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Perché a ventidue anni vado a pulire il Letimbro foto

Nelle vite dei giovani ci sono sempre un sacco di cose, ma non sempre si parla di studio o svaghi: tanti (ma in realtà troppo pochi) hanno scelto il volontariato

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Mi chiamo Andrea, ho ventidue anni e faccio il secondo anno all’università di Genova. Sono una persona come moltissime altre, ma il weekend della seconda settimana di gennaio ho fatto qualcosa che molti non faranno mai in tutta una vita: mi sono messo un paio di stivali di gomma, una tuta da lavoro arancione sopra strati e strati di vestiti termici e sono andato a tagliare gli alberi nel torrente Letimbro assieme ai membri del gruppo di protezione civile di Savona.

Una cosa “molto semplice” all’apparenza, “molto banale e che chiunque potrebbe fare” diranno in tanti. La domanda che quindi mi sorge spontanea è: come mai ero l’unico ragazzo della mia età a fare un lavoro così “semplice e banale”? Dove erano tutti gli altri?

Ovviamente non tutti i giovani sono dei nullafacenti: tanti studiano, i più fortunati lavorano, anche parecchie ore al giorno, per guadagnarsi qualche soldo. Quindi si possono evitare polemiche inutili del tipo “eh ma io mi sono alzato presto e mi sono fatto il mazzo tutto il giorno”: buon per te caro “indinniato”, ma non sono qui per sparare a zero sulla mia generazione, altrimenti avrei intitolato questo pezzo “perché i giovani d’oggi non fanno niente”.

Voglio invece dimostrare l’opposto. Basta affacciarsi presso le sedi delle croci e delle pubbliche assistenze per vedere fortunatamente molti giovani volontari che fanno i turni, spesso anche notturni, semplicemente per il piacere di aiutare il prossimo, fare del bene e supportare la nostra comunità.

Perché a ventidue anni vado a pulire il Letimbro

Ma i giovani sono tanti, perché ognuno non si ritaglia un pomeriggio al mese per dare una mano agli altri? Le proposte sono varie: la protezione civile è una di queste. I campi dove agisce (e agiamo dato che anche io ne faccio parte) sono molteplici: dal supporto ai vigili urbani durante il passaggio della Milano – Sanremo alle operazioni antincendio.

Uno dei tanti compiti richiesti dal Comune di Savona per il 2019 è stato proprio la pulizia del Letimbro nelle zone del Santuario e di Cimavalle, ovvero quelle dove il torrente si riempe più facilmente di vegetazione e detriti e che diventano, quindi, zone molto pericolose in caso di alluvione perché potrebbero formare dei colli di bottiglia e deviare il naturale corso dell’acqua portandolo pericolosamente vicino alle case.

Perché a ventidue anni vado a pulire il Letimbro

Un weekend così si sarebbe potuto trascorrere facilmente facendo altro come per esempio uscire con gli amici per un aperitivo, guardare sport in televisione o andare a sciare, visto il periodo dell’anno.

Ma come mai alla fine ho deciso di trascorrerlo in questo modo diverso dal solito? Perché mi piace pensare che nel mio piccolo ho fatto un qualcosa che in futuro potrebbe risultare fondamentale nell’evitare delle situazioni di potenziale pericolo per dei miei concittadini.

Per fare del bene ci vuole molto poco e il volontariato è la via più semplice e veloce. Non vorrei sentire in futuro qualche ragazzo lamentarsi dei danni di un’alluvione perché l’acqua ha raggiunto le case. Prendete un paio di stivali di gomma, iscrivetevi presso un’associazione e datevi da fare.

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