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Le nostre chiacchiere tra Australian Open affumicati e la Premier League foto

Primo Grande Slam travolto dalle polemiche per la qualità dell’aria in Australia, mentre i Reds macinano record senza lasciare speranza alle inseguitrici

Aria pesante. Un’espressione che purtroppo è diventata sempre più ricorrente nel nostro secolo e, sbirciando nell’ordine del giorno dei più influenti politici mondiali, sembra che dovremo attendere ancora prima di poter mettere fine a questa spiacevole situazione. “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”, ecco il detto che riesce a spiegare in maniera esauriente ciò che tutti stanno facendo, senza però riuscire ad aiutare l’ormai sofferente pianeta Terra.

È doveroso chiarire che non avete sbagliato sito e neanche rubrica: siete su IVG/young e state leggendo “le chiacchiere sportive”. Come però sapete a volte anche a noi piace analizzare temi extra-sportivi, anche se ci sarà un collegamento tra i due argomenti (come vedrete in seguito).

Fatta questa premessa vogliamo portare la vostra attenzione su quello che sta succedendo in Australia. Da mesi ormai boschi e foreste della nazione bagnata dal Pacifico stanno andando a fuoco, causando la perdita di milioni di ettari di vegetazione e di popolazione animale.

Australian Open affumicati, così non si può andare avanti! Premier League, c’è troppo Liverpool per tutti

Questo succede spesso nell’ex colonia britannica, che a causa del clima torrido spesso è soggetta al problema degli incendi. Come ormai avremmo dovuto imparare, non possiamo imporre il nostro volere sulla natura. Se il motivo del propagarsi di questo fenomeno fosse soltanto questo, probabilmente staremmo guardando la faccenda con occhi diversi.

La polizia australiana ha però scoperto una decina di giorni fa che in svariati casi (sembra addirittura quasi la metà) sono stati gli stessi abitanti ad appiccare il fuoco, un gesto ignobile che purtroppo accade spesso anche in Italia.

Le forze dell’ordine hanno arrestato più di 180 piromani, tra cui vi sono anche 40 minorenni. Noi con questi signori (sempre che si possano chiamare così) vorremmo spendere due parole.

Vorremmo chiedergli se si saranno (per esempio) resi conto che, anche a causa loro, il cambiamento climatico accelererà per l’ennesima volta. Si saranno inoltre sentiti colpevoli per la morte di più di una ventina di persone e di svariate migliaia di animali locali? Sicuramente avranno riflettuto sul fatto che, anche per il loro ignobile gesto, sono stati distrutti interi ecosistemi. L’aria inoltre è diventata irrespirabile nella loro nazione e quindi per i loro compatrioti, ma anche per le loro famiglie e per loro stessi.

Vi starete chiedendo in tutto questo cosa c’entri lo sport. Adesso arriviamo al punto. Come ricorderete alcuni mesi fa avevamo parlato proprio dei cambiamenti climatici, di quanto fossero pericolosi e di come alcuni sport rischiassero di sparire a causa di essi.

Mai avremmo potuto immaginare che una competizione rischiasse la cancellazione a distanza di solamente 60 giorni, colpendo oltretutto una disciplina che non ritenevamo particolarmente a rischio. Stiamo parlando proprio del tennis, che ogni anno apre la stagione in grande stile con il primo Grande Slam della stagione.

Australian Open affumicati, così non si può andare avanti! Premier League, c’è troppo Liverpool per tutti

Esso si svolge proprio in Australia, per la precisione a Melbourne. Avreste mai potuto immaginare che, per colpa degli incendi, si creasse un clima così arido e rovente da obbligare una tennista a ritirarsi da un match delle qualificazioni? Il punteggio era a lei favorevole, la partita per alcuni era segnata, ma ecco il colpo di scena: lei si accascia a terra, fatica a respirare, ed è costretta a dichiarare forfait.

La qualità dell’aria (definita dagli addetti ai lavori e dai giocatori stessi “malsana”) ha causato diversi episodi di questo genere, con malori per arbitri, raccattapalle, spettatori e, come abbiamo visto, anche giocatori.

Gli organizzatori, dopo questi eventi e anche in seguito a diverse lamentele, hanno preso la decisione di sospendere i match di qualificazione per un giorno, in attesa di un aiutino soprattutto da parte del bollettino meteo.

Per fortuna così è stato e, per la gioia degli appassionati di questo sport, lo svolgimento degli Australian Open non è a rischio. Farà inoltre contenti numerosi tifosi italiani sapere che già otto azzurri sono presenti nel tabellone, mentre le azzurre al momento sono tre.

Le qualificazioni potrebbero portarne altri, con Musetti che sta facendo impazzire gli spettatori con partite straordinarie, che gli hanno permesso di arrivare all’ultimo turno, dove potrà giocarsi l’accesso nel main draw.

Australian Open affumicati, così non si può andare avanti! Premier League, c’è troppo Liverpool per tutti

Non male per il campione under 18  in carica dello slam, che punta ora ad ottenere la conquista di un primo turno che sarebbe da sogno. La speranza è quella che i “nostri” tennisti possano andare il più avanti possibile, con Berrettini che, secondo i bookmaker, potrebbe essere la sorpresa del torneo.

