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Perchè i cattivi sono sempre così coinvolgenti?

Gli antagonisti hanno sempre grande fascino nel loro personaggio, tanto che i buoni passano in secondo piano

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Evitando di parlare di quei prodotti dove il buono è anche il cattivo, come Lucifer ed Empire, una serie o un film si basa sempre su uno scontro: l’eroe contro l’antagonista.

Da qui si presume che l’eroe dovrebbe essere amato dal pubblico e il cattivo dovrebbe essere odiato; semmai ammirato per i suoi piani malvagi, ma comunque odiato in quanto personaggio negativo.

Prodotti come Vis a Vis, Once upon a time, Avengers Infinity war, Inhumans, La spada della verità, Star wars, Harry Potter, Narnia e molte altre, non sembrano averlo capito.

Spesso capita che l’eroe, in quanto buono, sia caratterizzato come un banale e classico buonista, sempre rispettoso delle leggi, sempre giusto, che non uccide se non necessario, che rispetta tutti, e che fin troppe volte non fa quello che dovrebbe fare, come per esempio uccidere il cattivo.

Un buono stupido, ecco cosa sembra, un eroe che non è adatto a essere tale, che non riesce a fare l’eroe perché il suo senso della giustizia lo porta a commettere errori magistrali.

E poi ci sono i cattivi. Guardate Sorella Nicci de La spada della verità, Lord Vader di Star wars, Thanos degli avengers, oppure notate Slade in Arrow, Joker di Batman, Azog de Lo Hobbit e così via. Sono stupidi? No.

Per i cattivi ci vuole attenzione: devono essere interessanti, avere piani malvagi, mezzi con cui attuarli, segreti. Devono essere veri cattivi. Ma spesso si esagera, rendendo questi villans più belli e appassionanti degli eroi stessi. Si finisce per amare i cattivi, che risultano molto più interessanti e molto più capaci di commettere azioni.

Cattivi sono cattivi, fanno cose malvage, ma le fanno. Agiscono secondo loro criterio, ma non si fermano a esitare. Dalla loro è più facile, certo, ma non cambia le carte in tavola.

Se nella storia il buono ha un piano, ma non lo mette in atto perché è rischioso, e il cattivo ha un piano che velocemente prende forma… come si fa a non apprezzare il villans? Sarà da odiare, da detestare, ma almeno agisce. Il buono attende la fine della fiera, l’ultimo momento, per agire.

Un appello a chi produce film e serie tv: a meno che non portiate avanti una serie tipo Hannibal, è meglio cambiare gioco ed evitare di rendere così bello il cattivo e così poco piacevole l’eroe.

Non è impossibile: Grimm ci riesce, più o meno, tanto che il protagonista è amabile e non è uno sfigato. A questo bisogna puntare, a degli eroi belli, che siano davvero eroi.

Una precisazione è doverosa: i cattivi non vanno cambiati. Senza di loro non c’è trama, quindi lasciateli così. Chiunque pensi di invertire i ruoli sta sbagliando. Una bella serie ha bisogno di eroi ben scritti e cattivi interessanti. Quindi lasciate i cattivi così come sono e prendete da loro spunto per creare gli eroi.

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