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Netflix propone la “nuova” storia di Dracula

Tre lunghi episodi che raccontano un conte dai tratti caratteriali e storici reinventati

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Miniserie televisiva di tre episodi sul famoso personaggio del primo grande vampiro della storia, la serie “Dracula” ripercorre la storia del conte modificandone alcuni tratti, sia caratteriali sia storici.

I tre episodi, particolarmente lunghi o, meglio, troppo lunghi, sono effettivamente tre film quasi a sé stanti, dove si vivono tre diverse storie ma con gli stessi protagonisti.

Nel primo film conosciamo Dracula nel suo castello, che riprende le forze. Nel secondo lo vediamo a bordo della nave che lo porterà in Inghilterra. Nel terzo lo troviamo ai giorni nostri, alle prese con un nuovo mondo.

Dracula in questa serie è un vampiro molto antico, un conte in tutti i sensi, istruito, elegante, raffinato, ma anche un mostro dai poteri sovrumani, nonché un essere sofferente per le sue debolezze, come il sole e la croce.

Tutti si aspetterebbero, come sua nemesi, il professore Helsing, ma in questa serie no. Il colpo di scena della storia è proprio la sua nemesi, cioè una suora, la sorella Helsing, una donna istruita su molti argomenti e sui vampiri, decisa ad uccidere Dracula. In seguito una sua pronipote continuerà la sua lotta, rendendo di fatto la suora Helsing immortale nello spirito.

Ci sono altri personaggi, sì, come Mina, ma ognuno di loro ricopre un ruolo quasi marginale, poiché eccetto Dracula e la suora, ogni film cambia i personaggi, cancellando tutti gli altri.

Gli episodi sono molto avvincenti, ben recitati, interessanti ed intriganti ma soprattutto misteriosi. Il primo ed il secondo sono molto crudi, spaventosi, ma pieni di suspence. Il terzo invece è il meno interessante, non per l’ambiente moderno bensì per la storia. Una love story tra Dracula ed una giovane ragazza che non teme la morte, adornata da queste costanti luci al neon blu e rosse che fanno apparire l’intero episodio come vissuto in un night alla Lucifer.

Una serie con delle sbavature, ma estremamente godibile, non splatter e non tanto horror, molto psicologica. Sì, psicologica, dato che i dialoghi tra i due protagonisti sono molto particolari, affrontano tematiche come la debolezza e la morte, la paura e il desiderio, ciò che è leggenda e ciò che non lo è, portando la storia ad un mistico finale.

Il finale è il momento migliore, poiché Dracula non va ucciso col sole, con un paletto di legno, con dell’aglio, ma con qualcos’altro, che la signora Helsing scopre. Il finale non è una lotta, ma una chiacchierata psicologica capace di distruggere un muro di pietra.

Se volete sapere come finisce, guardatela. Ne vale la pena!

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