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L’attentato di Christchurch

Il suprematismo bianco ha colpito in un Paese che si pensava al riparo da eventi terroristici: la Nuova Zelanda

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– NUOVA ZELANDA
A Christchurch, in Nuova Zelanda, c’è stato un attentato terroristico avente come matrice il suprematismo bianco di estrema destra. Un attentatore di origini australiane ha attaccato la moschea di Al-Noor e quella di Linwood sparando sui fedeli riuniti per il classico venerdì di preghiera: ha ucciso 50 persone. È stato un attacco pianificato nei minimi dettagli (pare anche con due autobombe che però non sono esplose). Nelle ore immediatamente precedenti l’attentatore aveva pubblicato sui social network una lunghissima auto-intervista scritta dove spiegava le sue convinzioni: dalla “razza bianca in pericolo” alle “affiliazioni politiche”. Ha pubblicato anche le foto dei caricatori utilizzati per la strage, sui quali ha scritto i nomi di alcuni personaggi ai quali si è “ispirato”: spicca quello di Luca Traini, neofascista italiano che tentò a Macerata di fare una strage di migranti. Come se non bastasse, ha ripreso l’intera operazione (17 minuti) con una telecamera fissata sul suo corpo: si vedono chiaramente i momenti in cui fa fuoco sulle persone inermi che cercano di fuggire. Ha diffuso il video su tutti i più importanti social globali, invitando a scaricarlo e a diffonderlo attraverso altri media (se lo trovate, sarebbe bene segnalarlo e farlo rimuovere). L’attentatore è stato poi disarmato e bloccato dal custode della seconda Moschea. La premier neo-zelandese Jacinda Ardern ha espresso la sua solidarietà alla comunità islamica nazionale e ha proposto una legge più stringente sul possesso di armi automatiche.

– FRIDAYS FORFUTURE
il cambiamento climatico non è una delle questioni odierne, è *La* questione odierna. Il Global Warming, in tutte le sue sfaccettature, esiste ed è in buona parte causato/accelerato dalle attività umane. Combatterlo è probabilmente la più grande sfida di sopravvivenza collettiva alla quale siamo obbligati a rispondere. Il 98% della comunità scientifica riconosce la prevalente “origine umana” del Riscaldamento globale, e ci ricorda gli obiettivi da raggiungere relativamente alla quantità di CO2 emessa in atmosfera (che causa il deleterio aumento dell’effetto serra surriscaldando il Pianeta). Già dal 2020 dovremmo far calare le nostre emissioni di CO2, ed entro il 2030 dovremo averle dimezzate. Se non lo faremo, non riusciremo a mantenere l’aumento della temperatura media globale entro quegli 1,5 gradi universalmente riconosciuti come la soglia critica oltre la quale non si potrà davvero più tornare indietro.
Fridays For Future, è stata la più grande manifestazione giovanile per il clima a memoria d’uomo. Con i suoi 100.000 giovani a Milano, 30.000 a Roma e più di un milione nel mondo, ha voluto proprio ricordare la necessità di agire subito e concretamente per raggiungere la auspicata (e necessaria) riduzione delle emissioni di CO2, e per la generale salvaguardia dell’ambiente. È davvero il tempo di agire, globalmente, partendo anche dalla piccola quotidianità delle cose: raccolta differenziata efficace ed efficiente, risparmio energetico e sensibilizzazione.

– BREXIT
Il Parlamento britannico ha bocciato il secondo nuovo accordo raggiunto da Theresa May con l’Unione Europea per la Brexit, ma ha anche approvato un emendamento che esclude la temuta No Deal Brexit “in qualsiasi data ed in qualsiasi circostanza”. Si va quindi verosimilmente verso la proroga del termine del 29 marzo, data in cui la Gran Bretagna sarebbe dovuta uscire dall’Unione. Tuttavia, sembra che l’Unione Europea sia disposta a concedere una proroga solo fino alle elezioni europee del 23 maggio, in modo da non creare il paradosso di una Gran Bretagna che elegge i propri membri nel Parlamento Europeo per poi lasciare l’Unione.

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