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Le personalità che hanno dato lustro alla nostra città: Pietro Sbarbaro foto

Continua la rassegna dei personaggi illustri di Savona: questa volta parliamo di politica

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“Pietro Sbarbaro
per la verità e pel diritto
visse e morì combattendo
viva il suo nome
segnacolo di ribellione
ad ogni ingiustizia”

Queste le parole con le quali viene decorata la lastra di marmo che regge il busto dell’illustre Pietro Sbarbaro, giornalista e uomo politico, tanto ingegnoso quanto tormentato.

Pietro nasce a Savona nel 1838 e muore a Roma il 10 dicembre 1893. La sua vita è segnata dalla lotta – politica soprattuto – che gli causerà licenziamenti, indigenza e persino la reclusione.

Docente di economia politica all’università di Modena, si mantiene al centro dello scandalo per la sua posizione anticlericale e fortemente di sinistra. Dopo l’allontanamento dall’università per questioni politiche, fonda un periodico intitolato “Le forche caudine” in cui non lesina commenti aspri e satirici. Con il suo giornale si guadagna querele e arresti ma non ha mai smesso di lottare per ciò che per lui era importante: la giustizia e la trasparenza. Arriva addirittura ad anticipare lo scandalo della Banca Romana, cosa che porterà il suo quotidiano al fallimento.

La vita di Sbarbaro non è mai stata semplice – difendere l’onestà e i propri principi ha un prezzo molto alto e lui volle pagarlo interamente, senza mai scendere a compromessi.

Alla sua morte infatti lascerà la sua famiglia in ristrettezze economiche, in una situazione talmente difficile da spingere la moglie, Concetta, a tentare il suicidio sulla sua tomba nel cimitero del Verano a Roma.

Alla notizia, la società dei conciapelli di Lavagnola apre una sottoscrizione in favore della vedova, riuscendo a raccogliere 20 lire che le vennero immediatamente spedite. La donna rispose con una lettera dove si può leggere, oltre ai sentiti ringraziamenti, che “un doloroso sentimento si era impossessato di me, che Savona, quella Savona che il mio distinto consorte ha tanto glorificato nei suoi affetti si fosse per una ingratitudine mostruosa dimenticata di lui”.

La vedova si oppose sempre al trasferimento della salma nella sua città natale, tanto che il denaro raccolto per organizzare il trasporto del defunto, fu impiegato per la realizzazione di un busto marmoreo – ad opera dello scultore genovese Bacigalupo – l’8 aprile 1894.

Sembrano suonare profetiche le parole della vedova, visto che il busto – originariamente collocato in piazza Sisto IV, di fronte alla statua di Pietro Giuria – trova oggi nuova sede nei giardini Dante Alighieri, subendo una sorte forse peggiore di quella del suo compagno di pietra.

A Sbarbaro oggi manca il naso ma in compenso ha guadagnato una massiccia infestazione di microrganismi che hanno “abbellito” la sua statua di macchie nere e buchi.

Pietro Sbarbaro è un personaggio complesso, a tratti misterioso, tanto amato da alcuni quanto odiato da altri. Si può rintracciare questa ostilità proprio nelle condizioni attuali della sua effigie; e non mi stupirei se, tra qualche anno, non rimanesse traccia nemmeno di questo volto tanto sfigurato.

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