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Non un buon momento per visitare gli Stati Uniti, il “re dei meme” Kim Jong-un compie 35 anni

Il Governo USA è stato costretto a chiudere numerose attrazioni turistiche, e non sembra che possano essere riaperte in tempi brevi

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– STATI UNITI
Se stavate pensando di fare un viaggio negli Stati Uniti, non è forse il momento migliore. Dal 22 dicembre 2018, infatti, il Congresso statunitense non riesce ad approvare la legge di bilancio (o budget federale), causando il famigerato shutdown: il blocco di tutte quelle attività federali “non indispensabili” ed il non-pagamento dei relativi dipendenti. Si va dalla chiusura dei più importanti musei e parchi nazionali (come i celeberrimi Yosemite e Yellowston National Park), al probabile congestionamento del traffico aeroportuale anche in scali come il JFK di New York. Il blocco del Congresso sul budget federale è dovuto da un lato alla volontà del Presidente Trump di inserire nel bilancio i 5,5 miliardi di dollari necessari ad avviare la costruzione del muro al confine con il Messico (la sua più importante promessa elettorale), e dall’altro all’indisponibilità dei democratici di accettare un simile stanziamento di fondi e che non votano quindi la legge. Niente paura comunque, anche se lo shutdown non sembra in grado di risolversi in tempi brevi, la Statua della Libertà ed Ellis Island rimarranno aperte grazie alle risorse dello stato di New York.

– BREXIT
Non è forse nemmeno il momento più adatto per fare un viaggio in Gran Bretagna, e c’entra la Brexit. Nei prossimi giorni il Parlamento inglese dovrà votare l’accordo raggiunto tra la premier, Theresa May, e l’Unione Europea, ed è molto probabile che tale accordo venga bocciato con conseguenti manifestazioni nella Capitale. Inoltre la non approvazione causerebbe lo scenario di no-deal Brexit nel quale sostanzialmente la Gran Bretagna abbandonerebbe l’Unione il 29 marzo senza aver deciso quali nuove regole applicare. Il probabile risultato? Flussi commerciali bloccati tra il Regno ed il continente e colossali ingorghi stradali. È proprio per testare la capacità delle infrastrutture stradali in una simile situazione che il Governo ha voluto simulare un ingorgo con 89 camion sulla rete stradale nei pressi del porto di Dover (snodo logistico fondamentale). Il risultato però è stato abbastanza imbarazzante con enormi polemiche e critiche per il Governo, e nessuna concretezza della simulazione: 89 mezzi sono “una goccia nell’oceano” rispetto ai 16.000 mezzi pesanti giornalieri che si stima transiteranno da quelle parti in caso di un “no-deal”.

– NORD COREA
Dall’altro lato del mondo, nella enigmatica e misteriosa Corea del Nord, il dittatore Kim Jong-un ha festeggiato il suo 35esimo compleanno. Dalle nostre parti è noto soprattutto per essere diventato uno dei “meme” per eccellenza più amati dal web, ma in realtà nel mondo il dittatore, divenuto “leader supremo” del Paese nel 2011 a soli 27 anni, è conosciuto per aver accelerato fortemente il programma nucleare nord-coreano Oggi, si stima che il Regime nord-coreano disponga dalle 15 alle 20 testate nucleari in grado potenzialmente di colpire gli Stati Uniti (un po’ meno simpatico come meme eh?).

– PLASTICA
È stata pubblicata la prima analisi su scala globale relativa alla produzione di massa delle materie plastiche. Da quando la plastica è stata inventata ad oggi, l’umanità ne ha prodotti 8,3 miliardi di tonnellate, 6,3 miliardi dei quali sono diventati rifiuti, riciclati solo per il 9%. La plastica impiega 400 anni a degradarsi, e la maggior parte di quella che oggi produciamo è per prodotti monouso, destinata quindi a divenire rifiuto nel suo stesso anno di produzione. A questi ritmi nel 2050 negli oceani vi sarà più plastica che pesce. La possibile soluzione? La riduzione della produzione di materiali plastici “nuovi” attraverso la sistematizzazione del riciclo di quelli “usati”, e la bonifica dei siti inquinati (comprese le isole di plastica oceaniche). Ognuno nel proprio piccolo può fare la propria importante parte riciclando correttamente la plastica e gli altri materiali per uso domestico quotidianamente utilizzati. La Liguria ha raggiunto circa il 50% (2018) di raccolta differenziata, e rivolgendosi ai vari comuni liguri si possono facilmente reperire le istruzioni per riciclare correttamente i propri rifiuti.

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