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Mihajlovic, la forza di non arrendersi mai. Beach Soccer, l’Italia sfiora l’impresa ai Mondiali! foto

Il tecnico serbo è stato dimesso dall’ospedale dopo il trapianto di midollo, mentre gli azzurri sono arrivati in finale ma si sono dovuti arrendere al fortissimo Portogallo

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Carattere forte. A volte si sa, le insidie sono dietro l’angolo e tutti noi faremmo volentieri i salti mortali per evitarle. Spesso le difficoltà maggiori si incontrano quando si fanno degli esami di ruotine, ma il medico di famiglia nota alcuni valori sballati. Si sussegue così un’altra serie di controlli, che purtroppo potrebbe riservare brutte sorprese.

Dev’essere andata più o meno così a Sinisa Mihajlovic, allenatore serbo del Bologna salito agli onori della cronaca per aver contratto la leucemia, malattia grave dalla quale si può però guarire. Tornare quelli di prima non è comunque facile e non abbattersi di fronte a una simile montagna da scalare può risultare un’impresa per certi versi eroica.

Miha però lo ha ribadito nella sua conferenza stampa di ritorno, non è un eroe e non vuol essere etichettato così. Lui è solo un uomo che, grazie anche al supporto di persone fantastiche che gli sono rimaste a fianco, è riuscito a uscire indenne dal brutto male che aveva cercato di batterlo.

Tutti ricordiamo la notizia scioccante arrivata quest’estate durante i classici ritiri di luglio. Conferenza stampa straordinaria convocata dalla società rossoblù, ed ecco arrivare il tecnico serbo scuro in volto.

“Ho la leucemia, purtroppo devo fermarmi per curarmi, ma state certi che vincerò anche questa partita. Lo farò per chi mi ama”. Ecco le dichiarazioni sconvolgenti rilasciate davanti a una sala stampa gremita di giornalisti, che hanno subito divulgato la notizia.

Mihajlovic, la forza di non arrendersi mai; Beach Soccer, l’Italia sfiora l’impresa ai Mondiali!

A quel punto sia sui social che per le strade di Bologna si sono susseguiti messaggi di affetto e stima per Sinisa, che chissà, magari è stato aiutato anche da quei piccoli gesti.

La sessione di cure è stata devastante sia a livello morale che fisico. Per abbattere il guerriero serbo serve però ben altro, ecco perché ogni volta che gli veniva concessa la possibilità il mister seguiva la sua squadra durante le partite di campionato.

Una Serie A che per il Bologna è iniziata con il freno a mano tirato, fattore che ha iscritto momentaneamente i rossublù alle squadre in lotta per non retrocedere. Con il serbo presente fisicamente in panchina però è tutta un’altra storia, con i suoi in grado di trasformarsi in squadra ostica e combattiva.

Per circa un mese e mezzo i bollettini medici sono rimasti riservati e l’apprensione intorno all’allenatore della squadra del capoluogo emiliano-romagnolo è cresciuta. Tutti i dubbi però sono stati svelati da un comunicato della società stessa, che raccontava il fatto che Mihajlovic si fosse sottoposto al trapianto di midollo osseo.

Mihajlovic, la forza di non arrendersi mai; Beach Soccer, l’Italia sfiora l’impresa ai Mondiali!

Una settimana dopo ecco il guerriero già presente in conferenza stampa. Look casual ed elegante, rosso sfarzoso e pieno di vita. Le sue dichiarazioni ai giornalisti sono come al solito dirette, forti e, questa volta, anche commoventi.

Prima il racconto di tutte le terapie subite, poi l’appello al coraggio e al non mollare a chi come lui sta soffrendo di quella maledetta malattia. Successivamente ecco le lacrime e il ringraziamento speciale a chi gli è stato vicino in questo difficile momento della sua vita.

In particolar modo Sinisa ha parlato di sua moglie, definita più coraggiosa e forte di lui e poi “del suo angelo custode”, quell’infermiera Carmela che tanto supporto gli ha dato durante le lunghe nottate passate insonni.

Il mister serbo non potrà ancora tornare a sedersi sulla panchina a causa delle sue difese immunitarie, troppo basse per restare in luoghi pubblici troppo affollati. Obbligatori sono quindi i viaggi in macchina, ma è soprattutto la già costante presenza al campo di allenamento dei suoi ragazzi a colpire, perché adesso che può, Miha vuole godersi l’aria fresca della vita.

Il ritorno su un campo della Serie A è previsto per il match contro l’Atalanta (forse potremmo vedere Mihajlovic già contro il Milan), ma la cosa più importante adesso è che lui stia bene e che possa tornare a vivere come merita.

Una storia di coraggio quella dell’allenatore serbo, da raccontare negli ospedali e più in generale a chi si lamenta della vita, dono prezioso che mai si dovrebbe snobbare.

Spesso le storie sportive si intrecciano con il vissuto e, il risultato, in questo caso, è un messaggio di coraggio e attaccamento alla vita. Non bisogna mai arrendersi davanti alla difficoltà, così nello sport come durante il quotidiano.

Il primario dell’ospedale ci ha tenuto a sottolineare, così come la dottoressa che ha effettuato l’operazione, che è opportuno rimanere cauti e monitorare la situazione. La cosa più importante però è che Sinisa Mihajlovic abbia giocato la battaglia più importante nel migliore dei modi, meritandosi probabilmente anche la cittadinanza onoraria della città di Bologna (è stata presentata una proposta in consiglio comunale).

