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Scottosopra, il giovane cantautore savonese che si ispira a Calcutta, Guccini e De Andrè foto

Intervista ad Andrea Scotto: mischia il pop e l'indie, collabora con Zibba e Edoardo Nocco e il 1 marzo ha debuttato con “Pedalò”

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Abbiamo intervistato il giovane artista Andrea Scotto, in atte “Scottosopra”, in occasione dell’uscita del suo primo singolo “Pedalò”, il 1 marzo, in collaborazione con Zibba e Edoardo Nocco, e disponibile ora su tutti gli stores digitali.

Ciao Andrea, parlaci un pò di te e di come ti sia nata la passione per la musica.

“Da sempre ascolto musica e qualsiasi tipo di genere. Mi sono però avvicinato al mondo della musica verso la fine delle medie, quando ho iniziato a fare produzioni musicali da solo. Inizialmente facevo musica elettronica, poi da quando è esploso il rap in Italia ho iniziato a fare delle strumentali per dei miei amici che rappavano. Successivamente la cosa è diventata seria quando ho deciso di scrivere qualcosa di mio, e grazie ad Edoardo Nocco dei Cantiere 164 ho iniziato a registrare qualche pezzo. Da lì è nato questo progetto che però non è stato semplice indirizzare inizialmente, perchè non riuscivo a trovare la mia identità artistica e il mood che adesso sto seguendo che è il genere indie-pop”.

Come mai hai deciso di chiamarti “Scottosopra”?

“Trovare un nome per me è sempre stato difficile perchè ho intrapreso diversi progetti musicali trovandomi sempre un nuovo nickname, che poi però ho abbandonato. Scottosopra è nato praticamente dal nulla, avevo messo una foto su Instagram in cui ero al contrario e allora ho approfittato del gioco di parole sottosopra-Scottosopra. Da lì è nato tutto, il nome è poi piaciuto anche a Zibba ed Edoardo Nocco che sono i miei producer, i quali mi hanno consigliato di mantenerlo”.

Conosciamo Scottosopra: un giovane cantautore savonese

A chi ti ispiri? E che generi di musica ascolti?

“Sinceramente non saprei darti una risposta precisa riguardo a chi mi ispiri per i miei pezzi. Le mie canzoni derivano da una serie di ascolti che ho fatto da quando sono piccolo fino ad adesso. Il mood delle mie canzoni è introspettivo, riprende quello che va adesso, soprattutto per la scena indie-pop come per esempio Calcutta, Carl Brave. Sono anche molto legato al cantautorato, principalmente Guccini e Fabrizio De Andrè che per me sono due capisaldi, due ascolti fondamentali a cui mi ispiro. Per quanto riguarda invece la produzione, mischio dal pop all’indie, è un mix degli ascolti che ho sempre fatto, non c’è una persona singola a cui mi ispiro, ascolto di tutto e di più”.

Hai sentito l’esigenza di scrivere canzoni perchè avevi qualcosa di tuo da comunicare, o semplicemente per diletto?

“Ho deciso di scrivere pezzi perchè avevo la necessità di trasmettere il mio punto di vista sul modo di vedere determinate cose che rappresentano quello che sono e quello che vivo, non mi sono mai messo nell’ottica di scrivere cose che non mi rappresentassero. Un errore che secondo me tanta gente fa è che cerca di seguire la scia di determinati generi, ad esempio questi ego-trip che caratterizzano la musica trap che però non li rappresentano. L’indie-pop è un genere che ti permette con semplicità di descrivere anche una giornata che hai passato con gli amici, una sensazione. Basta sentire il mio singolo primo, “Pedalò”, rappresenta quello che faccio nella vita quotidiana ritmato dalla musica. C’è sempre un tema principale in cui metto dentro anche dei flussi di coscienza, tanti pensieri che rappresentano tutte le mie esperienze di vita quotidiana. È una canzone molto personale e la gente poi ci si rispecchia, la interpreta a modo suo e la fa sua, questo è l’intento”.

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Dove possiamo ascoltare il tuo singolo “Pedalò”? E di cosa parla?

“Il pezzo è ascoltabile su iTunes, Google Play, Amazon Music, Spotify, Tidal, Deezer. “Pedalò” parla della zona in cui cui vivo Savona/Albisola e tratta la tematica del sentirsi soli in determinate situazioni: è un momento che tutti attraversiamo, e ho deciso di descriverlo in questa maniera facendo riferimento ai luoghi vicini a me. E’ scritto come una sorta di flusso di coscienza, dico una serie di pensieri sui quali avevo riflettuto”.

Hai fatto tutto da solo o hai collaborato con qualcuno?

“Ho iniziato questo progetto con Edoardo Nocco dei Cantiere 164, tutto è nato per scherzo poi nel giro di quattro mesi abbiamo preparato nove canzoni. Tramite un giro di parole poi siamo arrivati a Zibba, autore affermato che ha partecipato anche quest’anno a Sanremo come autore per Patty Pravo e Briga e collabora con artisti della scena indie-pop. Siamo arrivati ad accordarci per lavorare insieme e da qui è uscito “Pedalò”. A breve poi usciranno altri lavori fatti insieme a loro due che sono i miei producer”.

Link per sentire la canzone: iTunes – Google Play – Amazon Music – Spotify – Tidal – Deezer

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