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Recensione cinematografica: la saga di Twilight

La trama racconta principalmente l’amore tra il vampiro Edward Cullen e l’adolescente umana Bella Swan

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Avente diversi sceneggiatori e registi, la saga cinematografica Twilight, ispirandosi al ciclo di romanzi omonimi di Stephenie Meyer, si compone di cinque film, ognuno dei quali dura all’incirca due ore.

Twilight è una storia fantasy/action e romantica di vampiri e licantropi, costruita per affascinare il mondo adolescenziale, in particolar modo femminile.

La trama racconta principalmente l’amore tra il vampiro Edward Cullen e l’adolescente umana Bella Swan. Una love story che si trasforma in un triangolo amoroso nel secondo film e che resta tale fino al termine del quarto film.

La saga, come detto prima, unisce tre generi, ma commette degli errori in tutti e tre.

Il romanticismo in primo luogo. L’amore tra i protagonisti è forte, sentito, platonico fino al quarto film, capace di resistere a tutto ed effettiva base dei film. L’unica pecca è proprio la sua importanza. Tanto romanzato e percepito da sovrastare la storia stessa, uccidere gli altri generi ed imporsi come unico concetto portante. Twilight diventa una classica love story adolescenziale (Edward è immortale ma resta fermo a diciassette anni) senza nulla di particolare.

Il fantasy, che dovrebbe essere la base del film, non riesce a ottenere importanza. I vampiri brillano al sole come dei “My little pony”, senza contare che talvolta possiedono poteri magici come predire il futuro o far soffrire con lo sguardo. I licantropi si trasformano in classici lupi, grossi come degli orsi ma pur sempre lupi, nessun elemento horror o legato alla tradizione. Inoltre, fino al terzo film, la presenza fantasy è appena percettibile, di poco valore. I due ragazzi del triangolo potrebbero essere semplici adolescenti palestrati.

L’azione è come il fantasy, vale ben poco. Uno scontro finale di basso interesse nel primo e secondo film, che praticamente non si collega alla trama ma viene inserito per fare scena, come se ad un certo punto gli sceneggiatori si fossero ricordati che le creature occulte sono anche capaci di uccidere. Il terzo film si concentra su uno scontro irrealistico in cui nessun eroe muore e gli innumerevoli cattivi vengono uccisi come mosche. Nel quarto film lo scontro peggiora, vedendo gli eroi lottare tra loro senza nemmeno un morto. Nel quinto film la battaglia non avviene nemmeno.

La stessa trama è povera, ma allo stesso tempo commette molti errori. Si passa da un primo film senza mannari ad un secondo dove per tre quarti del tempo ci sono soltanto i lupi. Si arriva al terzo film in cui l’ultima cattiva di basso rango viene uccisa e poi inizia il quarto, che sconvolge il paradigma. Trama inesistente fino al terzo che poi esplode in mille sfaccettature negli ultimi due: matrimonio, un figlio metà umano metà vampiro, eroi in guerra tra loro, l’armata dei vampiri più antichi al mondo, un amore contro cui solo la morte può combattere, una visione che evita un massacro. Dov’era questa trama nei primi film? Perché mille ottime idee vengono espresse solo alla fine?

L’ultima battaglia finale, in realtà una visione sul futuro che mostra l’imminente massacro; un’idea spettacolare, che però ottiene effetto retroattivo andando a togliere valore ai precedenti scontri e finendo per toglierlo a sé stessa. Se nessun eroe deve morire, la visione che evita la sfida è un’ottima idea, ma perché viene usata solo alla fine? Per due film mostrano gli eroi come invincibili e nell’ultimo devono ricorrere a questo stratagemma per non venire sconfitti? Illogico, incongruente, privo di realismo (il quale, negli scontri, anche se tra esseri soprannaturali, ci deve essere).

Cinque film che puntano a tre elementi senza amalgamarli bene, scontri privi di senso, trama tra l’inesistente e l’eccessiva, intento di dubbio valore ed una coerenza che viene persa per strada.

Una saga che ha appassionato le adolescenti, probabilmente per questo amore spettacolare, ma che non riesce a reggersi in piedi nei suoi stessi paletti.

Se l’intento era fare una storia d’amore che appassionasse i giovani ragazzi, si poteva tranquillamente evitare l’elemento paranormale.

Una nota finale sul successo di Twilight va comunque fatta. Perché ha successo? Semplice, perché racconta di un amore che dura per cinque film, che vince su ogni cosa (un altro amante, famiglie problematiche, nemici da sconfiggere). Un amore idealizzato, esattamente quello che nasce nelle speranze di ogni adolescente, che non viene praticamente mai disilluso e che alla fine trionfa, mostrando tra l’altro un futuro in cui questo continuerà a vivere, sempre felici e contenti come ogni fiaba vuole.

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