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Parapluie: la mostra d’arte che unisce ombrelli d’autore e automobili fotogallery

La mostra esibisce il fascino degli ombrelli dipinti a mano con quello delle auto: sarà attiva fino al 24 novembre

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Cosa hanno in comune ombrelli d’autore e automobili? Certo il design, la cura per i dettagli, il lato creativo e unico: perché ogni auto è un’opera d’arte, proprio come gli ombrelli artistici esposti presso il concessionario Autoliguria di Savona, in Via Nizza 5.

Il 10 novembre, infatti, si è tenuta l’inaugurazione di “Parapluie”, la Mostra d’Arte Contemporanea, che sarà attiva fino al 24 novembre e visitabile sia durante la mattinata (9-12.30), che il pomeriggio (15-19), nella stessa sede del concessionario Fiat, Jeep, Alfa Romeo.

Che cosa potete osservare?

Accanto ai modelli delle auto esposte, potete osservare 40 ombrelli, ognuno dipinto a mano da artisti provenienti da tutta Italia, pezzi unici e originali, che uniscono il lato utile dell’oggetto in sé, l’ombrello, con l’aspetto più intellettuale e culturale della tradizione nazionale: l’arte.

Il filo non logico, ma “utile” della mostra…

Contrariamente a quanto molto spesso viene concepita e organizzata una mostra, gli ombrelli esibiti non seguono un percorso ordinato o una storia. Sul manto di tessuto delle opere d’arte esposte, vi sono disegnati paesaggi liguri, intrecci di colori e schizzi, animali come gatti, cavalli, gufi, scorci piovigginosi con colature di pioggia dalle tinte autunnali, ma anche frasi celebri, personaggi come Mary Poppins, interpretazioni del tutto libere e personali attorno all’idea (vaga o immediata) che ruota attorno all’oggetto di grande utilità, quale è l’ombrello.

E proprio per sottolineare l’aspetto utile, ma soprattutto la connessione tra arte e praticità, Parapuie ha pensato un accostamento, a mio avviso, riuscito tra ombrelli e auto. Come gli ombrelli sono utili per riparare dalla pioggia e belli alla vista, le auto – mezzi fondamentali per offrire indipendenza e livellare le distanze – combinano l’aspetto utile con l’originalità e la creatività.

parapluie

La parola passa ad alcuni artisti

Per cogliere più profondamente il significato della mostra, e di alcuni ombrelli, ho deciso di intervistare tre artiste attive sul nostro territorio: Laura di FonzoMonica Porro e Laura Peluffo.

Cosa hanno rivelato? Alcune curiosità sul loro lavoro creativo.

Laura Peluffo, artista savonese, conosciuta soprattutto per il suo impegno nella pittura e nell’arte ceramica, ha esordito sostenendo che l’idea insolita di dipingere ombrelli, fino a renderli oggetti artistici, è sorta al presidente dell’Associazione QuiArte di Quiliano, Francesco Parisi.

Qual è stata la reazione dei membri dell’Associazione culturale? Laura Peluffo ha confessato:”Abbiamo con piacere aderito, ma non è stato semplice, essendo l’ombrello un supporto particolare, con un tessuto in nylon molto fine”. Certamente, il lavoro ha richiesto un impegno non indifferente, ma il risultato è stato buono, considerando il complesso dell’esposizione: una quarantina di ombrelli interamente dipinti a mano, nella singolare location dello show room automobilistico dell’Autoliguria di Savona.

L’elemento che sicuramente sorprende di più è stata l’ispirazione e il significato che ruota attorno all’oggetto dipinto. In particolare, Monica Porro – pittrice, illustratrice e decoratrice della Val Bormida – ci ha svelato che, in occasione dell’iniziativa pensata dall’Associazione QuiArte di Quiliano, ha riflettuto “un bel po’ sul tipo di soggetto da ritrarre su un supporto così particolare, e alla fine” ha deciso di concentrarsi “su una sensazione, uno stato d’animo da trasmettere”, e così è nata l’idea del rappresentare, sul guscio dell’ombrello, un arcobaleno di foglie colorate, il lato positivo in una giornata di pioggia.

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E di grande positività è anche l’ombrello realizzato da Laura di Fonzo – libero professionista, originaria di Pontinvrea – la quale ci ha raccontato che, attraverso i cavalli, nelle loro tinte blu cobalto e magenta, ha voluto trasmettere al pubblico “la forza, la vitalità e la passione”, immagini in movimento che esprimessero “la vita nel pieno del suo potenziale, perché noi siamo energia”.

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Qual è la ragione che ha spinto Laura e Monica a mettersi in gioco con gli ombrelli?

Per le due artiste, la scelta di aderire all’iniziativa è stata dettata sia per la singolarità del tema, che per la possibilità offerta agli artisti di QuiArte, di donare parte della vendita dell’opera all’Associazione Dynamo Camp Onlus.

Infine, ho posto a entrambe una domanda che dovrebbe essere fatta ad ogni artista/artigiano.

Quanto tempo hanno impiegato a realizzare l’ombrello?

Laura di Fonzo ci svela che “i tempi di realizzazione sono stati piuttosto brevi “ poichè ha utilizzato una “tecnica molto veloce e precisa, che dona all’opera un senso di vivace immediatezza e leggerezza. A confronto, però, i tempi di studio della composizione sono stati ben più lunghi, in quanto l’artista ha dovuto valutare nel dettaglio i pesi cromatici, l’anatomia dei cavalli, la stilizzazione e il rapporto con la forma a cupola dell’ombrello”. Infine, attraverso tre passaggi di stesura del colore, su più livelli, Laura è giunta ad una composizione organica e il più realistica possibile dei cavalli.

Monica Porro, invece, ci racconta di aver impiegato 4 o 5 ore complessive per realizzare il suo ombrello “arcobaleno”, utilizzando colori acrilici tenui, acquerellati a pennello, dedicando maggiore attenzione all’aspetto sensazionale ed emozionale.

Considerazioni finali: cosa manca alla mostra?

L’esposizione di per sé è piacevole, liberamente accessibile e dal buon impatto sul pubblico. Tuttavia, la mia esperienza presso l’esposizione Parapluie ha notato una piccola mancanza di attenzione. Ciò che, secondo il mio giudizio, avrebbe meritato maggior cura è il confine tra arte e automobile, il quale avrebbe dovuto essere più sottile, quasi impercettibile. Gli accostamenti automobile-ombrello, infatti, in base a colore e stile, non sono stati pensati con molta accuratezza; ma nel suo insieme, l’evento mi ha sorpreso e si può definire stimolante, insolito e curioso.

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