IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

L’italianità della Formula Uno foto

La pausa invernale sta volgendo al termine e si attendono i test invernali, che saranno utili per dare un’indicazione della stagione che verrà

Più informazioni su

La trepidazione è tanta, tra i pochi tifosi della Formula Uno. Ebbene sì, al contrario di quanto si possa pensare, la F1 non è seguita tanto quanto altri sport. Ci sono molti motivi per appassionarsi alla classe regina del Motorsport. Quello di cui andremo a trattare oggi riguarda tutti noi, in qualità di italiani. Buona lettura!

Due scuderie, quattro vetture, un main sponsor, un pilota senza contare una miriade di ingegneri: questi sono i numeri dell’Italia all’interno della massima categoria del Motorsport. Nell’introdurvi all’”italianità” della Formula Uno, la prima scuderia da citare è senz’altro la Scuderia Ferrari, che non necessita certamente di presentazioni.

Sicuramente la casa di Maranello è il più importante membro della Formula Uno, tanto che potremmo dichiarare che la Scuderia Ferrari è la Formula Uno e la Formula uno è la Scuderia Ferrari. Pensate che esiste un unico team presente in ogni gara della storia dello sport motoristico numero 1. C’è davvero bisogno di dirvi il suo nome? In questa bellissima infografica realizzata da Pj Tierney e aggiornata – purtroppo – al 2012, possiamo ammirare un bellissimo cerchio rosso che rappresenta gli anni di attività del Cavallino Rampante in Formula Uno.

Perché guardare la Formula Uno: italianità

Inoltre, se volete supportare la nostra scuderia, questo è l’anno giusto per farlo: il titolo è sfuggito dalle mani di Sebastian Vettel per pochi punti l’anno scorso, ma il team ha sicuramente imparato dai propri errori e quest’anno parte con una carica in più e la voglia di conquistare quel Titolo che ormai manca a Maranello dal lontano 2007.

Un’altra scuderia del Belpaese è la Toro Rosso. Di origini faentine, il team staziona nella parte medio-bassa della classifica.

Perché guardare la Formula Uno: italianità

Il 2018 può essere l’anno di svolta: la squadra monterà infatti per la prima volta un nuovo motore, prodotto dalla casa giapponese Honda.
Ciò significa migliori prestazioni e migliori posizioni d’arrivo? Non lo possiamo ancora sapere, ma a giudicare dall’anno passato i neofiti Brandon Hartley e Pierre Gasly non avranno da preoccuparsi per i piazzamenti in griglia, piuttosto dovranno considerare un successo anche il solo tagliare il traguardo.

Nel team cliente della Red Bull non si danno per vinti, però. Poco dopo la pubblicazione del video della prima accensione del motore, sul profilo Twitter ufficiale è comparsa la seguente immagine, dove Toro Rosso, con fare ironico, guarda in maniera rosea al futuro. Cosa riserverà il 2018 alla casa faentina? Un’annata spettacolare o una stagione in fumo… proprio come il suo motore?

Perché guardare la Formula Uno: italianità

Abbiamo parlato di scuderie e non potevamo non dirvi di una delle grandi novità di quest’anno: l’Alfa Romeo torna in Formula Uno. Per dispiacere dei vari “Paoli Bitta” di tutta Italia, il biscione non correrà con una monoposto tutta sua. Sarà invece il main sponsor della ex Sauber (ora chiamata per l’appunto Alfa Romeo Sauber).

Perché guardare la Formula Uno: italianità

Cosa comporta tutto ciò? L’aspetto più evidente è il cambio livrea. Un po’ più dietro le quinte, oltre all’enorme giro di soldi instauratosi, ci sarà lo scambio di componenti (motore, retrotreno e cambio) da parte della Ferrari. Infine, sembra che la scuderia dell’Alfa possa diventare in futuro un team per allenare i talenti del Cavallino, come Charles Leclerc, il ventenne monegasco che farà il proprio debutto come pilota titolare nel GP d’Australia, il 23 marzo.
Perché guardare la Formula Uno: italianità

Passando ai piloti, c’è solo una persona a rappresentare il Tricolore: Antonio Giovinazzi. Affacciato al mondo della Formula Uno grazie al Ferrari Driver Academy (programma di addestramento piloti che ha dato vita a veri e propri talenti proprio come Leclerc o Jules Bianchi, ragazzo italo-francese che ha perso la vita a causa di un incidente in F1), il giovane pugliese non verrà notato per le sue azioni in pista per un semplice motivo: il suo ruolo è quello di terzo pilota.

Perché guardare la Formula Uno: italianità

Costui è la “riserva” in caso di infortunio o malattia degli altri piloti della sua scuderia (come successo proprio con Wherlein nelle prime gare della passata stagione), ma il suo ruolo non si limita a questo. In caso di difficoltà della scuderia nel trovare l’assetto ottimale per il weekend di gara, sarà il nostro Antonio a provare al simulatore miriadi di combinazioni diverse fino a trovare quella più veloce.

A patto che i piloti dell’Alfa Romeo Sauber, della Ferrari o dell’Haas (stacanovista, il ragazzo) non abbiano infortuni o malattie per l’intero campionato, le uniche occasioni che avremo per vedere il pugliese in pista con una vettura ufficiale, comunica Marchionne, saranno durante 6 prove libere del venerdì, durante l’intero arco della stagione.

Seppur l’unico pilota di cittadinanza italiana sia Antonio, c’è anche un pilota sulla griglia le cui origini risalgono al belpaese. Il suo nome è Daniel Ricciardo e corre in casa Red Bull.

Perché guardare la Formula Uno: italianità

Ricciardo è nativo australiano, ma suo padre è un immigrato italiano e persino sua mamma ha origini italiane. Daniel nella scorsa stagione ha avuto un po’ di ritiri, dovuti anche a contatti con il compagno di squadra, ma è riuscito ad ottenere qualche vittoria. Quest’anno punterà sicuramente al titolo, anche se per riuscirci sarà necessario che la sua vettura ricucia definitivamente e soprattutto fin dall’inizio della stagione il distacco da Ferrari e Mercedes, le due scuderie più forti dell’anno passato.

Ora conoscete un motivo per seguire la Formula Uno. Siete pronti a scoprire gli altri? Continuate a seguire la rubrica per imparare sempre più su questo meraviglioso sport!

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.