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L’arte di pagare in visibilità

In un mondo in cui la visibilità è un lavoro, tutti la ricercano. Ma solo qualcuno la sa sfruttare, trasformandola in moneta

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Non parliamo di un futuro distopico, né di fantascienza. Parliamo di ogni professione svalutata, pagata con denaro inesistente. Di ogni lavoro richiesto gratuitamente “perché fa curriculum”.

“Nel futuro, ognuno sarà famoso per 15 minuti”. Così recita una famosa citazione di Andy Warhol. Chissà se Andy, guardandoci ora, sarebbe contento nel vedere che abbiamo barattato i nostri 15 minuti di fama per un pugno di like, che forse della fama hanno solo l’aspetto.

La visibilità, che così bene si inserisce nel contesto del web, è riuscita ad uscirne, proiettandosi ulteriormente nella realtà. A volte diventa così importante da poter essere usata come moneta. A volte, la visibilità viene barattata per un lavoro. Sempre più spesso appaiono infatti annunci, domande e concorsi che richiedono un lavoro, magari specializzato, offrendo per esso non una retribuzione ma “visibilità”.

E questo tipo di concorsi e annunci non vengono fatti tanto da privati quanto da grandi società, comuni importanti, aziende. Aziende che non se la sentono di pagare un professionista per qualcosa che fa di mestiere, preferendo affidare il compito a chiunque voglia provarci. Aziende che preferiscono far leva su un aspetto umano, puro e semplice: quello di mostrarsi, di farsi vedere. Questo meccanismo possiede un target abbastanza scontato, ovvero i giovani. Quelli che hanno bisogno di visibilità, o almeno pensano sia così. Perchè un professionista ha un giro di clienti, è conosciuto e pagato. Mentre qualcuno che ha appena iniziato vorrebbe buttarsi subito a fare, creare, produrre e magari farsi conoscere. Ma conoscere da chi?

Tra le categorie più colpite, ci sono quelle creative. Difficile che il lavoro di un copywriter, fotografo, grafico o scrittore venga riconosciuto per quello che è fuori da determinati ambienti. È facile invece che un logo, così come una fotografia o un testo, vengano considerati ancora adesso lavori di poco conto, banali, che può compiere chiunque. Così si decide di pagarli in visibilità.

Ovvero di non pagarli. Perchè la visibilità è un’arte difficile da gestire e pochi sanno farla fruttare. Difficile quasi quanto valorizzare il tempo di qualcun’altro, riconoscendolo. Forse è per questo che si sceglie di non farlo.

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