Non ci resta quindi che augurare un grande in bocca al lupo a un vero guerriero, che ancora una volta grazie alla sua caparbietà ha lasciato tutti a bocca aperta.

Mihajlovic, la forza di non arrendersi mai; Beach Soccer, l’Italia sfiora l’impresa ai Mondiali!

Beach soccer. Dieci giorni di puro spettacolo. Divertimento, classe, agonismo, fatica ma soprattutto tanti gol eccezionali in rovesciata o al volo. Questo è stato il Mondiale di Beach Soccer appena conclusosi in Paraguay. Manifestazione in cui l’Italia è andata vicina al trionfo, sconfitta solamente in finale dai portoghesi.

Vi avevamo già parlato della nostra passione per questo sport, una disciplina derivata dal calcio ma di molto più recente costituzione. E questo Mondiale ha confermato la nostra idea, aumentando anzi in noi l’interesse verso il Beach Soccer. Una manifestazione che ci ha fatto sicuramente divertire tanto (guardare i video su Youtube per credere). Ma anche vivere tante emozioni grazie alla nostra nazionale, arrivata fino alla finale mondiale dove non è però riuscita ad aggiungere la ciliegina sulla torta.

Gli azzurri, guidati dal Ct Emiliano Del Duca, hanno passato il girone battendo agilmente gli ex-vice campioni del mondo di Tahiti per 12 a 4 e il Messico per 6 a 2. Nella seconda partita del gruppo l’Italia è stata sconfitta dall’Uruguay, che ha messo in difficoltà gli azzurri grazie alla solita eccellente fase difensiva che contraddistingue questa nazione in tutti gli sport praticati con la palla al piede. L’Italia è passata comunque prima del girone per la miglior differenza reti.

Mihajlovic, la forza di non arrendersi mai; Beach Soccer, l’Italia sfiora l’impresa ai Mondiali!

Ai quarti di finale la selezione italiana ha battuto per 5 – 4 la temibile Svizzera grazie a una rete in rovesciata all’ultimo secondo del nostro bomber “di scorta” Emanuele Zurlo. In semifinale tutti si aspettavano il big match contro il Brasile, dato favorito per la vittoria del Mondiale. Ma i verdeoro sono stati superati dalla Russia, che l’Italia è riuscita a sconfiggere per 8 a 7 ai tempi supplementari, conquistando così la finale contro il Portogallo.

Squadra tra le più accreditate, insieme all’Italia, per dare fastidio al Brasile, ma l’imprevedibilità di questo sport non permette di fare pronostici. Una partita che prometteva spettacolo anche grazie alla presenza di Jordan Santos, forse il miglior giocatore del mondo di Beach Soccer, e del super talento italiano sulla sabbia Gabriele Gori, premiato lo scorso anno tra i tre giocatori più forti nel panorama di questa disciplina.

Dopo le vittorie al cardiopalma con Svizzera e Russia l’Italia ha accusato la fatica. Ha retto il primo tempo chiuso 1 a 1, ma è andata sotto per 3 a 1 nella seconda frazione e poi sul 5 a 1 nel terzo parziale. L’Italia ha reagito segnando due reti. Troppo tardi: il Portogallo ha realizzato subito la sesta marcatura chiudendo la sfida. Inutile il gol di Ramacciotti a pochi secondi dal fischio finale. Portogallo campione del mondo. Complimenti a loro.

Mihajlovic, la forza di non arrendersi mai; Beach Soccer, l’Italia sfiora l’impresa ai Mondiali!

Complimenti però anche ai nostri ragazzi, dai due portieri Del Mestre e Carpita ai 10 giocatori di movimento: capitan Corosiniti, Chiavaro, il 19enne Junior Gentilin, Ramacciotti, Marinai, Frainetti, Percia Montani e i due bomber Zurlo e Gori, i più prolifici di questa manifestazione con rispettivamente 10 e 16 reti. Giocatori autori di un gran Mondiale e capaci di far appassionare tanti italiani, visto che la finale è stata vista in Italia da più di 100 mila spettatori (su Sky e sulla Rai, canali trasmettitori della manifestazione).

Se quindi il Beach Soccer continua ad aumentare il suo seguito è probabilmente grazie alla Nazionale, che da quando è stata inserita nella struttura della Figc (nel 2003) è rimasta sempre ai vertici mondiali di questa disciplina. Ha ottenuto due campionati europei (2005 e 2018) e altri 4 podi in questa manifestazione, ha sfiorato il titolo di campione del mondo (due secondi posti, uno nel 2008 e l’altro quest’anno) e si è piazzata seconda ai giochi europei del 2015.

L’Italia è una potenza di questa disciplina e speriamo che anche in futuro possa continuare a farci divertire e a regalarci tanti emozioni al top del Beach Soccer mondiale. Con l’augurio che in Italia (e soprattutto qui in Liguria) aumentino le strutture dedicate a questo sport in costante ascesa, e con la speranza che il Beach Soccer un giorno possa entrare a far parte del programma olimpico. Per vedere la nostra nazionale partecipare alla manifestazione a cinque cerchi.

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