IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

La strana storia della diciassettenne nordcoreana sparita a Roma

Diversi mesi fa è sparito l'ambasciatore nordcoreano a Roma, e sembra che sua figlia sia stata rapita dai servizi segreti di Pyongyang

Più informazioni su

– NORD COREA
Jo Song-gil è l’ambasciatore nordcoreano a Roma. Lo scorso novembre è sparito nel nulla e si pensa che abbia disertato e che abbia chiesto asilo in un Paese terzo (forse gli Stati Uniti). La notizia di queste ore è che Thae Yong-ho (ex-vice ambasciatore a Londra anche lui fuggito dalle grinfie del Regime di Pyongyang) ha affermato che la figlia diciassettenne di Jo Song-gil, che studiava e viveva a Roma insieme al padre, sarebbe stata catturata dai servizi nord coreani e riportata in Corea del Nord. Se la vicenda venisse confermata (Thae Yong-ho ha citato delle sue fonti personali in Nord Corea) si tratterebbe di un fatto gravissimo: significherebbe che l’intelligence di un Paese straniero ed autoritario come la Corea del Nord avrebbe agito sul territorio italiano in maniera indisturbata per rapire una minore e rimpatriarla forzatamente nel proprio Paese di origine che infligge a disertori e familiari pene durissime. Il M5S ha chiesto al Ministro dell’Interno di riferire in Parlamento sul presunto rimpatrio forzato della minore.

– SPAGNA
Il 28 aprile la Spagna andrà ad elezioni anticipate per la terza volta in quattro anni. Il Governo di coalizione guidato dal socialista Pedro Sanchez ha perso la maggioranza in Parlamento dove non è stato possibile approvare la legge di bilancio spagnola per il 2019. La definitiva rottura degli equilibri parlamentari si è concretizzata quando alcuni partiti indipendentisti catalani facenti parte della maggioranza hanno cercato di utilizzare proprio la legge di bilancio per ottenere dal Governo alcune concessioni sulla questione catalana (come il famigerato referendum). Il mese successivo, il 26 maggio, si voterà per le elezioni europee.

– STATI UNITI
Donald Trump per uscire dalla trappola politica nella quale si era infilato (i fondi per il muro al confine con il Messico da un lato, e lo shutdown dall’altro) ha scelto di utilizzare la sua personalissima “opzione atomica” per sbloccare a suo favore la situazione: la dichiarazione dello stato di emergenza al confine meridionale del Paese. Con questa mossa Trump spera di utilizzare i circa 8 miliardi di dollari federali che verrebbero messi a disposizione in caso di emergenza per costruire il muro e bypassare il blocco democratico alla Camera. È la prima volta che viene dichiarato lo stato di emergenza per realizzare il progetto politico di un Presidente in un periodo in cui tra l’altro i flussi di migranti in arrivo dal Messico sono più bassi del solito. Inoltre, il ricorso a tale strumento in una situazione del genere, rappresenta una enorme forzatura costituzionale che rischia di finire direttamente davanti alla Corte Suprema, con 16 stati che hanno già fatto ricorso in tribunale, e di esacerbare ulteriormente lo scontro politico (con le varie votazioni e veti che potrebbero essere utilizzate da Congresso e Presidente). È difficile ipotizzare come si evolverà la vicenda, l’unica cosa certa è che, se il muro verrà costruito grazie ai fondi dello stato di emergenza, a pagare non sarà il Messico ma i contribuenti americani.

– IRAN
La Repubblica Islamica dell’Iran ha compiuto il suo 40esimo compleanno. Nel 1979 nasceva “l’Iran moderno” con il suo complesso sistema di Governo ben più democratico e sviluppato di quelli, ad esempio, dei suoi vicini del Golfo. Oggi, però, l’Iran si trova nuovamente alla prese con una rinnovata tensione con gli Stati Uniti causata dall’uscita unilaterale di Washington dal JCPOA (l’accordo sul nucleare iraniano che, nelle parole di Obama, “aveva evitato una guerra”) che aveva permesso al Paese di uscire gradualmente da un embargo decennale e di rientrare nei “circuiti” della comunità internazionale. Il futuro resta quindi incerto per Teheran: dal rinnovato isolamento internazionale e le nuove ingiustificate sanzioni (non c’è nessuna evidenza del fatto che l’Iran abbia violato il JCPOA), alla crisi economica che continua a colpire la popolazione iraniana.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.