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Perché anche quest’anno guarderemo “Una poltrona per due” foto

Ogni anno i soliti film natalizi vengono riguardati da milioni di telespettatori: ecco la spiegazione

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Come tutte le vigilie di Natale che si rispettino, anche il 24 dicembre 2018 sarà caratterizzato dalla trasmissione in prima serata su “Italia 1” di “Una Poltrona per due”. Ma perché ogni anno Mediaset decide di trasmettere tale film il 24 sera? Ma soprattutto perché la gente continua a guardare questo e i soliti film natalizi che puntualmente vengono proposti durante il mese di dicembre?

Innanzitutto bisogna premettere che questa sarà la ventunesima volta consecutiva che “Una poltrona per due” sarà di scena alle 21 e 10 del 24 dicembre. Questo significa che tutti gli anni, dal 1997 a oggi, “Italia 1” ha ospitato la vigilia di Natale il celebre film con protagonisti Eddie Murphy, Jamie Lee Curtis e Dan Aykroyd. Sicuramente un record in ambito televisivo. La programmazione di tale pellicola nello stesso giorno, sullo stesso canale e alla stessa ora non è casuale: l’intuizione di Mediaset di proporre questo film nel palinsesto ogni anno funziona, visto le buoni percentuali di share che “Una poltrona per due” ottiene ogni anno. Infatti nel 2017 quasi due milioni e mezzo di telespettatori sono rimasti incollati alla televisione la vigilia di Natale su “Italia 1”, totalizzando il 12,5% di share.

La tradizione è talmente nota che è diventata ormai un tormentone e quest’anno addirittura si potrà scommettere sulla quantità di pubblico che si collegherà su tale pellicola: la quota prevede l’Under se si vuole giocare sotto il 12,5% di share (a 1,80), mentre l’Over, a 1,90, se si pensa che tale percentuale verrà superata rispetto allo scorso anno.

I motivi per cui la specie umana tende a rivedere gli stessi film, o in generale qualunque altra cosa, da un posto o a un’opera, sono stati studiati e riconosciuti dalla scienza, e non deriva principalmente dalla bellezza cinematografica della pellicola. Durante il periodo natalizio in particolare, ogni anno vengono trasmessi sempre gli stessi film, sia per bambini e non: dai classici Disney al già citato “Una poltrona per due”, dal “Grinch” a “The Family man” con Nicolas Cage, dai due film cult “Mamma ho perso l’aereo” e “Mamma ho riperso l’aereo”, alla “Banda dei Babbi Natali” di Aldo, Giovanni e Giacomo. Come abbiamo visto nel caso di “Una poltrona per due”, vengono ritrasmessi perché un numeroso pubblico sceglie di rivederli. Nonostante la maggioranza delle persone abbia già visto tali pellicole, e dunque ne conosca già la trama, non dubita a guardarle nuovamente.

La motivazione scientifica risiede nel godimento che l’uomo prova a svolgere un’azione già compiuta, e in particolare nell’emozione rassicurante che produce la ripetizione di un gesto o la visione di qualcosa già visto in precedenza. In sostanza si tratta della teoria di Freud della “coazione a ripetere”, secondo cui vi è una tendenza incoercibile, del tutto inconscia, a porsi in situazioni penose o dolorose, senza rendersi conto di averle attivamente determinate, e che quindi porterebbe a riprodurre l’abitudine e una bassa propensione al rischio, tarpando le ali al coraggio e alla propensione a fare nuove scoperte.

Ancora tu? Perché anche quest’anno guarderemo “Una poltrona per due”

Il tutto è stato approfondito e confermato da Cristel Russell, professore di marketing all’università di Washington, che ha teorizzato la “fruizione ripetuta”: il fruire nuovamente un film già visto è un’azione svolta considerando i risultati positivi ottenuti dalla prima realizzazione di tale gesto, che viene dunque ripetuto alla luce del piacere goduto dalla prima visione. Inoltre vedere nuovamente un film porta soddisfazione nel fruitore il quale gode dell’opera sia poiché ne conosce già la trama e sia perché ne riesce a cogliere particolari e dettagli dimenticati oppure semplicemente non notati durante la prima visione. Per cui vedere un film più volte fino a impararne a memoria scene e battute è un comportamento tipico della natura umana.

In parole povere guardare un film già visto trasmette sicurezza a causa della conoscenza del suo svolgimento e della sua trama, che rassicura il fruitore e lo pone in una posizione sicura da incomprensioni o da sviluppi a lui incomprensibili. Sicurezza che è uno dei bisogni principali dell’uomo, secondo solo ai bisogni fisiologici, come bere e mangiare, stando alla teoria della “piramide dei bisogni” di Maslow, psicologo statunitense del novecento. Inoltre i film natalizi hanno solitamente tutti un finale con esito positivo, ossia la situazione di pericolo si risolve nei migliori dei modi: la pellicola lascia di conseguenza lo spettatore di buon umore e in quello stato di felicità, misto a generosità, umiltà e umanità, quasi magico tipico del periodo natalizio. Se inoltre tale azione è svolta in compagnia di persone care, la ripetizione contribuisce a rafforzare il legame affettivo che si ha con esse.

Ecco spiegato il motivo perché sia da grandi che da piccini si tende a rivedere questi film natalizi; non ci stancheremo mai di guardare le avventure di Kevin McCallister o della trasformazione di Billy Ray Valentine (Eddie Murphy) a uomo d’affari. Proveremo sempre piacere e una sorta di appagamento dalla fruizione di queste pellicole. Perciò non dobbiamo vergognarci di conoscere a memoria tali film, anzi la scienza ha confermato che questo è un comportamento insito nella specie umana.

Dunque questa sera riguarderai anche tu per l’ennesima volta “Una poltrona per due”?

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