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Quagliarella e Zapata, classe e fantasia al potere; Musetti spettacolare, Harden incontenibile foto

L’attaccante della Sampdoria ha eguagliato un mostro sacro come Batistuta, mentre a Melbourne un italiano ha scritto la storia vincendo gli Australian Open Junior

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“Mi emoziono perché poter immaginare una cosa così è incredibile, solo a nominare uno come Batistuta mi vengono i brividi. Non so cosa dire, mi sono goduto la serata e i miei tifosi”. Sono queste le parole di Fabio Quagliarella, visibilmente emozionato e con le lacrime agli occhi, nell’intervista post-partita di Sampdoria-Udinese concessa ai microfoni di Sky. Parole non banali, che fanno capire l’importanza di ciò che l’attaccante blucerchiato ha  realizzato. Era un record che resisteva ormai da 25 anni quello di Batistuta. Un primato difficile da eguagliare, considerata anche la tanta tattica presente nel campionato italiano, con le nostre squadre che preparano al meglio la fase difensiva per rendere difficile agli attaccanti il loro compito, cioè segnare. Un calcio sicuramente più difensivista, nel quale Quagliarella è riuscito comunque a timbrare per ben 11 partite consecutive totalizzando 14 gol, uno in più rispetto al “re Leone” Batistuta dei tempi della Fiorentina. Dal 28 ottobre con il Milan a questa domenica con l’Udinese Fabio ha segnato 10 volte su azione e 4 su rigore.

Lui poi ha aggiunto:”Ho esultato in quel modo per il record, avrò sempre rispetto per i tifosi dell’Udinese, sono senza parole”. Frasi che danno la dimensione dell’ “uomo” Quagliarella, prima ancora del calciatore, portatore in campo ogni domenica di valori ormai sconosciuti nel mondo del pallone. L’attaccante di Castellammare di Stabia ha giocato in tante piazze d’Italia comportandosi sempre in maniera esemplare. Il tutto confermato dal suo fantastico atteggiamento in occasione dei numerosi gol da ex, in cui Quagliarella ha sempre deciso di non esultare, nel nome di una legge non scritta sul rispetto. Forse anche per questo ha ricevuto complimenti unanimi e tutti, persino i rivali del Genoa, si sono inchinati davanti a mister gol per undici partite di fila.

Il giocatore della Samp ha concluso: “È la mia vita, mi emoziono perché tra qualche giorno farò 36 anni, i miei sacrifici sono valsi a raggiungere qualcosa. Eguagliare un record del genere è incredibile! Giustamente Mancini deve portare avanti un gruppo, bisogna avere fiducia altrimenti non cresceremo mai. Io devo fare bene con la Samp. Voglio arrivare la domenica e divertirmi, dare il mio contributo, rendermi importante, io non gioco solo per segnare. Godo comunque anche facendo degli assist”. Cosa aggiungere a parole così? Un attaccante della vecchia generazione, difficile da trovare in questo periodo di magra per i numeri nove della nazionale italiana. Un bomber di razza in grado di segnare in tutti i modi (ma davvero tutti), da dentro l’area, in rovesciata o di tacco e persino da centrocampo, con tutte le maglie indossate e in tutte le categorie (dalla C2 alla Champions League fino al Mondiale). Per lui sono 193 i gol in carriera nei club in 583 partite disputate, più 7 in 25 con l’Italia; un gol ogni tre: non male per uno che ha passato prevalentemente la sua vita calcistica in squadre di provincia. L’anno scorso aveva stabilito il proprio record personale di 19 reti in campionato, attualmente si trova già a 16 e domenica prossima potrebbe riscrivere la storia della Serie A proprio in una casa, quella del Napoli che solo dopo aver scoperto le note vicende legali che hanno coinvolto l’attaccante hanno potuto perdonare il proprio beniamino per l’abbandono della casacca partenopea. E allora spero, da sampdoriano ma ancor di più da amante di questo sport, che domenica prossima i tifosi del Napoli possano omaggiare Quagliarella per quel gol che lo proietterebbe definitivamente nella leggenda del calcio italiano.

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