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Lino Banfi: bisogna scandalizzarsi per la sua nomina a ambasciatore Unesco?

L'attore comico pugliese è stato nominato da Luigi di Maio durante una convention dei 5 stelle, ambasciatore italiano Unesco

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“Lino Banfi commissario italiano all’Unesco”. Mi sono imbattuto nella notizia scorrendo la home di Facebook e inizialmente ho pensato, lo ammetto, fosse uno scherzo, una delle tante fake news che girano in rete, che fosse un’altra trovata geniale di “Lercio”. E invece no, era tutto reale. Lo ha annunciato il vice premier Luigi di Maio durante la convention del M5S sul reddito di cittadinanza, comunicando l’investitura dell’attore con una battuta: “abbiamo fatto Lino Banfi patrimonio dell’Unesco”.

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata, citando una delle sue celebri frasi “madonna dell’incoroneta” seguita poi dalla domanda: cosa potrà mai fare un attore comico del calibro di Lino Banfi all’Unesco? Lo stesso alleato Salvini è apparso scettico e durante una delle sue dirette su Facebook ha commentato ironicamente la vicenda dicendo: “E Jerry Calà? E Smaila? E Pozzetto? Apriamo questo dibattito”.

Certo è che la notizia, letta così può suscitare facili ironie, ma bisogna innanzitutto capire di cosa si occupa l’Unesco. L’Unesco è un’agenzia delle Nazioni Unite, che ha come scopo quello di tutelare il patrimonio culturale e di promuovere l’educazione, la scienza e la cultura. Se da un lato appare chiaro che la scelta di una figura nazional popolare come quella di Lino Banfi come commissario Unesco sia quantomeno azzardata, in quanto privo di titoli che giustifichino la nomina, dall’altro non vuol dire che sia sinonimo di incapacità.

D’altronde in questi anni siamo stati abituati non solo a deputati senza laurea, ma anche a ministri. Rutelli, D’Alema, Bossi, fino ad arrivare al governo Renzi dove i ministri senza laurea erano tre, Orlando, Poletti e Lorenzin, rispettivamente ministro della Giustizia, del Lavoro e della Sanità. E come dimenticare nel governo Gentiloni il ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, che ha ricoperto il ruolo possedendo il diploma di scuola magistrale. Incarichi che hanno senza dubbio compiti e responsabilità più importanti di un ambasciatore Unesco, ma che non hanno destato alcuno scalpore.

Banfi forse non è la prima persona a cui si pensa per una nomina del genere, ma come chiude Salvini: “L’Italia è così bella che chiunque la può apprezzare, difendere e valorizzare in giro per il mondo”.

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