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Servizio Volontario Europeo, le storie dei savonesi che l’hanno vissuto

C'è chi ha vissuto sei mesi a Londra, chi nove mesi in Polonia e chi un anno in Germania

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Savona. Nonostante la scarsa informazione riguardo al Servizio Volontario Europeo offerto ai giovani in Liguria, qualche savonese è già stato partecipe di questa avventura. Alcuni di loro ci hanno raccontato la loro esperienza.

Giulia Benzo, terminato il corso di laurea triennale durante il quale aveva già preso parte ad un progetto Erasmus, è partita per una nuova esperienza all’estero. Il suo SVE a Londra è iniziato a settembre 2016. Ad ospitarla per sei mesi è stata l’associazione Equi-Vision Services che agisce in ambiti socio-educativi molto vari: dall’aiuto a donne rifugiate e senzatetto a quello negli asili infantili. Da Savona, adattarsi alla vita frenetica di una grande città non è stato semplice, ma ne è valsa la pena. La multiculturalità della capitale inglese è riuscita ad affascinare Giulia che, tornata in Italia, ha deciso di proseguire i suoi studi in Scienze Internazionali a Milano.

I Volontari Europei Savonesi

Anita Franzè è partita a settembre 2015 per Białystok, in Polonia. Il suo progetto è durato nove mesi. Ha collaborato in un centro di accoglienza per rifugiati politici e richiedenti asilo provenienti soprattutto dalla Cecenia e dall’Ucraina. Insieme a lei c’erano anche altri volontari italiani, francesi, spagnoli e tedeschi. Si sono anche occupati di sensibilizzare la popolazione locale su temi internazionali rendendo note le opportunità offerte da Erasmus Plus ai giovani.

I Volontari Europei Savonesi

Infine c’è la mia esperienza, quella che mi ha spinto a scrivere questa serie di articoli. Finito il liceo nel 2015, indecisa su come proseguire gli studi, sono partita per Aurich, in Germania. Sono stata ospitata per undici mesi dall’associazione Europahaus insieme ad altri volontari provenienti da Lettonia e Finlandia. Non conscendo per niente il tedesco, inizialmente la barriera linguistica è stata un problema, ma piano piano sono riuscita finalmente ad imparare! Ho insegnato l’italiano in una scuola locale e mi sono occupata dell’organizzazione di scambi culturali con gruppi provenienti da tutta Europa. Tornata in Italia ho iniziato l’università, ma il mio anno all’estero mi ha insegnato cose che non avrei potuto imparare sui libri.

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