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La Bettola – capitolo 7: “Dio viene ucciso”

Il thriller a puntate di IVG/young

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La porta della chiesa si spalancò di colpo. Gaia entrò come una furia, facendo svolazzare un lungo mantello nero e mostrando il suo volto fiero. Dietro di lei, gli altri quattro Spettri avanzavano. In quel momento Matteo fu portato via da Alberto. Arianna lo aveva tradito, restando fedele a Gaia. Lo aveva colpito al collo facendolo svenire. Le speranze di Alberto caddero in pochi secondi; Gaia aveva vinto.

“Portalo fuori.”

Arianna portò il corpo di Matteo privo di sensi fuori dalla chiesa. In breve tempo gli altri Spettri la seguirono, lasciando Gaia e Alberto soli nella chiesa priva di una forte luce e piena di polvere.

“Dovevo capire che il secondo indizio era il soprannome. Antonio Serfi è l’Inquisitore e se ci sta attaccando il motivo sei solo tu!”

“Lo hai detto a loro?” domandò Alberto.

“Non ha importanza, Soldo Nero. Non sapevano del nostro accordo e non è importante che lo scoprano.”

Gaia estrasse dalla cintura una pistola e la puntò contro Alberto, che rimase impassibile. Tolse la sicura con il pollice, prese la mira e attese che il suo nemico dicesse qualcosa; qualsiasi cosa. Magari una richiesta di perdono.

“Speri davvero che io, il Soldo Nero, ti pregherò di salvarmi?” chiese ridendo sotto i baffi.

“Tutti temono la morte.”

“Te più di tutti.”

Gaia si avvicinò ancora di più, mantenendo la pistola alta, puntata sulla sua fronte. Ciò che gli stava dicendo era offensivo, ma soprattutto rappresentava la verità. E nessuno poteva ammettere tale verità su di lei.

“Se non mi temessi, non avresti portato loro. Non contano nulla.”

“La sicurezza è tutto, Alberto.”

Alberto avanzò verso di lei, limitando ulteriormente la distanza tra di loro. Arrivò parecchio vicino alla pistola e rimase immobile, come a sfidarla. Spara, spara, spara: questo sentiva Gaia nella sua testa, come un disco rotto.

“Sai che perderai, Gaia. Non ti lascerò trasformare la Bettola nella tua personale accademia di Spettri assassini al tuo servizio. I miei soldati la distruggeranno molto presto. E se ora spari, perirai. Questo posto è pieno di benzina.”

“Menti!” gli urlò Gaia.

“Scoprilo.”

In un secondo Gaia lo colpì con un calcio in faccia. Alberto indietreggiò, per poi avanzare e tirarle un pugno. Gaia evitò il suo attacco e ricambiò, colpendolo dritto nel petto. Un altro calcio lo spinse via, lontano da lei.

“Non hai coraggio, assassina!”

Gaia avanzò nuovamente, lo spinse a terra e premette col piede sul suo petto affinché non potesse più alzarsi. Gli puntò la pistola alla testa. Alberto sentì il metallo toccargli la fronte e percepì il caldo dell’Inferno.

“Non ti temo, finanziatore. Per tanto tempo ti ho lasciato la Bettola per condurre traffici di droga, prostituzione ed armi, ma adesso è finita. È colpa tua se Carlo Serfi è morto. La mia Bettola non c’entra nulla. Tu perirai.”

“Anche la tua Bettola.”

“Sarò io a distruggerla. La userò per distruggere Serfi e poi la sopprimerò.”

Alberto rimase sconvolto da ciò che le sentì dire. Non si aspettava che proprio la madre volesse la morte della figlia. Ma non ebbe tempo per pensare a lungo. Il colpo partì, lui perse la vita, la sua bugia finì nell’oblio e alcuna esplosione avvenne.

“Muori, in onore del Buco Nero!”

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