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Recensione di Uomini e donne

Il programma è giunto alla 23a edizione

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Un programma televisivo ideato e condotto da Maria De Filippi, in onda su Canale 5 dal 16 settembre 1996. Fino al 2001 è stato una versione “adulta” del precedente talk show Amici. In seguito, è diventato un dating show che ha aperto le porte al mondo omosessuale nel 2016/2017.

Attualmente si è giunti alla ventitreesima edizione. Ogni puntata dura 64 minuti circa, senza contare la notevole presenza, necessaria, di pubblicità.

Il programma, dopo aver testato molteplici versioni, si è mantenuto su due format, in pratica due programmi totalmente opposti ma aventi simili nomi.

Si parla di Trono giovane e trono over.

Principale differenza è l’età: nel secondo format, bisogna avere almeno 40 anni.

Il programma, in ambo i casi, punta a creare delle coppie. La conoscenza avviene in studio, sotto l’occhio delle telecamere.

Il trono giovani funziona come una serie tv. Ogni cosa che avviene viene vista dalle telecamere, registrata e mostrata, sia che si svolga in studio sia che avvenga in esterna. Per motivi di tempo, non tutto può essere mostrato, ma ciò non toglie che nulla può sfuggire all’occhio della produzione.

Ci sono dei tronisti, uomini e donne, che stanno seduti su delle poltrone a forma di trono; un’idea molto particolare, una metafora di un re o un principe che riceve diverse proposte di matrimonio.

Costoro ricevono tot corteggiatori, uomini o donne, e scelgono quali, di coloro che sono voluti restare, tenere e quindi conoscere. Gli altri vengono esclusi o per scelta loro o per decisione del tronista.

Su questo punto si nota un fatto singolare. Nessun corteggiatore dice mai di non voler restare. Nonostante non si sappia chi siede sul trono, nessuno dei partecipanti afferma di volersene andare. Per la legge dei grandi numeri, su circa venti persone, che tutti vogliano conoscere chi sul trono si siede è praticamente impossibile, o forse sarebbe meglio dire che è un’utopia. Un’utopia che però ogni singola volta si realizza.

Il trono over invece, funziona in maniera praticamente opposta. Nessun trono, due parter distinti di uomini e donne. I partecipanti si vedono in studio e lì lasciano il numero di telefono a colui/colei che vogliono conoscere. Se lo scambio di numeri avviene, grazie alla redazione, inizia il corteggiamento.

Qui il grande problema di struttura. La relazione, la conoscenza, il corteggiamento, il tempo passato insieme, ogni cosa è avvolta nel mistero. Eccetto il tempo passato in studio ed i racconti dei due, ogni cosa avviene fuori dall’occhio delle telecamere. In pratica si segue una serie tv che salta dall’episodio 3 al 5 definendo quest’ultimo come 4. Molti tasselli di puzzle vengono solo raccontati in studio, perciò restano parole senza prove e testimonianze. Come si può seguire un programma dove la maggior parte degli eventi non viene reso noto con precisione? È utopia pensare che ogni singolo racconto sia la pura e totale verità, qualcosa si può sempre omettere, così come qualcosa si può dimenticare.

Il trono over non è un programma, è praticamente uno speed date in tv, dove due si conoscono, escono e poi raccontano la loro storia ad una telecamera.

Il trono giovane invece è molto più strutturato. Si tratta di un vero programma. O meglio, così dovrebbe essere. Peccato che la verità sia diversa.

Il programma si rivela essere, quasi sempre, una litigata, con dei concetti che non si capiscono, delle frasi senza logica. Ci si arrabbia ma non si spiega precisamente il perché. E se si spiega, allora gli opinionisti dicono la loro, Maria dice la sua, Tina ci mette della commedia ma alla fine non si arriva a risolvere nulla, anzi semmai l’opposto.

Nelle esterne talvolta si ritrovano dei momenti di intimità, del romanticismo, ma in studio quasi mai.

Ma la critica più grande va proprio a colpire le litigate. Nello spirito del programma, cose come la gelosia andrebbero a morire, perché se viene permesso ad un tronista di corteggiare più di un pretendente alla volta, allora gli altri dovrebbero accettare che la loro avversaria ottenga attenzioni, baci, carezze. Eppure, in questo programma succede l’opposto, una riceve un bacio e le altre si arrabbiano, uno riceve più attenzioni e gli altri si offendono. Non solo il programma punta a distruggere sentimenti troppo forti per essere abbattuti, ma fallisce miseramente, anzi istiga la gelosia mostrando le esterne più romantiche.

Diverse critiche son state volte al programma ed è sorprendente cosa affermano. Viene detto che nulla di ciò che fanno vedere è vero, al contrario tutto sarebbe, secondo questi critici, premeditato, studiato, scritto a tavolino. Il programma viene accusato di fingere mille storie, di creare sceneggiature e personaggi da far interpretare ad attori. Non è interessante questo attacco in sé, ci sono sempre attacchi ai programmi ed haters, ma risulta interessante notare come le basi della critica non siano di certo false.

Reazioni innaturali, concetti strani, conversazioni poco realistiche, come se, per l’appunto, non provenissero dalla loro mente bensì da un copione.

Inoltre, c’è da notare la presenza. Sono sempre presenti, anche se ammettono di non essere interessati. Dicono no ma sono lì, la regia li invita e loro vengono a perdere tempo. Perché?

Ovvio, per farsi notare.

Programma per creare coppie? Non sembra proprio.

Da ciò che si vede, l’intento delle persone, tronisti e corteggiatori, non è trovare l’amore della loro vita. Il loro obiettivo sembra quello di avere popolarità, seguaci sui social, visibilità, farsi notare per non andarsene dalla tv, per entrare in altri programmi e continuare ad essere famosi.

Un programma del genere come può vivere, se i suoi contendenti puntano ad obiettivi diversi? Uomini e donne sembra un trampolino verso la presenza in tv, ci si va solo per diventare qualcuno, altro che amore e cuore, quello appare l’obiettivo nemmeno secondario.

Maria e Tina fanno un notevole lavoro, la prima per la professionalità e la seconda per la comicità che in ogni episodio inserisce. Gli altri opinionisti non sono nemmeno degni di critica, sono persone normali che esprimono e loro opinioni, senza qualifiche di alcun tipo. Persone qualsiasi, corretti nell’esprimersi, che dicono la loro; in pratica il lavoro dei sogni, che per essere sinceri chiunque potrebbe fare senza un minimo di fatica.

Per concludere, tanto pubblico, struttura buona e obiettivo corretto, ma una riuscita pessima. Il successo? Dovuto ad un pubblico fidelizzato, che ormai non vuole perdere l’abitudine.

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