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Recensione cinematografica: la telenovela “Violetta”

La prima stagione aveva potenziale, ma scelte discutibili nella seconda e nella terza hanno reso la serie una collezione di errori

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Violetta è una telenovela argentina, ideata da Solange Keoleyan e Sebastián Parrotta, trasmessa da Disney Channel Argentina dal 2012 al 2015. Negli stessi anni viene trasmessa in Italia su Disney Channel. Si compone di 3 stagioni aventi 80 episodi ciascuna. Ogni episodio ha una durata di circa 45 minuti.

Diventata presto un riferimento per il mondo adolescenziale, sono nati molti progetti, tra cui il film “Tini” del 2015, ed hanno ottenuto un grande successo.

Alla base della telenovela, ovviamente, c’è la comicità, il lieto fine ed il concetto del sogno da perseguire ad ogni costo, i classici concetti della Disney.

La trama racconta la vita di Violetta, sedicenne di Buenos Aires. Vive col padre German, vedovo e ricco imprenditore, la sua nuova fidanzata Jade, la sua istitutrice ed alcuni domestici.

Casualmente la protagonista scopre lo Studio 21, scuola di canto e musica, non otterrà il permesso di andarci e vi si iscriverà di nascosto.

Così la storia si divide in due: da una parte la vita degli adulti, dall’altra quella dei giovani.

Alla base della trama c’è il segreto sulla madre di Violetta, Maria, una cantante morta in un tour. Il padre non vuole che la figlia studi musica perché non vuole che le succeda lo stesso incidente della madre. Non parla della defunta moglie, né carriera né morte, ha persino rotto i rapporti con la famiglia di lei. Il suo atteggiamento, illogico, dettato dal dolore di un lutto, si può comunque comprendere e giustificare.

Nella trama degli adulti, mentre la zia di Violetta, Angela, si finge una istitutrice per poterle stare vicino, il fratello di Jade, Matías, tenta di velocizzare le nozze tra la sorella e German per poter ottenere i soldi di quest’ultimo e salvarsi dalla crisi economica in cui si trova. Una crisi di cui la sorella rimane all’oscuro per buona parte della storia.

Tra gli adolescenti invece, Violetta inizia un triangolo amoroso con Leon e Thomas, trova tre amici sinceri ed una antagonista, Ludmilla, assistita da un’aiutante. Tanti professori, tra cui Angela, e solo uno severo, Gregorio.

La trama racconta il sogno di Violetta, diventare una cantante, e di come questa lo persegua contro ogni avversità, tra mille sfide e problemi. Un insegnamento molto bello: “Combatti per realizzare i tuoi sogni”.

L’intento della telenovela è notevole, l’intreccio ben composto, l’idea di base interessante. Peccato che il risultato sia deludente.

Alcuni personaggi, che dovrebbero essere comici, sono stupidi fino all’inverosimile, tanto che fanno arrabbiare più che ridere.

Otto sono gli antagonisti che vengono presentati all’inizio, ma alla fine solo due si dimostrano essere cattivi degni di nota, Ludmilla e Matías, gli unici a creare piani malvagi per il loro personale tornaconto. Gregorio non sarebbe da meno, ma è semplicemente un professore severo, quindi non va nemmeno contato come vero antagonista.

Tanti sono i personaggi secondari nella trama ed ognuno di loro ha una storia, delle vicissitudini, dei problemi. Tutti fattori irrilevanti, inseriti solo per avere una durata maggiore di episodio ed un partner per tutti alla fine.

Il triangolo amoroso principale, in cui vengono dati in totale due baci, si conclude con Violetta che non sceglie nessuno dei due. Una svolta notevole ed inaspettata. Peccato solo che Thomas sparisca in seguito alla fine della prima stagione, come se mai fosse esistito. Un protagonista che viene eliminato è un grave errore, a meno che non venga sostituito da un nuovo personaggio all’altezza del compito.

La seconda stagione risulta essere peggiore della prima, in quanto si regge interamente su due personaggi nuovi, Diego tra i giovani ed Esmeralda tra gli adulti. Entrambi sono due antagonisti, alleati l’uno con Ludmilla e l’altra con Matías, intenzionati a far soffrire Violetta e rubare tutti i soldi di German. Due personaggi di spicco, ben costruiti, interessanti ed affascinanti. Ma nessuna serie che si rispetti può affidare la sua intera esistenza a due personaggi, per di più nuovi. Un terzo antagonista si presenta e risulta molto interessante; peccato che, ad un tratto, sparisca dalla storia come per magia. Così restano due nuovi interpreti, appena arrivati, che devono reggere sulle loro spalle ben ottanta episodi, diventando di fatto i protagonisti malvagi della telenovela. Ogni altro personaggi perde valore ed interesse.

Nella terza stagione c’è il lieto fine, tutti hanno trovato l’amore vero e tutti sono felici. Ma per arrivarci passano settantanove episodi, in cui entrano nuovi personaggi che però, contrariamente alla seconda stagione, non sono interessanti; uno per tutti, il classico ricco che si finge povero. Tutte le love story si rompono per poi risaldarsi e vengono fuori tanti drammi solo per concludere ogni questione. Praticamente una stagione di stop, noiosa come la seconda, ma senza l’unica nota positiva di quest’ultima, i nuovi interpreti di spessore.

Intento positivo, buona partenza ed un lento costante degrado. Il mondo adolescenziale è rimasto folgorato da questa storia di sogni da raggiungere, amori eterni e lieto fine per chiunque, ma analizzando la trama con occhio critico, gli errori sono troppi per poter essere contati.

Nella prima stagione si percepisce un degrado che inizia, nella seconda due personaggi lottano strenuamente per supportare la storia, nella terza non c’è più nulla, nessuna trama e nessuno che lotta, solo un bisogno di chiudere in bellezza associato ad una totale assenza di idee.

Per farla breve, il potenziale c’era, andava soltanto sfruttato, e non soltanto meglio ma proprio utilizzato, dato che nemmeno le premesse positive di intreccio vengono rispettate.

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