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La Bettola – capitolo 9: “Il posseduto”

Il thriller a puntate di IVG/young

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Gaia e gli Spettri tornarono alla Bettola in tempo per la cena. Così poterono preparare il tutto per accogliere i loro clienti. Costantino, Beatrice, Adele e Sara erano gli ultimi rimasti: i clienti sopravvissuti all’Inquisitore.

Veronica preparò i soliti piatti e li passò a Martina, affinché li servisse. Valentina intanto passava per ogni tavolo a portare da bere. Dopo tutto ciò che era accaduto, il vino era richiesto parecchio dai clienti. Nel frattempo, Gaia ragionava sul da farsi. Seppur il Soldo Nero fosse deceduto, le sue armate li avrebbero invasi. E l’Inquisitore andava ancora sconfitto. Troppe cose da fare, troppi nemici da affrontare. Il Buco Nero poteva sopravvivere a tutto questo?

Non poteva: doveva sopravvivere. Aveva scelto gli Spettri per una ragione e sapeva che loro potevano vincere. Avevano addomesticato la malavita di Roma. Chi era questo Inquisitore per fermarli tutti? La porta si aprì e tutti si girarono a vedere. Si aspettavano l’Inquisitore, e invece a entrare fu un altro uomo. Grosso, robusto, pelato, in canottiera e pantaloncini, con lo sguardo perso nel vuoto e la bava alla bocca.

Gaia capì subito che non era un cliente. Tutti lo capirono. I quattro clienti sopravvissuti scapparono di corsa a nascondersi dietro il bancone. Questa battaglia toccava agli Spettri: quel nemico solo loro potevano abbatterlo.

Arianna afferrò la scopa con cui puliva la Bettola e lo attaccò con quella. Lo colpì alla testa, ma lui non sentì nulla. Le strappò di mano l’arma e con la stessa la colpì in testa. Arianna cadde a terra tenendosi la fronte. L’uomo pose il suo braccio davanti alla faccia. Il coltello lanciatogli dalla cucina lo prese in pieno e lui iniziò a sanguinare. Ma come se niente fosse si tolse il coltello e uccise Arianna, piantandoglielo dritto nell’occhio.

Nicolò lo aggredì con particolare violenza. Gli lanciò contro una sedia che lo prese in pieno. Senza controllo, si ritrovò subito a cadere a terra, ma questo non gli fece perdere il coltello che aveva in mano. Con lo stesso braccio dovette fermare un nuovo coltello dalla cucina, che andò a colpire molto vicino al punto precedente. Sembrava non soffrire nulla, nonostante tutto. Alzò la mano verso Veronica, come per restituire il favore.

Prima di poter lanciare, perse la mano. Gaia gli sparò al polso. Non appena si girò verso di lei, un colpo lo prese dritto in fronte e un terzo lo prese al cuore. Senza alcun verso di dolore cadde a terra, morto stecchito. I clienti rimasero fermi immobili mentre i cinque Spettri rimasti si avvicinavano all’uomo. Attaccato al retro della maglietta stava un messaggio molto simile al primo trovato. Recava la firma dell’Inquisitore.

Gaia lo lesse una volta mentalmente, poi lo rilesse ad alta voce, in modo che i suoi soldati potessero sapere cosa stava per accadere, cosa era accaduto e cosa dovevano fare. La resa dei conti era vicina, tanto da sentirla nell’aria.

“L’uomo che vi ha attaccato era un drogato, che per il fisico ha assunto tante schifezze. L’ho ipnotizzato per attaccarvi. Sappiate che questa è solo una delle sorprese che ho in serbo per voi. Se volete finirla, ci vediamo al magazzino abbandonato che dista due isolati da voi, alle undici. L’Inquisitore”.

Subito Gaia ordinò a Martina di portare i clienti sopravvissuti nel magazzino e fece un occhiolino. Lei recepì e li portò via. Presto sarebbero arrivati gli uomini di Alberto e il piano doveva partire subito. Fu in quel momento che Gaia, Valentina, Veronica e Nicolò sentirono qualcosa di insolito provenire dal magazzino. Un imprevisto, che poteva far saltare tutto. Gaia prese la pistola e gli altri i coltelli. Qualunque cosa fosse stata, sarebbe finita!

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