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Serie “Titans”: troppi eroi (spesso inutili)

Una serie che merita di essere vista per la prima stagione e basta

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Nuova serie DC e nuova delusione: Titans vede nuovamente un gruppo di eroi che si trova a combattere grandi mali supremi. La prima stagione è accettabile, in quanto la squadra esisteva e deve ricostruirsi, o meglio deve ricrearsi come un mix di vecchi e nuovi Titans. I vecchi non si sa perché si sono sciolti, ma i nuovi sono solo dei giovani immersi nei guai che vanno salvati, uniti, vanno guidati e resi degli eroi.

Robin di Batman guida una guerra contro l’oscurità, unendo un team di poteri magici e grandi giustizieri alla Arrow. La bellezza della prima stagione è Rachel, la ragazza dal mistico potere oscuro che è cercata da una specie di essere divino che vuole usarla. Un Robin senza poteri la sostiene tutto il tempo, fino a farle trovare la forza di vincere la battaglia senza concreti aiuti ma solo credendo in sé stessa. Una storia di crescita morale, insomma.

Se fosse durata una sola stagione, sarebbe stato anche un bel prodotto; ma tutto si rovina con la seconda stagione, che obbliga ogni mente logica ad abbandonare la serie per sempre. Ora vediamo perchè. Deathstroke e l’azienda di Luthor sono i nuovi grandi rivali. Alla squadra si uniscono i figli di Slade, un Superman junior, alieni e una troppo lunga storia sul passato dei Titans, di come si siano sciolti.

Slade si muove per vendetta a causa del figlio morto per colpa di Robin, Luthor per conquistare la terra e i Titans… sono una noia. Slade ha ucciso uno di loro – vendicarsi era giusto – ma la morte del figlio di Slade li fa desiderare dall’ucciderlo in quanto erano a lui legati. Si riuniscono ma tra loro ci sono solo menzogne, non affrontano mai davvero il nemico, sono tutti divisi e costantemente c’è un tira e molla della squadra. La storia si muove tra flashback, piani assurdi, prigioni federali, faide aliene, per giungere a questo nuovo Superman baby che non è funzionale alla trama. Per non parlare del finale, dove una dei Titans muore quando non ha senso che muoia: hanno un Superman e a fermare il traliccio elettrico in caduta va la baby Wonderwoman, senza alcun perché logico.

Una serie DC senza eguali, dove una squadra di baby super eroi lotta contro minacce esagerate e dove per la maggior parte gli eroi non servono se non per creare problemi, dialoghi morali e drammi di poco spessore. Una serie, insomma, che merita di essere vista per la prima stagione e da concludersi dopo il primo episodio della stagione successiva.

La terza deve ancora uscire, ma dopo la seconda, nulla potrebbe farla risplendere.

Per concludere, va citata la stupidità della serie: Rachel è forse la creatura magica più potente al mondo e se imparasse a padroneggiare i suoi poteri ogni nemico della Terra sarebbe già morto. Perché non farla diventare l’arma che può essere? Per tutto il tempo la si vuol proteggere, quando la prima stagione ha dimostrato che senza di lei tutto è già perduto. Basterebbe allenarla e far combattere lei, lei da sola.

Ecco l’errore della serie: mille personaggi quando ne basta una per vincere ogni battaglia.

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