Noi ce lo auguriamo, ma speriamo soprattutto di non dover più parlare di situazioni spiacevoli come quella capitata in questa settimana. La speranza è che l’Australia possa riprendersi da questa catastrofe e che le persone non ascoltino più di tanto il detto citato nelle prime righe di questo articolo.

Chi è causa del suo mal provi a cambiare le cose, non pianga più di tanto, perché alla fine serve a poco o nulla. Detto questo buon Australian Open a tutti, sarà un torneo ricco di spettacolo!

Australian Open affumicati, così non si può andare avanti! Premier League, c’è troppo Liverpool per tutti

Premier League. Come non iniziare un approfondimento sulla Premier se non parlando del Liverpool? D’altronde nessuno nel campionato più avvincente del mondo, nessuno era mai riuscito ad effettuare una partenza del genere: 61 punti conquistati su 63 e nessuna voglia di fermarsi. La corazzata di Klopp procede spedita verso il titolo che dalle parti di Anfield Road manca addirittura dal 1990. L’affermazione del Liverpool è l’ennesima dimostrazione del genio del tecnico tedesco, che con tanta pazienza, partendo da una squadra piuttosto mediocre, è riuscito a costruire una vera e propria macchina da guerra. È così che ora può puntare dritta verso il titolo, con un rassicurante vantaggio di 14 punti sulla seconda.

Parliamo ora proprio del Manchester City: i dominatori incontrastati delle stagioni 2017-2018 e 2018/2019 hanno vinto con uno schiacciante 6-1 contro l’Aston Villa, ma rimangono in ritardo (come dicevamo) di 14 punti rispetto al Liverpool. Un divario impressionante che mortifica un City fino a poco tempo fa padrone incontrastato del campionato del leone. Proprio la squadra di Guardiola deteneva il record per la miglior partenza stagionale (campionato del 2017-2018).  Klopp è riuscito a strappare questo primato al suo acerrimo rivale e ora punta al colpaccio, provando a sfrattare i Citizens dal trono d’Inghilterra.

Parlando della zona Champions non si può non citare il Chelsea di Lampard. Dati come sfavoritissimi alla vigilia, i Blues si stanno invece dimostrando un vero e proprio spauracchio per tutte le grandi, candidandosi fortemente per un posto in Champions League. La vittoria contro il Burnley per 3 a 0 ha permesso a Pulisic e compagni di mantenere la quarta posizione, che garantirebbe appunto a Lampard di raggiungere l’obiettivo stagionale (traguardo che molti davano per irraggiungibile).

Tra le sorprese possiamo aggiungere anche lo Sheffield United, formazione  partita con l’obiettivo di salvarsi, ma che adesso può ambire a ben altro. Gli uomini di Wilder si trovano infatti in piena zona Europa League e, dopo aver acquisito consapevolezza nei propri mezzi, non vogliono smettere di stupire.

Un discorso a parte va fatto per il Leicester: le Foxes sembrano tornate a vivere un momento magico come quello passato sotto la gloriosa stagione Ranieri. L’allenatore è cambiato, ma Vardy è nuovamente in forma smagliante e la squadra di Rodgers è scomoda da affrontare per chiunque. Chissà se questa formazione riuscirà a stupirci ancora; a fine anno arriverà la qualificazione in Champions?

Australian Open affumicati, così non si può andare avanti! Premier League, c’è troppo Liverpool per tutti

Nelle delusioni troviamo sicuramente l’Arsenal. I Gunners non sono riusciti ad ingranare con Emery, anche per questo si ritrovano decimi a ventotto punti. Un misero risultato per una squadra che non fa un mistero del fatto che la sua ambizione sia quella di ritagliarsi un posto fra le big europee. Neanche il cambio di allenatore sembra sia servito, con Arteta che dovrà sicuramente lavorare sodo per uscire da questa situazione di stallo.

Un’altra squadra londinese in difficoltà è il Tottenham prima di Pochettino e ora di Mourinho. L’ingaggio dello “Special One” è costato carissimo alla dirigenza degli Spurs, ma la svolta tanto attesa stenta ad arrivare. Sicuramente l’infortunio di Kane ha complicato e non poco i piani del portoghese, che adesso dovrà inventarsi qualcosa per non rischiare di etichettare la stagione attuale come “fallimentare”. A nostro avviso l’ottavo posto attuale non rispecchia il vero valore della sua squadra, questo l’ex tecnico del Manchester United lo sa e farà di tutto per cambiare le cose.

Vi sono poi state anche piacevoli riconferme, come quella del Wolverhampton che, ancora una volta, si sta giocando un piazzamento europeo.

Australian Open affumicati, così non si può andare avanti! Premier League, c’è troppo Liverpool per tutti

Infine dedichiamo uno spazio per la zona retrocessione, in cui troviamo un’Aston Villa che, nonostante il mercato faraonico, non riesce ad abituarsi ai ritmi della prima divisione inglese. La compagine ora allenata da Smith si trova al diciottesimo posto: l’arrivo di Reina aiuterà la squadra a riprendersi?

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