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Nel 2018 c’è chi rifiuta un colloquio di lavoro perchè il candidato è di colore

Un ristoratore orientale ha rifiutato di incontrare un candidato al posto di barista: "E' nero, i clienti potrebbero avere problemi"

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Una storia di discriminazione che arriva da Savona e riguarda un ragazzo straniero, con ottima padronanza della lingua e esperienze precedenti nel settore della ristorazione. L’episodio risale al 10 gennaio, e a denunciare il fatto su Facebook è stato un lavoratore di una cooperativa che si occupa di questioni legate ai migranti e la loro integrazione sul territorio, Davide Alpino.

Secondo la ricostruzione dell’operatore le parti si erano accordate per svolgere un colloquio di lavoro per un posto da barista in un ristorante orientale. Giunti all’appuntamento però il responsabile del ristorante si è mostrato stupito che il candidato per il posto da barista fosse di colore sostenendo che, per questo motivo, non poteva assumerlo. Alla richiesta di spiegazioni dell’operatore il responsabile del ristorante avrebbe risposto di non essere contrario in prima persona ma i clienti avrebbero potuto avere dei problemi.

Non si capisce che problemi possa causare ad un cliente il fatto che a fare un caffè o servire un bicchiere d’acqua sia un barista bianco, nero, giallo o di qualsiasi altro colore. Lo stesso ragazzo aspirante barista non capisce quale sia il problema: “Perché se sono nero non posso lavorare? Cosa c’è di male?”. La reazione è di rabbia, poi di sconforto. Dalla cooperativa stanno valutando come procedere anche se le lungaggini burocratiche non lasciano presagire nulla di buono.

Non è chiaro come si evolverà la vicenda, la legge su questo punto vieta discriminazioni di qualsiasi genere per quanto riguarda un contratto di lavoro.
La Legge n. 40 del 6 Marzo 1998, art. 43 al secondo comma dice che:

“In ogni caso compie un atto di discriminazione:
(…)
c) chiunque illegittimamente imponga condizioni più svantaggiose o si rifiuti di fornire l’accesso all’occupazione, all’alloggio, all’istruzione, alla formazione e ai servizi sociali e socio- assistenziali allo straniero regolarmente soggiornante in Italia soltanto in ragione della sua condizione di straniero o di appartenente ad una determinata razza, religione, etnia o nazionalità”

Quel che resta di questa vicenda, oltre ad un colloquio di lavoro negato (un colloquio, neanche un contratto) ad un ragazzo che aveva tutte le carte in regola per ambirvi, è l’inquietudine che deriva dal fatto che nel 2018 sia importante il colore della pelle per accedere ad un lavoro e non le qualità di cui ognuno dispone.

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