettere in campo il massimo sforzo dando vita, per la gioia dei tifosi, ad una finalmente intrigante lotta per non retrocedere.

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Dato che non farlo è difficile, lanciamo adesso nuovamente uno sguardo sulla parte sinistra della classifica, che vanta cinque squadre in tre punti. Pensate di aver letto male? Vi assicuro che non dovrete recarvi dall’ottico, la “colpa” di tutto questo è di Torino, Lazio, Roma, Atalanta e Milan, con quest’ultima formazione che, dall’ottavo posto, dista solamente tre lunghezze.

Le squadre cuscinetto viste nelle passate stagioni sono ormai solamente un ricordo, tutte quest’anno lottano per qualcosa e, da qui alla fine, daranno vita ad uno degli sprint più appassionanti degli ultimi anni.

La situazione però non è rosea come si possa credere. Il distacco tra la capolista Juventus e l’inseguitrice Napoli infatti, è di venti punti. Osservando questo dato e pensando che i bianconeri potrebbero vincere il campionato anche facendo un solo punto nella prossima giornata a Ferrara contro la Spal (sarebbe un record di precocità per il nostro campionato vincere a sei giornate dalla fine), possiamo dedurre due cose.

La prima è che esiste una notevole differenza tra la Vecchia Signora e le altre 19 squadre, fattore che rende poco accattivante la lotta scudetto. Sarà importante arrivare in Champions, ma davvero nessuno è stufo che la Juventus continui a vincere? La seconda è che, probabilmente, il livello di competitività del nostro campionato si sta comunque alzando, come ci fanno notare le sopra citate lotte Champions e salvezza.

Nella speranza di poter raccontare un’avvincente corsa per la testa della classifica già dalla prossima stagione, le premesse per divertirci in questo finale di stagione non mancano: chi rimarrà nella massima serie e chi conquisterà l’Europa dei grandi? Armatevi di birra e telecomando (o di biglietto per andare allo stadio) perché lo spettacolo della Serie A, non ha ancora terminato di appassionare.

P.S. Sono aperte le iscrizioni ad “anti-Juve” 2019/2020, si cerca una formazione credibile, no perditempo.

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Come vedere lo sport in televisione? Nella nostra rubrica delle “chiacchiere sportive” della scorsa settimana abbiamo parlato della domenica perfetta per un amante dello sport: divano e TV per godersi al meglio lo spettacolo degli eventi sportivi preferiti. La domanda che ora sorge spontanea è: dove e come si può accedere allo sport nel panorama televisivo italiano?

Purtroppo attualmente la stragrande maggioranza degli eventi sportivi è visibile solo a pagamento. Questione economica che non riguarda solo le Pay Tv, quindi Sky, Eurosport o Dazn nell’ultimo anno, ma anche “mamma” Rai che a causa del famoso Canone viene annoverata tra i canali televisivi a pagamento.

Una buona parte dello sport di rilievo viene trasmesso da Sky, che al suo interno comprende anche la piattaforma televisiva di Eurosport. Insieme coprono tante discipline e molti eventi del panorama sportivo internazionale: la migliore offerta, a mio parere, per i malati sportivi come me. Tante altre discipline vengono trasmesse dai canali della Rai, in primis ciclismo, sport invernali e atletica. Quest’anno la novità è rappresentata da Dazn, un servizio di video streaming online. Un nuovo modo per vedere lo sport che ha suscitato più polemiche che complimenti, ottenendo i diritti di alcune competizioni calcistiche e di altre discipline.

Canali che trasmettono una piccola fetta di sport, però gratuiti e visibili in tutte le televisioni sul digitale terrestre, risultano essere: i canali di Mediaset, SportItalia, DMAX, TV8, SuperTennis e saltuariamente La7.

La polemica risulta essere essenzialmente questa: in Italia per vedere lo sport in televisione si deve pagare. Di conseguenza ci si deve abbonare ed andare oltre il semplice digitale terrestre che ospita tutti i canali gratuiti e la televisione nazionale a pagamento: la Rai.

Lo sport viene trasmesso dagli albori della nascita della TV tra anni cinquanta e sessanta. La crescita del mezzo televisivo e del numero di apparecchi nelle case degli italiani, insieme all’aumento d’importanza che le diverse competizioni sportive hanno acquisito nel tempo, in particolare negli ultimi anni, hanno creato un grande business in questo settore. Gli eventi sportivi hanno così conquistato un posto principale nel panorama televisivo odierno: un costante aumento di canali dedicati, approfondimenti e notiziari un po’ in tutti le reti. Lo share che lo sport conquista è in continua ascesa: per questo le televisioni fanno a gara per accaparrarsi i diritti per trasmettere le Olimpiadi piuttosto che la Champions League, i Mondiali di calcio o la Formula Uno.

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La lotta per i diritti televisivi non fa che accrescere il prezzo che le piattaforme televisive devono sborsare per accaparrarsi la possibilità di trasmettere gli eventi sportivi. Questo poiché chi manda in onda i diversi sport ottiene grandi entrate a livello economico, derivanti in primis dagli introiti pubblicitari e commerciali. Tutto ciò innesca un sistema poco trasparente in cui probabilmente molte aziende intervengono nell’ombra per lucrare sul grande interesse economico che ruota attorno alla questione dei diritti televisivi. La conseguenza negativa si riversa sui fruitori, ovvero il pubblico, costretto a pagare parecchio per godere dei canali che trasmettono in diretta le partite, i match e le gare più importanti del panorama sportivo.

Tanti rinunciano a seguire il proprio sport preferito poiché non vogliono spendere o non possono permettersi di versare le somme richieste da Canoni e abbonamenti vari. Nonostante le Pay Tv offrano un panorama sportivo molto ampio ed un servizio eccellente, le cifre per poterne usufruire sono alte. La Rai sulla Tv pubblica trasmette diversi appuntamenti sportivi, ma il Canone da pagare è oneroso. Inoltre sono tanti coloro che si lamentano di essere costretti a versare soldi ad un’emittente di cui non guardano i canali.

Il sistema televisivo sulla trasmissione dello sport attualmente è questo in Italia. Spendere denaro per vedere. Forse la soluzione futura potrebbe essere quella di una televisione sempre più personalizzata, in cui si pagherà solamente quello che si guarderà, scegliendo personalmente di cosa usufruire senza sborsare cifre elevate per un’offerta televisiva sì ampia, ma spesso sfruttata solo in piccola parte dal pubblico.

Voi siete contrari o favorevoli alle Pay Tv ed ai pagamenti per usufruire degli eventi sportivi? Come la pensate a riguardo?

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